Sulle tracce del Sommo Poeta: la saga di Messer Papero e Ser Paperone

Sulle tracce del Sommo Poeta: la saga di Messer Papero e Ser Paperone
In questo 2021 di anniversari danteschi, Panini Comics ripropone in un unico volume i sette episodi della saga medievale di Guido Martina e G.B. Carpi.

Messer Papero_coverNel 1983 avevo undici anni e frequentavo la prima media. Le cose, da un punto di vista scolastico, si erano fatte più impegnative rispetto ai tempi delle elementari, e la mia – ottima, verità si dica – professoressa di italiano amava darci spesso ricerche da svolgere a casa. Non c’era internet al tempo e, per un ragazzino, le fonti di ricerca erano ancora le enciclopedie (nel mio caso particolare, Conoscere); ma essendo io già un grande appassionato di fumetti, a suddetta fonte ordinaria aggiungevo gli inserti di storia, geografia e scienze che si trovavano ne Il Giornalino e “divulgative” che apparivano su .

Proprio sul settimanale disneyano, allora ancora edito da , nella primavera dell’83 comparve un’avventura in sette parti firmata da ai testi e da Giovan Battista Carpi ai disegni. La Saga di Messer Papero e Ser Paperone accese l’interesse e la fantasia di un undicenne fiorentino appassionato di storia e fumetti per due motivi: era ambientata in Toscana tra Medioevo, Rinascimento e scoperta dell’America e aveva come protagonisti , e una serie di importanti personaggi storici.

A distanza di quasi 40 anni, quella saga viene riproposta oggi da Panini Comics in un bel volume cartonato, arricchita da una serie di esaustive schede informative firmate da Alberto Becattini (e da una introduzione di Luca Boschi), sfruttando come traino i festeggiamenti per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri che cadono in questo 2021.
Rileggere con occhi di adulto quelle storie mi ha portato a una serie di analisi e riflessioni su come siano cambiati i tempi, i lettori e anche il linguaggio del fumetto disneyano in quattro decenni.

Concepire oggi una storia con la struttura narrativa come quella di Martina e Carpi non sarebbe più possibile. Partendo dall’idea che viene in mente allo Zione di scrivere un poema in stile dantesco, gli autori imbastiscono un racconto a metà tra la classica parodia disneyana e quella che oggi definiremmo una docu-fiction storica che si srotola nell’arco di cinque secoli, nel quale due coppie di di Paperone e Paperino fanno tappa in varie città toscane, diventando protagonisti di una serie di importanti eventi storici e incontrando personaggi come Dante, Petrarca, Agnolo Poliziano, Lorenzo De’ Medici e Amerigo Vespucci.

Messer Papero_int01L’intento è chiaramente didattico-divulgativo, finanche culturale, e tale ipotesi è avvalorata dall’intenzione di affiancare alla pubblicazione delle varie puntate della storia su Topolino una mostra itinerante che sarebbe dovuta partire da Firenze e da Palazzo Vecchio – prima tappa anche dei paperi protagonisti – prima di essere annullata per una serie di ostacoli e inconvenienti.
I testi di Martina, letti con sguardo contemporaneo, sono didascalici e prolissi e talvolta sottolineano quello che già i disegni di Carpi raccontano nelle vignette. Questo giudizio assumerebbe una connotazione negativa se applicato a un fumetto contemporaneo, ma se inquadrato nel contesto del linguaggio fumettistico degli anni ’80, diventa del tutto coerente e plausibile con i canoni narrativi del fumetto disneyano dell’epoca. Come detto in apertura, nella penultima decade del secolo scorso internet e la rivoluzione digitale erano ben lungi dall’arrivare e i giovani lettori non avevano a disposizione la facile reperibilità di informazioni e notizie che oggi permette la rete. Il fumetto, specie quello disneyano, accompagnato in Italia anche dalla produzione de Il Giornalino e del Corriere dei Piccoli, diventa anche (ma non solo) un mezzo di divulgazione culturale, incuriosendo e divertendo i ragazzi su argomenti più prettamente scolastici come la storia del nostro Paese.

