Il volo di Tansini e Genzianella

Il volo di Tansini e Genzianella
Secondo atto del lavoro di trasposizione in chiave contemporanea di grandi opere liriche del passato da parte di Simone Tansini e Nicola Genzianella.

copertina defmodTornare sul luogo del delitto e uscirne indenni una seconda volta non è da tutti.

Eppure Simone Tansini (con l’ormai complice connivente alle matite) riesce nell’impresa, mettendo questa volta a segno il colpo ai danni (si fa per dire) di Giacomo Puccini, andando a prenderne una delle sue opere principali, Madama Butterfly e  trasponendola, ancora una volta, in chiave moderno-contemporanea.
Con un’ incredibile strizzata d’occhio strategica, Tansini ambienta l’adattamento a fumetti proprio a Lucca (dove, guarda caso, è stata presentata a Lucca Comics & Games 2019), città natale di Puccini. Rispetto poi al primo lavoro, L’ombra del Duca, compie una notevole maturazione narrativa, andando a giocare il racconto su tre diversi livelli che si intrecciano di continuo creando un ritmo narrativo che procede come una linea geometrica in costante movimento e mai monotono.

Tenendo fermi come sempre gli elementi basilari della storia narrata nell’opera originale, Tansini mette in scena le vicende di un gruppo di adolescenti contemporanei, più o meno coetanei, che viene attraversato dalle conseguenze imprevedibili di un amore giocato e vissuto sul doppio versante della passione giovanile e di un gioco quasi sadico. Vediamo così muoversi e relazionarsi tra loro la romantica e ingenua protagonista Cris-Ciociosan, alle prese con un complicato rapporto con la figura maschile, la amica fedele Suzuki, il giovane Alex Sciarpa (Sharpless nell’originale pucciniano) e il freddo e glaciale Pinkerton, giovane musicista americano.

Attraverso una struttura circolare (la vicenda inizia e finisce nello stesso luogo), Tansini si muove tra il piano dei ricordi, il piano dei rimpianti e quello della vicenda reale in un costante intreccio di richiami che è anche sottolineato dai disegni di Genzianella che gioca con le immagini riempiendo le tavole di specchi e personaggi mascherati con i quali la protagonista si misura continuamente.
L’attenzione è posta marcatamente sull’introspezione psicologica della protagonista e, attraverso di lei, degli altri personaggi del racconto. Così, nel modernizzare la storia, la vicenda di Ciociosan- Butterfly perde un alone per noi contemporanei forse di eccessivo romanticismo per assumere tratti decisamente drammatici: se Puccini parla di un amore tragico non corrisposto e di una attesa di tre anni, Tansini ci racconta di una notte d’amore tra giovani del nostro tempo che, a tutti gli effetti, rasenta i confini di quella che oggi sarebbe una violenza sessuale.
Nel 2020 è difficile ipotizzare un’attesa di tre anni per il ritorno di un amore ma nondimeno anche l’attesa della nostra Farfallina è tragica, scandita da continui salti dentro la dimensione della colpa, della solitudine e della disperazione.
Sul finale Tansini si concede un volo (di farfalla, forse) e compie un salto al di fuori del libretto di Puccini, per andare a posarsi sul lavoro di John Luter Long, autore che scrisse il racconto Madama Butterfly che ispirò appunto il compositore toscano. Nell’opera del baritono piacentino però echeggiano molti altri richiami, da Pierre Lotì, narratore che  a sua volta scrisse il racconto Kiku_san: la moglie giapponese (o La Signora Crisantemo che fu matrice originale delle successive versioni di Butterfly – racconto in cui la protagonista si chiamava Lady Chrysantheme, come Cris protagonista del fumetto – per arrivare fino a una citazione di Giovanni Pascoli che fu molto vicino a un coinvolgimento diretto nell’opera di Puccini.

I personaggi di Tansini emergono sempre dal buio e con il buio hanno un costante confronto introspettivo che li porta a guardarsi dentro, processo inevitabile dato che vengono strappati alla loro epoca storica e proiettati negli anni 2000.
Genzianella alterna diversi tratti di matita e modella il proprio segno per sottolineare e amplificare le diverse dimensioni narrative su cui si svolge il racconto. Anche se ci è apparso meno preciso e raffinato del solito in alcuni dettagli, regala alcune tavole di assoluta maestrìa: una su tutte, quella in cui Cris sogna e fantastica sul ritorno di Pinkerton, dove le quattro vignette in primo piano, da sole, valgono un intero saggio di disegno e fumetto.

