11 motivi per cui Lady Oscar è un cult

11 motivi per cui Lady Oscar è un cult
Nel 2022 si celebrano i 50 anni dall'uscita del manga Le Rose di Versailles (famoso in Italia come Lady Oscar). Elena Romanello ci ha dato 11 ragioni per cui il manga e l'anime siano cosi' amati

In questo 2022, Italia e Giappone sono unite da un doppio anniversario: sono infatti passati cinquant’anni da quando nel Paese del Sol levante uscì per la prima volta il manga Versailles no Bara di , sulle pagine di Margaret Comics, e sono quarant’anni dall’arrivo in Italia dell’anime ispirato a tale manga, Lady Oscar, uno dei più amati di sempre.

Un personaggio e una storia che rimangono nel cuore, che continuano a stimolare interessi e passioni, che non invecchiano e sono sempre attuali, e che a distanza di tanti anni ispirano mostre, eventi, storie scritte dagli appassionati, saggi, conferenze e molto altro ancora, oltre ad aver consacrato chi ci ha lavorato, dall’autrice Riyoko Ikeda (premiata quest’anno a Lucca Comics and Games 2022 con lo Yellow Kid Maestra del fumetto) ai doppiatori, a cominciare dagli amatissimi interpreti italiani Cinzia de Carolis e Massimo Rossi.

Ecco 11 motivi per cui Lady Oscar o Versailles no Bara è un cult a livello mondiale, di cui l’anno prossimo vedremo un remake sotto forma di film d’animazione, mentre si mormora anche di un possibile nuovo live action.

Un nuovo tipo di shojo

oscar20Il manga Versailles no Bara, letteralmente La rosa o Le rose di Versailles cambiò radicalmente la percezione degli shojo manga, mostrando che potevano essere anche molto di più di storielle zuccherose per ragazzine: potevano parlare di Storia, tematiche sociali, amore, morte, destino, sesso, incontrando successo presso varie fasce d’età. Con questo manga, si aprì una stagione di nuova considerazione per le donne come autrici, lettrici e protagoniste, ma anche di importanza per i manga tout court e la loro importanza sull’immaginario.

Una protagonista indimenticabile

stabilì con questa storia una nuova incarnazione dell’archetipo della donna guerriera, antico e presente sia in Oriente che in Occidente, mescolando varie suggestioni e figure: prese spunto da Sapphire, o Zaffiro, la protagonista del manga di Ribbon no Kishi, ma guardò anche a personaggi reali, come Pierre Augustin Hulin, guardia reale che si unì alla presa della Bastiglia, la soldatessa Marie-Jeanne Schellinck, la samurai Tomoe Gozen.

Oscar e André: amore senza tabu

FXoWAPvUsAEjU23La storia d’amore tra Oscar e André, nata su richiesta delle lettrici ma con una forte ispirazione ai genitori dell’autrice, una nobile e un borghese, è considerata ancora oggi una delle più struggenti e riuscite di sempre, oltre che una delle più femministe. Non è un caso che Oscar e André sono visti in Giappone come una sorta di Romeo e Giulietta nazionali, citati come icone in tanti ambiti. Con la loro storia ruppe alcuni tabù, a cominciare dal far vedere una coppia di adulti, alla fine hanno entrambi più di trent’anni, che si amano anche in maniera non platonica, creando scalpore.

Versailles no Bara a teatro

La compagnia teatrale Takarazuka, formata da sole donne, è attiva dagli anni Dieci del Novecento ma ha ottenuto il suo più grande successo con lo spettacolo ispirato a Versailles no Bara, anzi con gli spettacoli, visto che sono stati diversi, in vari anni, incentrati su più personaggi. Nel 1989 portarono in Francia per il bicentenario della Rivoluzione proprio uno di questi musical, ottenendo consensi e curiosità, e diventando uno degli spettacoli più amati in quell’anno denso di eventi.

Lady Oscar: un anime come nessun altro

293732350_165872602629777_4138152278008310283_nL’anime è considerato ancora oggi uno dei migliori mai prodotti in Giappone, con alcune punte di eccellenza, date dai disegni di Shingo Araki e Michi Himeno, dalla regia dall’episodio 19 in poi di Osamu Dezaki, dalla colonna sonora di Kouji Makaino, composta con i toni di quelle dei kolossal dal vivo.

Una storia immersa nella Storia

Lady Oscar presenta una mescolanza pressoché perfetta e precisa tra fatti reali e invenzione, rendendoli indiscindibili, a differenza di molte storie di finzione dove la parte romanzata è preponderante. Per questo motivo, è considerata una delle migliori opere di invenzione dedicate all’epoca della Rivoluzione francese, consigliata anche in bibliografie e in biblioteche in tema.

