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Tra gli alberi dove nessuno ti vede: animali antropomorfi e serial killer

20 Marzo 2026
Patrick Horvat realizza un solido giallo dall’estetica inusuale, che muove dal libro d’infanzia al thriller più gore.
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Tratti morbidi, rotondi, colori pastello, animali antropomorfi in abiti civili impegnati in diversi mestieri. Immediatamente, sfogliare le pagine del lavoro di Patrick Horvath ci immerge in nitidissime reminiscenze di Richard Scarry, famosissimo scrittore e illustratore per bambini.
Tanto immediata però è anche la percezione di trovarci in una versione di un mondo “alla Scarry” più adulta e matura. Quanto, lo scopriamo nel giro di poche tavole: dopo un’immersione nell’idilliaco e rurale paesino di Woodbrook – un’atmosfera ancora filologicamente affine all’illustratore inglese – ecco il crudele e spiazzante ribaltamento che ci porta nell’orrore di una storia che parla di serial killer.
L’idillio, la favola disneyana, nasconde il sangue, la violenza, la bestia, che vive di un suo perverso equilibrio, una normalità riflessa in uno specchio distorto.
Cosa succede poi se questa normalità pervertita dell’omicidio seriale viene incrinata da un’intervento esterno? Cosa succede quando i due mondi separati si contaminano e l’orrore infetta l’idillio?
È quello che avviene nel momento in cui la serial killer segreta di Woodbrook si trova costretta ad indagare per scoprire chi è il rivale che rischia di mettere a repentaglio l’equilibrio a cui tanto ha lavorato.

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Tra gli alberi dove nessuno ti vede è un solido thriller che scava e snuda il mondo sociale di una piccola comunità borghese attraverso un giallo solidissimo e incalzante che gioca graficamente sia sullo spiazzamento di mettere in scena un racconto tanto macabro, crudo ed esplicito – gore, sangue e smembramenti sono ben rappresentati e clinici nella loro messa in scena – che sul gioco metaforico che deriva dal rappresentare il mondo abitato da animali “addomesticati” dalla civiltà, con abiti e case. Un riflesso della natura umana che cova dentro la propria bestialità che può esprimersi in varie forme, anche quando deve solo confrontarsi con la paura e la paranoia che derivano da una minaccia. Alla vita o allo status quo.

Le tavole sono piene, ricche: tra il colore e i dettagli non esiste spazio per il bianco o per una tregua per l’occhio che trova qualcosa da vedere in qualsiasi scorcio e angolo. Anche la gabbia spesso si fa fitta di vignette e minuzie che, ad esempio, in alcune sequenze inducono il lettore a seguire un rallentamento di un’azione, attraverso una frammentazione e una regia molto cinematografica che gioca di zoom e montaggi sui particolari. Il gioco di costruzione si esaspera poi quando entrano in gioco sogni e allucinazioni, che permettono di espandere al massimo il gioco metaforico e di riferimenti che ad esempio trasformano emozioni come la paranoia o la paura nella rappresentazione grafica di perseguitanti vittime martoriate.

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Se Scarry viene subito in mente sfogliando le tavole, impossibile non parlare di un altro spettro che aleggia sull’opera di Horvath: Dexter, soprattutto nell’incarnazione televisiva creata da James Manos Jr. e interpretata da Michael C. Hall e ispirata ai romanzi omonimi di Jeff Lindsay. Alcune dinamiche, come lo scontro tra due serial killer “rivali”, le riflessioni – qui come didascalie – della protagonista e alcune trappole che fanno parte di questa sfida non possono che far tornare in mente la serie, creando qualche sensazione di dejà vù.
La struttura narrativa e l’impianto giallistico confermano però la loro solidità fino alla fine, con una chiusura che non si rivela scontata e che mantiene una nota disturbante e inquietante nel lettore anche a lettura conclusa.

Patrick Horvath confeziona un racconto solido dove la componente estetica diventa l’elemento più straniante e originale senza però rimanere fine a se stessa o rappresentare un gioco al rialzo ma trovando un equilibrio e una stretta relazione narrativa in un risultato dove la somma è sicuramente superiore ai singoli addendi.

Abbiamo parlato di:
Tra gli alberi dove nessuno ti vede
Patrick Horvath
Traduzione di Michele Innocenti
Panini, 2025
152 pagine, cartonato, colori – 22,00 €
ISBN: 9791221916966

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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