La presentazione del volume è ad opera dello stesso Tansini (di cui trovate una breve intervista qui sotto), mentre l’introduzione è firmata da Adriano Bassi, musicologo e direttore d’orchestra.

Intervista a Simone Tansini

In un battito d'ali interno-5modBuongiorno Simone. Con In un battito d’ali costruisci il secondo tassello di quello che sembra essere un tuo universo narrativo privato, ma rivolto al “pubblico” inteso come realtà sociale, non solo nel senso di “auditorio di persone” che acquista l’opera. C’è sempre molto di tuo nelle introduzioni ai tuoi lavori, come se in ogni volume volessi aprire a un qualcosa di privato. Cosa ci puoi dire in merito?
Ciao Walter, non ti nego che in questo universo personale che sto creando c’è il desiderio di condividere i grandi personaggi del melodramma e c’è anche la voglia di raccontare il mio mondo artistico-professionale, di cantante e formatore, attraverso la matrice universale del sentimento. Questi volumi nascondono un grosso lavoro di ricerca che tocca la letteratura, la pittura, la filosofia e ovviamente la musica; la vera sfida, però, è quella di mantenersi “lievi” e di non cadere in autoreferenzialità o in forme didattiche e stucchevoli. Ho virgolettato “lievi” perché è l’aggettivo con il quale Marcello definisce il proprio amore per Musetta in Bohème! Sono o non sono un vero nerd della lirica?!

Come sei arrivato alla scelta di questa opera da rivisitare? Oltretutto hai volato oltre Puccini, per giocare con rimandi altri legati a Madame Butterfly: penso all’originale di Long a Pierre Lotì, da te citato diverse volte nelle presentazioni, con il solito tocco di ammodernamento, che è ormai tua cifra stilistica tipica. Ti piace infondere linfa fresca in opere peraltro “sempreverdi”?
La scelta dei titoli ha due componenti: una affettiva, nel senso che mi piace lavorare sui personaggi che mi appassionano di più, e una tecnica che è rappresentata dalla reale possibilità di trasformare in modo credibile e coerente le drammaturgie.
Il caso di Butterfly è molto particolare perché la sua genesi letteraria è incredibilmente coinvolgente e tocca in modo diretto e indiretto tutto il pianeta attraverso una rete di contaminazioni che parte casualmente da Londra e si muove poi tra gli Stati Uniti e il Giappone, tuffandosi, con un collegamento un po’ avventuroso, fino nella lontana Polinesia. Volendo però scavare a fondo nell’animo dei personaggi e in quello degli autori che li hanno tratteggiati, la fonte che mi ha colpito maggiormente è quella, come hai evidenziato anche tu, di Pierre Loti. Questo perché il matrimonio “all’uso giapponese”, Loti, l’ha fatto davvero e attraverso questo ci ha raccontato una storia che è ben lontana da quella pucciniana ma che ha in sé un passaggio sulla natura umana che mi ha colpito nel profondo. Non mi dilungo oltre altrimenti divento devastante!
Per tornare a noi, Madama Butterfly ci racconta una storia d’amore, di ingenuità, di voglia di riscatto, di tradimento, di vana attesa, di brucianti sofferenze e di grandi decisioni. Come possiamo relegare questa vastità di emozioni a una sfera “passata”? Ecco perché cerco attraverso il mio lavoro di infondere la linfa fresca cui hai accennato.

