C’era una volta un mondo coloratissimo, un regno popolato di creature grandi e piccole dalle anatomie surreali; e come in tutte le favole c’è un re, ci sono castelli e cavalieri e c’è un eroe, un omino blu, senza testa, panciuto e sudaticcio, capace di volare come una cometa nello spazio interplanetario per riconquistare il suo pianeta, usurpatogli da un piccolo essere piumato e monocolo.
Nella sua opera prima, L’uomo che cadeva sempre, Lorenzo Pontani crea per Phoenix Publishing una fiaba lisergica in cento coloratissime tavole, dimostrando una notevole fecondità nel tratteggiare personaggi e creature surreali, con un debito verso l’eredità visuale di opere come lo Yellow Submarine animato dei Beatles. Il risultato è una fiaba per tutte le età, che in sé porta di certo gli stilemi propri del genere (il re maligno trasformato in macchina, i duelli tra personaggi per la conquista del regno, castelli, cavalieri, grandi creature alate da cavalcare e strani animali come i pesci volanti), ma che non cede al facile gioco della contrapposizione buoni-cattivi. Qui i personaggi agiscono tutti in un limbo in cui non è facile parteggiare per l’uno o per l’altro, e questo rende l’azione meno prevedibile, lasciando aperti tutti i fronti ed evitando la facile immedesimazione del lettore per una delle due fazioni.
Al di là della storia, comunque, la lettura è gradevole nella misura in cui si riesce ad immergersi nel caleidoscopio di colori, quasi sempre a tinte piatte, lasciandosi trasportare in una sorta di straniamento, per godere dell’esperienza visiva più che di quella narrativa.
Abbiamo parlato di:
L’uomo che cadeva sempre
Lorenzo Pontani
Phoenix Publishing, 2019
100 pagine, brossurato, colori – 15,50 €
ISBN: 9788894389692