Anche il salto temporale che viene presentato nelle ultime due storie soffre di una “ingenuità” narrativa che oggi sarebbe inconcepibile in qualsiasi tipo di fumetto, ma che quarant’anni fa era forse più semplice da far digerire a dei giovani lettori, anche perché nelle sceneggiature cambi repentini di luogo e tempo erano assai più diffusi come modus operandi.

Una saga come quella di Messer Papero sarebbe oggi pensata e scritta in modo completamente diverso e forse anche gli intenti non coinciderebbero con quelli pensati al tempo per quel genere di storie.
Il problema – se di problema è lecito parlare – è che oggi storie come quella di Martina e Carpi sempre più raramente vengono messe in produzione.
Seppur si continuino a produrre storie informative sulla storia del nostro Paese – come quelle di Enna dedicate a Leonardo e Raffaello, le recenti di su Dante e Giuseppe Verdi e alcune di è indubbio che il focus narrativo di Topolino si è ormai spostato verso gli adattamenti di personaggi, universi e concept che nascono in media come cinema e televisione, oppure verso produzioni letterarie più recenti, alcune delle quali è anche giusto definire nuovi classici. Lontano da essere una critica, quella appena riportata è una semplice constatazione di uno stato di fatto, anche se, a parere di chi scrive, l’interesse rinato negli ultimi anni verso la divulgazione storica grazie a figure popolari come il prof. Alessandro Barbero potrebbe tranquillamente dare ancora più spazio a una nuova, consistente stagione di adattamenti fumettistici in salsa disneyana di eventi storici – magari anche temporalmente più vicini alla nostra epoca – in grado di appassionare giovani lettori.

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Quelle che invece non soccombono al passaggio del tempo sono le tavole di G.B. Carpi. Colui che è ormai considerato uno dei maestri italiani del fumetto Disney e che non a caso Andrea Freccero – responsabile artistico di Topolino – indica come punto di riferimento ai suoi disegnatori, mette in campo tutta la sua perizia e il suo stile per regalare ai lettori personaggi dotati di una mimica recitativa straordinaria. Altrettanto efficace è la sua interpretazione delle figure storiche che costellano la saga, interpretate in maniera originale per conformarsi al canone disneyano, ma senza perdere i connotati con i quali l’iconografia storica li ha resi riconoscibili e li ha tramandati nei secoli.
Anche la struttura delle tavole è assolutamente contemporanea. Carpi apre spesso la tradizionale griglia a tre strisce con quadruple e splash page che gli servono per illustrare e rendere riconoscibili ai lettori eventi storici e ambientazioni delle varie città. L’attenzione e la bravura con cui sono resi gli scorci urbani e i principali monumenti delle varie città in cui l’azione si svolge sono massime, così come minuziosa e precisa la ricostruzione interna delle dimore e dei palazzi medievali.
È bello immaginarsi l’impatto che avrebbero avuto quelle tavole, pensate per essere esposte in un formato di grandi dimensioni nella mostra mai svoltasi. Anzi, molto probabilmente, l’attenzione al dettaglio presente nelle vignette è da ricondursi proprio al doppio uso che i disegni avrebbero dovuto avere.

Rileggere oggi la Saga di Messer Papero e Ser Paperone se, da un lato, da lettore adulto risveglia ricordi di gioventù e invita al confronto critico tra la prima lettura di decenni addietro e quella odierna, dall’altro porta alla riflessione che la ripubblicazione in un’edizione critica come questa di un classico è sempre un arricchimento e un’occasione per i lettori più giovani di avvicinarsi a storie che meritano comunque di essere fruite e che possono essere divertenti e stimolanti come le contemporanee.
D’altronde anche noi, nel 1983, oltre a leggere le peripezie di Messer Papero, leggevamo divertendoci i classici disneyani degli anni ’60.

Abbiamo parlato di:
La Saga di Messer Papero e Ser Paperone
Guido Martina, Giovan Battista Carpi
Panini Comics, 2021
224 pagine, cartonato, a colori – 25,00 €
ISBN: 978-8891283672

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