
Ma soprattutto il TCBF è un’occasione per incontrare persone del settore (e non) in un ambiente disteso e appassionato, ritrovarsi tra chi si incrocia solo in queste ricorrenze o fare nuove conoscenze, anche, naturalmente, in termini di fumetti. Quest’anno particolarmente ricca è stata l’area InKitchen, rivolta alle autoproduzioni, con un chiostro dedicato e la presenza di numerosi banchetti e realtà, sotto la doppia gestione di Sara Pavan e Dario Bellinato, il quale prenderà le redini della self area dall’anno prossimo. Un bel modo per rinnovare la partecipazione al festival, soprattutto alla luce dei provvedimenti dovuti al Covid19 che negli anni precedenti avevano visto annullata o ridotta la parte della mostra mercato.
Presso quest’ultima, di nuovo nella bella sede del Museo Nazionale Collezione Salce, erano presenti naturalmente anche molti editori, un’opportunità per trovare uscite in anteprima e farsi dedicare i fumetti dagli oltre 200 artisti e artiste presenti. Tra questi segnaliamo Paolo Bacilieri, al festival con il suo ultimo lavoro, Piero Manzoni – BACGLSP uscito per Coconino Press, un altro capitolo del “grande romanzo di Milano” che l’autore sta costruendo; in dedica c’era anche Miguel Vila con Comfortless, edito da Canicola, che chiude la trilogia della provincia insieme a Padovaland e Fiordilatte. Eris Edizioni era presente con moltissime tra fumettiste e fumettisti, tra cui Francesca Ghermandi, un’autrice fondamentale nel panorama del fumetto nostrano che si è aggiudicata con la sua ultima fatica, I misteri dell’oceano intergalattico, il premio Boscarato per il miglior fumetto italiano; ancora allo stand Eris si poteva trovare il nuovo fumetto di Davide Bart Salvemini, Kronet. Erano presenti, inoltre, autori e autrici dall’estero: Saldapress presentava SPA di Erik Svetoft, ADD Editore ha ospitato al festival Bim Eriksson, autrice di Baby Blue, mentre Strane Dizioni ha collaborato per portare in Italia Patrick Kyle, fumettista e illustratore di Toronto, una delle voci più interessanti del panorama canadese contemporaneo, che al festival aveva anche una mostra retrospettiva delle sue opere, “Ten in Goblin Years“.

Oltre ai firmacopie e alle mostre era possibile assistere a numerosi eventi e workshop, un appuntamento fisso al festival di Treviso. Una novità, presente tra gli eventi off del festival, è stata il convegno Ti leggerei ovunque organizzato dal gruppo di ricerca accademico SnIF (Studying ‘n’ Investigating Fumetti), che mirava a indagare il rapporto tra fumetto, biblioteche, istituzioni e autrici e autori, arricchito dall’intervento di numerosi ospiti. Llo streaming dell’intera giornata è recuperabile online:
Come anticipato, diversi erano gli incontri animati dalla partecipazione di numerose fumettiste, fumettisti ed editori. Alcuni hanno risentito della durata di trenta minuti, troppo breve perché degli incontri che contavano in molti casi almeno tre ospiti prendessero piede e si sviluppasse una discussione.
Per concludere, il Treviso Comic Book Festival si conferma una delle ricorrenze più interessanti per chi segue il mondo del fumetto. Rispetto a questo, è bene ricordarlo, stiamo parlando di un certo tipo di fumetto, come è emerso dagli ospiti presenti e dalle mostre: tra le case editrici, per fare un esempio significativo, non c’erano né la Bonelli né la Panini a confermare un taglio che, senza nessun giudizio di valore, da una parte privilegia il fumetto che potremmo avvicinare alla categoria del graphic novel (per quanto problematica sia questa espressione) come quelli pubblicati da case editrici quali Bao Publishing, dall’altra, un fumetto sperimentale e di nicchia, come può essere quello promosso da un editore come Hollow Press. A questa impostazione si coniuga una certa attenzione alle autoproduzioni, che nei giorni del festival di Treviso trovano ampio spazio e approfondimento.
Anche per questo il TCBF è piacevole: pur nella sua rilevanza crescente, mantiene numeri relativamente piccoli, che lo tengono lontano dalle ore di code chilometriche e dai prezzi di grandi eventi come possono essere i festival di Lucca e il Comicon di Napoli. Questo permette un atteggiamento aperto all’incontro e alla scoperta, al dialogo e alla chiacchiera, di cui c’è sempre tanto bisogno.









