Nostalgia e realismo magico nelle storie brevi di Mississippi

Nostalgia e realismo magico nelle storie brevi di Mississippi

L’analisi

Ciò che colpisce immediatamente nel manga Tsukiko and the satellite and other stories, pubblicato da Glacier Bay Books, piccola e indipendente casa editrice americana, è il ritmo della narrazione. In ogni storia breve dell’antologia, Mississippi alterna pagine con poche e statiche vignette a splash page, ma queste, invece che rompere il ritmo della narrazione, rinforzano cosa l’autore vuole comunicare, spesso sottolineando la normalità intrinseca di una certa situazione. Il tratto sottile, tendente alla sintesi e alla semplificazione, favorisce questo storytelling calibrato, e il modo tranquillo e sommesso in cui vengono fatti recitare i personaggi simboleggia un modo di vivere in equilibrio tra normalità e anormalità, tra routine e fantastico.

Ho deciso di evidenziare due elementi, sia grafici che concettuali, che mi sono sembrati molto interessanti per come vengono inseriti e mostrati: il tema della nostalgia e la rielaborazione del realismo magico.
La nostalgia viene sempre introdotta dall’utilizzo di una tecnica tanto immediata quanto complessa: l’uso della matita. Infatti, l’uso della matita per disegnare particolari pagine o elementi, in contrasto con la maggior parte dei disegni in digitale, viene sfruttato per veicolare determinate sensazioni ed emozioni nostalgiche, sia a causa di situazioni connesse al passato sia per quelle legate a una dimensione in qualche modo fiabesca. Per esempio, in Audrey Hepburn 2049, quando il protagonista si trova a vedere Vacanze Romane (1953), Mississippi rappresenta la scena interamente a matita, in un’inquadratura plongée, e nella pagina successiva mostra solo il film in matita mentre i personaggi e le ombre sono in digitale, mettendo l’accento sulla nota nostalgica della vicenda. In Supermoon, l’orso incontrato dalla protagonista, un essere apparentemente fantastico che può comparire e sparire a piacimento, è disegnato a matita con forme morbide, richiamando così un estetica e un immaginario favolistici. Inoltre Supermoon mi ha ricordato Kamisama di Kawakami Hiromi, bellissimo racconto d’esordio della famosa scrittrice, sfortunatamente ancora non tradotto in italiano e solo parzialmente in inglese, dove l’anonima protagonista incontra una divinità in forma d’orso, in un ambientazione in bilico tra il realismo magico e il surrealismo. In Tsukiko and the satellite, invece, il momento topico della vicenda è disegnato a matita e riguarda proprio il passato della protagonista, facendo notare nuovamente come strumenti di realizzazione del disegno ed emozioni veicolate siano intrinsecamente legati, segnando così una grande qualità di Mississippi. Questo è anche il caso di David e Down the Uji River, che nelle situazioni determinanti presentano disegni a matita, sempre legati a quanto detto in precedenza.

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Il secondo elemento, il realismo magico, è presente in ogni storia breve dell’antologia. Esse presentano tutte le caratteristiche del genere letterario: ci si trova di fronte a eventi o esseri fantastici con una normalità disarmante e passato e futuro diventano ordinari, comuni, quasi a portata di mano. Inoltre, il sovrapporsi di finzione e realtà, soprattutto attraverso il cinema e la memoria, è spesso il cuore pulsante di ogni situazione. Lo stesso realismo magico viene però rielaborato con il filtro di una sensibilità infantile, come se il lettore si trovasse di fronte a racconti per bambini scritti da Marquez, Sepulveda o Murakami. Realtà e fantasia, razionale e inspiegabile, convivono nel nostro mondo e le persone non fanno altro che osservare eventi e personaggi misteriosi transitare nelle loro vite senza farci troppo caso, accettando tutto con una leggerezza spensierata e con sereno distacco, prima che diventino un’ossessione, ovvero l’istante in cui si rompe la magia e si ripiomba nella quotidianità: questa è forse una chiave di lettura dell’intero lavoro di Mississippi. Due esempi che chiariscono questi concetti sono David e Down the Uji River, che inglobano quanto scritto in precedenza con un’efficacia rara, sempre spontanea e mai artefatta.

L’autore e la casa editrice

Mississippi (aka Horiguchi Takashi) è un fumettista e pittore che vive e lavora a Kyoto. Ha esposto in diverse gallerie, sia in Europa che in Giappone, e ha pubblicato diverse zine autoprodotte. La storia Tsukiko and the satellite compare anche in š!#32, antologico quadrimestrale della casa editrice lettone Kuš! specializzata in fumetti underground, in un numero dedicato a manga alternativi e indie. Parlando proprio di manga alternativi, dōjinshi e annessi, Glacier Bay Books è una casa editrice americana indipendente che pubblica questo tipo di opere e si sta facendo notare in una certa nicchia editoriale (segnalo in merito un’eccezionale intervista su The Comics Journal a editore/editor (Emuh Ruh) e traduttore/editor (zhuchka) di Glacier Bay Books, dove raccontano il lavoro svolto dietro la pubblicazione di Glaeolia, altra antologia di manga alternativi, più sostanziosa nel numero di pagine e di autori).

Conclusioni

Concludendo, penso che Tsukiko and the satellite and other stories sia un’ottima antologia, che cattura un’atmosfera delicata con grande incisività e penso anche, proprio come scritto su The Comics Journal, che Glacier Bay Books stia traghettando il manga in una direzione diversa per il futuro.