Lady Oscar: ambasciatrice della storia di Francia nel mondo

279964877_5082744935149918_2976519098618573240_nLa storia di Versailles no Bara, in manga e in anime, ha spinto numerose persone di tutti i Paesi in cui è arrivata, partendo dal Giappone, a interessarsi e ad appassionarsi alla Storia di Francia, ed ha portato il governo francese a insignire Riyoko Ikeda con la d’Onore, la prima mangaka a riceverla.

Una sigla indimenticabile

La sigla italiana dei Cavalieri del Re scalò le classifiche in Italia dei dischi, con un milione di copie vendute, ed è ancora oggi citata come motivo anche da chi non segue il mondo otaku, come dimostrano le varie citazioni, tra cui quelle su Tiktok nei mesi scorsi.

Lady Oscar, eroina transgenerazionale

Lady Oscar in Italia è l’anime più trasmesso di sempre, e continua ad andare in onda, come fenomeno che unisce più generazioni. Sempre nel nostro Paese è lo shojo più volte tradotto, dal Gruppo editoriale Fabbri, , , D-Books, Goen e J-POP.

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Oltre Lady Oscar: sequel e omaggi

Anche se il finale di Oscar è definitivo, l’autrice è tornata nell’universo del suo personaggio più celebre con le Gaiden, storie tra il gotico e il thriller, Berubara Kids, vignette superdeformed con i personaggi e citazioni dell’attualità e del costume, Gli Episodi, prequel e sequel di alcune figure della Storia e Eroica, il seguito incentrato sul personaggio di , con alcuni comprimari di Oscar presenti. Inoltre Riyoko Ikeda ha usato i suoi personaggi per pubblicità, eventi culturali, mostre, iniziative varie, gadget, pubblicazioni. A questo vanno aggiunti i tributi fatti al mondo di Lady Oscar da parte di case di moda, come l’italiana Max&CO, prodotti, come il profumo Dange Rose Blumarine, eventi, con conferenze e esposizioni.

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Un fandom appassionato

Il fandom di Lady Oscar è ancora oggi molto attivo in varie parti del mondo, impegnato a produrre storie e fumetti ispirati al personaggio e alla sua vicenda, ma anche opere d’arte, rielaborazioni musicali, oggetti di artigianato e gli immancabili cosplayer. Il manga e l’anime di Versailles no Bara sono considerati dagli appassionati come un modello culturale e sociale, e un fenomeno di costume senza tempo, oltre che una fonte di ispirazione costante per il proprio immaginario.

 

Elena Romanello, torinese, è laureata in lettere moderne con una tesi sulla letteratura d’avventura, e ha conseguito poi anche un master di giornalismo e specializzazioni come bibliotecaria e grafica. Si occupa da anni di fumetti, cultura geek e nerd, e di tutto quello che è stravagante e fantastico, è blogger e influencer. Proprio su Lady Oscar ha messo su una serie di progetti (tra cui il sito internet LadyOscar40anni) di cui il saggio del 2022,  La leggenda di Lady Oscar – Guida non ufficiale pubblicato per Aguana edizioni è parte integrante e che comprendono anche altro, tra cultura, creatività e passione.
Sempre per Anguana  ha pubblicato nel 2015 Il mondo di lady Oscar, nel 2016 Storia del dall’Odissea a Game of Thrones e nel 2018 Pirati, robot e ragazze androidi: Guida all’animazione giapponese di fantascienza, oltre al romanzo urban del 2010 Le eredi di Bastet.  Nel 2022 pubblica, sempre per Aguana, La leggenda di Lady Oscar – Guida non ufficiale.
Ha inoltre pubblicato i seguenti libri: Donne di magia. Streghe e maghe nella cultura del fantastico (Yume edizioni, 2022), La riscossa delle nerd (NPE, 2021), Regine, draghi e guerrieri Guida non ufficiale a Game of Thrones (Ultralit 2020), Once upon a time raccontare fiabe (Yume edizioni, 2019), e Angel il senso della vita per cacciatrici e vampiri (Tabula Fati, 2016, precedentemente uscito per Seneca nel 2013), Il mito di Lady Oscar (Seneca, 2012), Guida alle librerie indipendenti di Torino (NdA Press, 2012), L’immortalità della sirena (Teke), (Iacobelli, 2009),  (Iacobelli, 2009) e Candy Candy (Iacobelli, 2008).

 

 

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