
Ed è proprio questo che si prefigge l’Associazione di Promozione Sociale Oblò fondata da alcune personalità di rilievo del panorama fumettistico italiano, come l’autore Claudio Calia, Giada Peterle, Omar Martini e Emiliano Rabuiti. Con sede a Padova ma attiva in tutta Italia e all’estero, l’associazione si prefigge di divulgare il linguaggio del fumetto con varie attività, dai workshop ai corsi sul fumetto, fino ad arrivare all’omonima rivista, giunta alla sua quarta uscita, oltre a diversi volumetti speciali dedicati ad autori e opere più specifiche.
Nel pieno rispetto di questa missione, i curatori della rivista non si sono solo “accontentati” di parlare di fumetti noti, ma hanno cercato di ampliare gli orizzonti dei lettori presentando fumetti meno consueti, come ad esempio Lo Sceicco dell’iracheno Hussein Adil, pubblicato sul secondo numero del magazine. Da questo primo esperimento, nonché dall’esperienza maturata da Claudio Calia nel Kurdistan Iracheno (di cui ha parlato nel volume Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno), è nata la necessità di aprire una finestra più ampia, un oblò sui fumetti prodotti in Iraq.
Il risultato è un albo di quarantotto pagine che racchiude un’affascinante pluralità di voci, di tematiche e di stili, una carrellata di giovani, giovanissimi autori, spesso membri di vivaci collettivi artistici, che colpiscono per la loro creatività e mettono in crisi la visione del lettore occidentale, spesso poco informato su cultura e storia di questo paese medio orientale.
La copertina di Shirwan Can, animatore dell’emergente scena fumettistica irachena, potrebbe far pensare che le pagine saranno popolate solo da donne velate, paesaggi desertici e rurali, guerra e violenza.

Yaeshigna di Hussein Adil ci porta invece in un tempo lontano, quello di miti e leggende: prendendo spunto da una canzone popolare, il giovane (eppure già solido) autore accompagna le parole con immagini oniriche ed evocative, realizzate con uno stile sintetico, quasi primitivistico, che richiama alla mente le sperimentazioni grafiche dei fumetti underground statunitensi ed europei. Corpi e volti si fondono, si trasformano, le vignette si ingrandiscono e rimpiccioliscono, mentre la fantasia dell’autore cavalca senza freni il filo melodico del canto dedicato alla sua terra.
Rooz Muhammed ci riporta a questioni ben più terrene, come svegliarsi presto la mattina per poi accorgersi che è festa (venerdì, per gli iracheni) e rimettersi sonoramente a dormire. Con una breve storia dominata da un tratto denso, ricco di tratteggi e linee rette, l’autore abbatte in un colpo tutte le distanze (vere o supposte che siano) tra uomo e uomo, svelando che alla fine le gioie e i dolori sono uguali per tutti gli esseri umani.
Lo stesso vale per Luna Muhammed Karim, che in Foglie ci trasporta in un incubo legato a una comunissima paura (quella per gli animali che strisciano). Anche questa autrice sembra ispirarsi a fumetti underground, in cui forme, prospettive e divisioni formali vengono distorte e ricostruite per far risaltare il contenuto emotivo del racconto.

Nonostante questo, i cinque racconti mettono in luce aspetti inediti (per noi occidentali) della vita e della cultura irachena, permettendoci di guardare in maniera diversa a questo paese da noi considerato pericoloso e lontano. Da queste storie emerge un mondo pieno di energie creative giovani e dinamiche, che animano collettivi artistici desiderosi di andare al di là della guerra, di guardare al futuro con sguardo speranzoso e con voglia di lavorare.
In tutto questo, il fumetto emerge come uno strumento potente per far esprimere e far ulteriormente alimentare queste energie, uno strumento da far conoscere a quante più persone possibile. Una missione importante, quella di Oblò, che sembra procedere con il piede giusto.
Abbiamo parlato di:
Un Oblò sull’Iraq
Shirwan Can, Ali Jasem, Hussein Adil, Rooz Muhammed, Luna Muhammed Karim, Zahra’ Ridha
Traduzione e cura editoriale di Claudio Calia, Omar Martini e Eleonora Fino
44 pagine, spillato, bianco e nero – 7,00 € (1,99 € edizione digitale pdf)
