Haniwatt

“Ancient Warrior Haniwatt”, tra tokusatsu e mitologia giapponese

6 Marzo 2025
Nippon Shock porta in Italia un manga che unisce la mitologia del Giappone con stilemi robotici e avventurosi.
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Haniwatt 1 Cover Non è una novità che elementi legati ai reperti storici più ancestrali della storia del Giappone diventino spunto e pretesto per storie di azione, soprattutto del filone robotico. Caso storico più eclatante sicuramente la serie di Jeeg Robot d’Acciaio, dove il protagonista si trova a fronteggiare il risorto popolo Yamatai, costituito da un esercito di guerrieri e mostri che emergono dalle rocce, gli Haniwa. Gli Haniwa, nella realtà, non sono altro che statuette di terracotta realizzate da una civiltà del passato per scopi rituali e seppellite con i morti.
Qualcosa di simile succede nel caso di Ancient Warrior Haniwatt, dove Haniwa e Dogu, altro genere di statuette attribuite all’antico popolo dei Jomon, sono al centro della storia.
In questo manga, però, il pretesto va oltre la semplice necessità di creare l’ennesimo terreno di scontro con l’umanità a contrapporsi e ad essere difesa dall’invasore di turno, perché la componente mitologica assume un ruolo narrativo di primo piano.

Un idolo di pietra, un Dogu per l’appunto, si anima nella città di Nagano, avanzando, distruggendo e uccidendo chiunque sia sul suo cammino. Polizia ed esercito sembrano incapaci di fermare la cieca avanzata del mostro, ma c’è qualcuno che sembra sapere cosa fare e come intervenire. Si tratta del Dipartimento di riti speciali della facoltà di studi shintoisti dell’Università. Per affrontare l’essere, che è in grado di cambiare la propria forma e mostrare una considerevole potenza distruttiva, il gruppo universitario organizza uno speciale rituale attraverso una danza cerimoniale che è in grado di dare vita a un’armatura di argilla attraverso una possessione. Il risultato è la nascita di un guerriero Haniwatt.

Se questo primo volume ha la necessità di costruire e iniziare a delineare regole e meccaniche della narrazione, prendendosi diversi spazi per allestire spiegazioni, il racconto genera fin da subito una considerevole fascinazione. Il world building e tutti gli elementi della storia si allontanano da canoni fantascientifici o pseudo fantascientifici che sono più comuni in questo genere di vicende, visto che il racconto si insinua palesemente tra il tokusatsu (le serie e i film live action con eroi contro mostri e kaiju come Kamen Rider, Super Sentai e Ultraman) e le serie manga e anime con protagonisti in armatura o alla guida di robot, per spingersi completamente nel mondo della mitologia nipponica.

Inevitabilmente, il fumetto è arricchito da note e trova a corredo qualche piccolo approfondimento su alcuni elementi apparsi nella storia, per aiutare il lettore a orientarsi in un mondo religioso distante o meno frequentato dai manga di genere. Il risultato però non crea distanza o appesantimento, ma aumenta il fascino e la sensazione di originalità dell’approccio. Sì, un eroe in armatura si erge per affrontare la bizzarra creatura di turno, ma le regole del gioco si prospettano molto differenti da quelle a cui siamo abituati.

Kodai Senshi Haniwatto 610783a837e63Di fatto questo numero, dopo un inizio in medias res, ci porta alla soglia dello scontro, quindi il volume si chiude lasciandoci con molte domande e una grande aspettativa. Però abbiamo anche avuto la possibilità di comprendere la natura del guerriero e delle sue capacità. Primo elemento di straniamento rispetto al canone il fatto che non ci troviamo davanti al classico “singolo” eroe. Come abbiamo detto, per dare vita all’Haniwatt c’è un’intera squadra formata da studiosi, mentre a muovere l’armatura potrebbero avvicendarsi diverse persone, in modo tale da metter in campo capacità e specialità differenti a seconda della diversa tipologia di Dogu che si trovano a dover affrontare. Insomma, una rilettura che rimescola e reinterpreta in maniera molto interessante la struttura del genere.

Lo stile di Kenzi Teketomi è estremamente dettagliato e attento, soprattutto per quanto riguarda gli elementi che ruotano attorno alle componenti mitologiche, dalle armature alle statue e alle loro varie forme, ai templi e agli oggetti. L’uso consistente dei retini e l’approccio alle fisionomie umane gli conferisce un sapore che riporta alle produzioni anni ’70 e ’80: Jin, che si appresta a essere l’Haniwatt in questo primo numero ricorda molto l’aspetto e la tipologia del classico eroe di quelle serie, con la tipica capigliatura nera e puntuta.

Pur trattandosi di un incipit e di una preparazione che lascia il lettore sospeso al vero inizio della storia, Ancient Warrior Haniwatt è una lettura avvincente che, evocando certi stilemi avventurosi, li espande e li reinterpreta in una storia per ora promettente e intrigante.
A proposito delle note, il volume fa il possibile per inserirle in modo leggibile, anche se la ricchezza delle tavole rende spesso il compito arduo e non sempre comoda e agevole la fruizione.

Abbiamo parlato di:
Ancient Warrior Haniwatt #1
Kenzi Teketomi
Traduzione Cristina D’Auria, Andrea Dentuto
Nippon Shock, 2024
198 pagine, brossurato, bianco e nero e colori – 7,90€
ISBN: 9788897286998

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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