
Il secondo numero riparte direttamente dal punto in cui si era interrotto il primo, evidenziando lo stacco fin troppo netto, in un punto del racconto che probabilmente si prestava poco o che poteva esser gestito in maniera più fluida. Al di là di questa critica, tutto l’albo appare come un deciso passo avanti dal punto di vista della sceneggiatura, più chiara e lineare, ma soprattutto incisiva, dura, diretta. Quel che era lasciato sottinteso nella prima parte, anche, forse, in maniera troppo criptica, trova (parziale) svelamento; si introducono meglio i personaggi, cercando di dar loro, anche se in pochissime battute, una maggiore profondità; su tutti, Miki/Michele e Stella, due facce della stessa medaglia, feriti altrettanto profondamente ma diversi nel modo di reagire al dolore che si portano dentro, che trova sfogo nella vendetta sanguinaria per il primo e nel sogno di una nuova vita lontano da tutto ciò per la seconda.

Ancora a livello amatoriale i disegni, troppo discontinui e con errori evidenti di inesperienza, difetto che un montaggio non disprezzabile di tavole e vignette, segno di un certo impegno nella realizzazione grafica, non riesce a nascondere.
A chiusura di questo primo ciclo, intitolato “I capitoli della furia“, il progetto si conferma ambizioso nelle intenzioni e sincero nello svolgimento.
Un’opera che si rivolge a molti, per sensibilizzare e allertare su una realtà che non possiamo fingere non esista, con tanto di articoli di giornale o contenuti a tema (come la bellissima canzone di Carmen Consoli, “Mio zio“), ma che sembra ambire, compito ancor più difficile e nobile, a chi di soprusi e abusi è stato vittima. In quest’ottica, fanno impressione e appesantiscono il cuore le parole che chiudono l’albo, scritte da una vittima vera, non di carta e inchiostro.
Abbiamo parlato di:
Miki #2
Lorenzo Piscopiello, Eghe
Absolute Black, 2012
48 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,00€


Ciao Ettore, bellissima recensione, grazie.
Altre info su http://www.mikiworld.it
Ciao e grazie, LP