Strange Fruit: razzismo, il mississipi del 1927 e supereroi

Strange Fruit: razzismo, il mississipi del 1927 e supereroi
Mark Waid e J.G. Jones realizzano una miniserie, edita da Boom! Studios che scava a fondo il tema del razzismo con il pretesto supereroistico.

MSTFR001ISBN_0-e1516196925103_Recensioni Partendo da uno storico disastro naturale, la grande alluvione del Mississipi del 1927, la miniserie Strange Fruit mette in scena e reinterpreta il tema del supereroe, sullo sfondo di uno spaccato dell’America peggiore, quella del razzismo più profondo e disumano, terreno fertile in cui sono germogliati fenomeni come quello del Ku Klux Klan.

La cittadina di Chatterlee sta per essere la prossima vittima della grande alluvione del Mississipi. Gli uomini del paese cercano di rinforzare gli argini, ma il clima è teso: a lavorare infatti sono chiamati solo gli uomini di colore, tra cui però inizia a serpeggiare il seme della rivolta. Washington ha anche inviato un ingegnere esperto per organizzare lavori che possano alleggerire il carico d’acqua sugli argini, ma l’uomo è un nero e viene quindi scarsamente considerato.
Quando la situazione si avvicina al limite, qualcosa precipita dal cielo. Dal suo interno emerge un uomo dotato di capacità straordinarie. E dalla pelle nera.

e hanno messo in scena un dramma umano, dove l’elemento “supereroistico” interviene in una chiave mitizzata e poco ortodossa. Sì, l’uomo di colore dotato di capacità sovrumane, il cui arrivo richiama immediatamente l’icona fondante del supereroe a fumetti con la s sul petto, metterà in mostra una certa propensione all’eroismo, ma la sua figura si manifesta in maniera piuttosto lontana dai canoni tipici del classico racconto di eroi con superpoteri.

Il lato sovrannaturale della vicenda infatti non sposta l’attenzione dal profondo tema umano della storia e non cerca di trasformarla o trasporla in una linea più avventurosa come potremmo aspettarci. Piuttosto si fa carico di esaltare ed evidenziare ancora di più umanità, dramma e incomprensione, le tre colonne portanti della miniserie.

Strange-Fruit-1-2-e1516197197159_Recensioni Siamo davanti a un racconto la cui connotazione storica è rigorosa e realistica, un’effetto portato avanti sia nei testi, che tratteggiano un’ambientazione vivida ed estremamente immersiva, che nei disegni, in cui Jones porta al massimo il suo realismo pittorico. Sfoggiando una grande ricerca nel dettaglio e accuratezza storica e nella gamma recitativa delle espressioni.

Ma è in un altro elemento che le tavole di Jones offrono un ulteriore effetto di immersione storica. C’è qualcosa, nei colori soprattutto, che richiama un certo modo di intendere l’illustrazione americana dei primi del novecento.
Non è un caso se ad esempio, sia nell’introduzione sia nella recensione riportata in quarta di copertina, si trova citato l’illustratore Norman Rockwell, caposaldo dell’immaginario illustrato made in USA. E ancora, un ulteriore contribuito iconografico arriva nella scelta citazionista di ispirare le fisionomie di alcuni personaggi a volti della vecchia Hollywood.

Tutti gli elementi del fumetto concorrono per restituire al massimo i diversi livelli del racconto: non solo nel portarci efficacemente dentro quel momento storico e al disastro naturale, ma soprattutto nell’affrontare il tema che è il cuore stesso della vicenda, ovvero una disamina profonda e dolorosa del razzismo e delle sue ramificazioni.

La violenza della natura fa da sfondo alla vicenda, diventandone anche analogia, con l’ulteriore esasperazione determinata dal pericolo imminente.
Ad esempio la ricerca di rivalsa da parte dei neri oppressi, soprattutto nella figura di Sonny, giovane bracciante che diventerà catalizzatore di diversi eventi, manifesta una tensione al limite, pronta a tracimare esattamente come il livello del fiume che sta forzando le capacità degli argini.

wot-strangefruit2-e1516197253491_Recensioni Strange Fruit, che è anche il titolo di una celebre canzone di Billy Holiday che parla di linciaggio, affronta il tema del razzismo andando oltre la sua semplice e più immediata superficie, quella che riguarda odio insensato e ingiustizie manifeste, andando a scavare in profondità nell’animo della moderna società, mettendo a nudo tutta una sere di sfaccettature e ipocrisie che ne costituiscono il corollario.

Mette in scena infatti una questione di prospettive differenti, per cui persino il peso stesso della vita umana assume valori diversi. O ancora mostra abitudini mentali profondamente radicate che trasfigurano anche il concetto di tolleranza. Emerge infatti come questa, a differenza delle comuni aspettative, non sia l’indice di una reale apertura mentale: il nero è visto su un piano comunque differente anche quando accettato. Un piano sistematicamente inferiore, che lo relega a semplice forza lavoro considerandolo un essere dotato di un intelletto differente, appena superiore a quello di una bestia.

Lo dimostra ad esempio la fatica con cui McCoy, l’ingegnere con un incarico ufficiale, riesce a farsi prendere sul serio nonostante il suo ruolo e nonostante si dimostri l’unico a comprendere qualcosa dell’uomo piovuto dal cielo. Significativo anche il momento in cui McCoy dichiara al colosso, parlando del Nord America da cui viene e in cui gli afroamericani dovrebbero essere ormai rispettati e integrati nella società: “A essere sinceri non è che per noi sia tanto meglio. Ma un po’ sì. Un po’ sì”.

E ancora sono diversi i modi in cui il fumetto, mescolando la sua narrazione, i dialoghi e le scelte grafiche, li fa convergere tra loro rendendo l’eroe della storia una continua manifestazione di tutte le macchie nascoste del razzismo. Ci sono ottusità e incomprensione, alimentate dal rifiuto stesso di voler capire, ben rappresentate dalla lingua aliena che arriva alle orecchie del gigante nero quando gli abitanti di Chatterlee si rivolgono a lui. O ancora quando il pregiudizio genera superficiali deduzioni frettolose e sbagliate e processi improvvisati, come quello tra la fuga di Sonny e la scomparsa di un bambino.

Waid e Jones hanno realizzato un lavoro intenso e stratificato, duro ma non del tutto privo di speranza. L’edizione Panini, un pregiato cartonato corredato da una galleria di cover regolari e variant e alcuni schizzi, ne impreziosisce l’edizione italiana.

Abbiamo parlato di:
Strange Fruit
Mark Waid, J.G. Jones
Traduzione di Giovanni Agozzino
, maggio 2017
128 pagine, cartonato, colori – 14,00 €
ISBN: 9788891230256

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