In un battito d'ali interno-3modIn questo volume è più forte la commistione tra classico e moderno, quasi non si notano gli “adattamenti” dell’opera originale; leggendo i due volumi (il Duca e il Battito) si ha la sensazione di sentire la tua voce in sottofondo dire “Guardate che ciò che è successo ieri succede anche oggi. L’uomo è sempre lo stesso da centinaia di anni”.  È così? È una riflessione sullo stato delle cose nei rapporti umani tra passato e presente? Proprio oggi, poi, che questa terribile emergenza dovuta al Coronavirus tocca in primis proprio i rapporti umani e sociali.
Diciamo che in questo secondo volume mi sono preso qualche libertà in più e l’ho fatto per amore dell’approfondimento psicologico dei personaggi, cosa questa che adoro fare sia quando affronto uno spartito come cantante, sia durante i corsi di formazione e di approccio al melodramma. Lo studio emotivo degli interpreti dell’azione ci permette di comprendere la modernità degli stessi ed è l’aspetto più importante sul quale mi piace concentrarmi. Madama Butterfly, come accennato prima, è una storia d’amore giovanile, irrazionale, un po’ incosciente, guidato dall’istinto e dall’amore per l’amore, ma al suo interno cela anche tutta la drammaticità di una vicenda familiare oscura che si proietta sul destino di una ragazza di quindici anni, portandola a riflessioni e a decisioni che sono quanto mai attuali e meritevoli di essere affrontante.
Mi piace l’idea che si avverta in sottofondo la mia voce sussurrante! Un po’ perché amo le cose inquietanti e un po’ perché credo che tale voce nasca dalla mia passione per questo lavoro.
A proposito di riflessioni, colgo con grande serietà il tuo riferimento all’attuale periodo storico tristemente caratterizzato dal Coronavirus; siamo stati tutti, in modi differenti, toccati da questa situazione e ci troviamo a fronteggiare una pressione psicologica mai immaginata. Penso che diventi importante tornare a riflettere sulla socialità (che non è il social), sull’onestà degli affetti e delle amicizie, perché quando tutto diventa difficile è proprio a questi “pilastri” che ci rivolgiamo. Se vogliamo trarre una lezione importante dall’isolamento imposto dal virus possiamo dire che (forse) stiamo ritrovando una scala di valori reale in cui chiedere “come stai?” esprime un sentimento sincero, una necessità di contatto e non una semplice formalità.

Cosa ci puoi dire della realizzazione grafica di un lavoro come questo? Immaginiamo non ci sia una sceneggiatura vera e propria su cui il prode Genzianella ha lavorato. O sì? Come arrivate a fondere il testo del libretto con i disegni e la struttura della pagina?
L’impostazione è la stessa seguita per il Duca, quindi libretto d’opera (più qualche chicca!) nella pagina di sinistra e storia illustrata da Nicola Genzianella nella pagina destra; come nel precedente volume, il libretto d’opera non integra la storia, semplicemente la accompagna. Questa volta abbiamo comunque lavorato seguendo un percorso nuovo, infatti ho fornito a Nicola un racconto già suddiviso in tavole, all’interno delle quali lui ha avuto la massima libertà di movimento. Diciamo che sono andato un po’ più vicino al concetto di sceneggiatura, anche se la mia predilezione rimane quella più letteraria per il soggetto-racconto. La sintesi finale arriva confrontandoci sulle soluzioni stilistiche con le quali Nicola decifra i miei testi, la cosa importante è che emergano gli elementi chiave della mia rivisitazione. Ho deciso di mostrare Butterfly attraverso tre distinte linee temporali che rappresentino il presente della protagonista, le angosce del suo passato e l’incertezza per il futuro, Nicola ha dato vita a questo triplo filo narrativo per mezzo di tre stili ben distinguibili e coerenti: più netto il tratto per il presente, più definito dai chiaroscuri il passato e le mezze tinte a caratterizzare il futuro.

Prevedi un terzo capitolo di questo universo narrativo-musicale? Ci puoi anticipare qualcosa, seppure il momento storico che stiamo vivendo sia attualmente caratterizzato da un quasi impossibilità di fare previsioni e progetti certi?
Non ti nego che l’isolamento forzato di questo periodo ha avuto effetti positivi sul fronte creativo letterario, il terzo soggetto è finito e siamo a buon punto anche della realizzazione grafica. L’avevo spoilerato (come mi sento giovane a usare questo vocabolo!) già nell’introduzione del Battito d’ali scrivendo “notte e giorno (a faticar)”, infatti siamo al lavoro su Don Giovanni, un peso massimo del melodramma, uno di quegli assoluti che ha dato prime notizie di sé già dal 1600 per spingersi poi fino ai nostri giorni con Bergman e Saramago. Io, ovviamente, mi rifaccio al modello mozartiano, ma il lavoro si è spinto talmente oltre che abbiamo deciso di cambiare anche tutta l’impostazione grafica. Sarà una vera novità per il catalogo 40GB, torneremo sicuramente allo stile Duca e Battito in futuro, ma quest’anno lanciamo una linea nuova e ne siamo sinceramente entusiasti!

Intervista rilasciata ad Aprile 2020.

Abbiamo parlato di:
In un battito d’ali
Simone Tansini, Nicola Genzianella
40 GB Editore, 2019
56 pagine, cartonato, bianco e nero – 18,00 €
ISBN: 8894384918

 

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