Come vi comportereste scoprendo che nella vostra città le buche nell’asfalto celano dei passaggi multidimensionali che portano verso nuovi mondi? E se attraverso questi stessi passaggi un’invasione di dinosauri dal buffo colore minacciasse il vostro pianeta? Così, il protagonista di Plot Hole si ritrova investito suo malgrado della responsabilità di abbattere un nemico sconosciuto e insieme a sua figlia Camilla cerca di arginare il pericolo proveniente da alieni rosa a forma di dinosauro.
Siamo di fronte quindi a una storia che risulta essere frammentaria e a tratti incoerente. Tuttavia, possiamo veramente definire questa disorganicità del racconto un difetto? A badarci bene il titolo stesso del fumetto è già una dichiarazione d’intenti, ci dice che forse ci troveremo di fronte a qualcosa di slegato: plot hole in inglese significa letteralmente buco di sceneggiatura o buco di trama. Questa consapevolezza fornisce una prima chiave di lettura, quasi un’indicazione su come affrontare le pagine di questa storia.
Gli avvenimenti, le battaglie e i combattimenti si susseguono senza sosta in un crescendo di dinamismo e tensione. I protagonisti sono coinvolti in vicende rocambolesche e ricche di intensità che rimandano a narrazioni diverse, da quella fantasy alla fantascienza, passando per alcuni elementi tipici delle avventure dei giochi di ruolo.
Tutto questo pot-pourri di calci, pugni e spadate trae la sua propulsione narrativa dall’impostazione stilistico/artistica del fumetto. L’utilizzo imponente di linee cinetiche immerge il lettore in un vortice di accadimenti all’ultimo respiro. L’autore in effetti non ha mai nascosto di ispirarsi nel tratto alla tradizione manga shōnen e al fumetto d’avventura di provenienza francese. In Plot Hole queste due influenze vengono fuse ed esaltate da uno stile riconoscibile e personale. I personaggi sono ben identificati e, confrontandoli con lo stile delle vignette di Vita di Pai, l’accento cartoonesco è ancora più marcato, il che è compatibile con il racconto di una storia fantastica, che vede i protagonisti affrontare animali antropomorfi costituiti in armate per la conquista della Terra. L’utilizzo di colori carichi e densi, già tipici delle vignette che Dado propone in rete, accompagna la storia accentuando gli aspetti fantastici del racconto e regalando al lettore un’esperienza visiva intensa e sfaccettata. Unica nota dolente è forse la scelta della carta, di una qualità che non rende giustizia a tonalità così accese e brillanti, tanto da farle risultare leggermente opache. Le vignette tendono a non sovrapporsi tra loro, piuttosto vengono proposte in diverse forme contribuendo a conferire dinamicità e fluidità alla narrazione. Incontriamo anche pagine splash che su un formato editoriale diverso avrebbero sicuramente avuto una resa migliore.
La figura del padre diventa cruciale e vera protagonista del racconto a partire dal momento in cui Camilla viene rapita dai preistorici nemici. L’abnegazione alla causa e la disperazione per ritrovare la bambina spingono l’uomo verso azioni e soluzioni di immensa fantasia, che il lettore potrebbe anche percepire come scelte narrative apparentemente forzate e poco coerenti con la storia (i famosi buchi di trama cui abbiamo accennato sopra). Tuttavia, questo personaggio sembra accogliere in sé quelle caratteristiche genitoriali che l’autore tende a nascondere dietro il drappo dell’ironia nelle sue vignette di Vita di Pai.
L’uomo fa da contraltare al papà buffo e che prende in giro il figlio delle strisce di Dado, incarna tutto l’amore, l’accoglienza, il sostegno che un padre è chiamato a dare ai figli. Le difficoltà e le peripezie a cui va incontro rappresentano le sfide complesse, spesso all’apparenza impossibili da affrontare con cui ogni papà e mamma si confrontano quotidianamente. Ogni azione intrapresa è volta al bene del proprio del figlio ed è grazie a questo amore che un genitore riesce a superare ostacoli che sembrano insormontabili.
In questa interpretazione anche il personaggio del coniglio ninja gioca un ruolo cruciale, quello della spalla. Le sue azioni rappresentano un aiuto fondamentale per il nostro eroe che grazie al supporto dell’animale potrà affrontare alcuni momenti difficili. Tutto questo ci dice che – anche qui parafrasando – malgrado la buonissima volontà, non è disdicevole da parte di genitori chiedere talvolta una mano a qualcuno.
Plot Hole è senza dubbio un fumetto per tutte le età che ha vari livelli di lettura: è un’avventura avvincente e allo stesso tempo un racconto di relazioni famigliari. Se in alcuni momenti la narrazione può sembrare un po’ confusa, tutto acquisisce un senso e ogni pezzo del puzzle prende il suo posto con il capitolo finale. La presentazione in quarta di copertina purtroppo non fornisce abbastanza dettagli per capire il taglio della graphic novel. Ma anche questo è un aspetto perdonabile sempre in virtù di quella conclusione che così delicatamente rimette in ordine tutte le carte che sono state sparse sul tavolo.
Abbiamo parlato di:
Plot Hole
Davide ‘Dado’ Caporali
Feltrinelli Comics, 2020
144 pagine, brossurato, colori – 16,00 €
ISBN: 9788807550539
