L’Italia leonardesca e mystériosa dei paperi

L’Italia leonardesca e mystériosa dei paperi
Panini ripropone in volume la saga di Leonardo da Paperdinci, scritta da Bruno Enna per omaggiare i 500 anni dalla morte del genio italiano.

Topolino Extra_2_coverLa neonata collana di cartonati Topolino Extra nei primi due numeri di vita si è contraddistinta come contenitore di storie di gioventù disneyana, binario che, come è già stato annunciato, continuerà a percorrere in futuro. Dopo la riproposta di Foglie rosse con protagonisti Tip e Tap, il secondo volume è dedicato a , Qui Quo Qua e il grande gioco geniale, saga omaggio ispirata a Leonardo Da Vinci e pubblicata in origine su Topolino #3311-3315 nel 2019.
, coadiuvato da un team di cinque disegnatori – uno per ciascun episodio della miniserie – accomunati allo sceneggiatore sassarese dalla “formazione” all’Accademia , imbastisce un’avventura nella quale riporta i personaggi disneyani sul suolo italico, come già avvenuto in diverse occasioni in passato. Protagonisti sono Qui, Quo, Qua e lo zio Paperino, coinvolti in un’avventura alla ricerca di una misteriosa invenzione leonardesca che da Paperopoli, grazie alla vincita di un concorso scolastico, li porta a Firenze, Milano e Venezia, tre luoghi simbolo della biografia del genio di Vinci.

Il soggetto di Enna è un mystery in piena regola, sviluppato attraverso quattro sceneggiature chiuse ciascuna con una rivelazione che da il là al racconto successivo, fino alla rivelazione finale che conclude l’avventura, dal sapore metafumettistico ma perfettamente coerente con l’intero ordito narrativo tessuto nelle pagine precedenti e, soprattutto, con la figura di Leonardo.
Sono molti i punti di forza che portano alla riuscita di questa miniserie, a cominciare dal ritmo imposto a tutte le storie, dinamico e coinvolgente, fino all’attenzione messa nella caratterizzazione dei personaggi, primo fra tutti Paperino, sempre contraddistinto dal proverbiale caratteraccio ma stavolta stimolo e aiuto inaspettato per i nipotini, e animato da un entusiasmo non sempre facile da trovare nella sua versione adulta, almeno non in quella “standard” che è divenuta predominante nella tradizione italiana degli ultimi trent’anni circa. Il Paperino di questa miniserie si lega direttamente a quello di Barks e anche di Scarpa, un personaggio che, seppur iracondo, era contraddistinto da una positività e un entusiasmo che Enna rimette in scena.

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Gli appassionati del lavoro disneyano dello sceneggiatore riconosceranno subito, in questa caratterizzazione del papero, anche un filo diretto con la sua versione fanciullesca; riferimento esplicito fin dalla prima storia in cui si scopre che oltre a quella per Amazing Papers (l’analogo della storica rivista di fantascienza Amazing Stories nel mondo dei paperi), Paperino Paperotto aveva una vera e propria passione per Leonardo Da Vinci e la sua vena creativa.
Ma lo sceneggiatore spazia nei riferimenti anche oltre i confini del mondo dei paperi e l’acronimo del Grande Gioco Geniale – l’invenzione creata da Qui, Quo, Qua per partecipare al concorso scolastico – non può non portare alla mente il GGG (Grande Gigante Gentile) del romanzo di Roald Dahl.

L’elemento di maggior rilievo del racconto risiede però nella scelta di estrapolare totalmente Paperino e i nipotini dal loro contesto usuale e farli interagire con una serie di personaggi nuovi di zecca che li aspettano in Italia, tutti perfettamente centrati e riusciti, tanto da tornare nella successiva storia “italiana” scritta dallo sceneggiatore sardo e che in futuro verrà raccolta proprio in questa collana.
Anche la descrizione dei luoghi in cui si svolge l’azione è efficace, con la scelta di concentrarsi su precise ambientazioni significative senza perdersi in didascalismi descrittivi delle bellezze delle città coinvolte, per lasciare questo compito alla matita dei vari disegnatori, che svolgono tutti un ottimo lavoro da questo punto di vista.
Gli ultimi due aspetti da evidenziare del lavoro di Enna sono due “sottrazioni”. La prima che si materializza nella scelta di non far mai comparire la versione paperesca di Leonardo nelle pagine della storia, bensì lasciare che siano le sue invenzioni e la sua ispirazione a farne percepire la presenza costante nel corso delle quattro avventure. L’altra è il riuscito proposito di celare fino alle ultime pagine l’identità dell’antagonista della storia, volto ben conosciuto e noto agli appassionati.

topolino_extra_2_intIl team di disegnatori dei cinque episodi è di tutto rispetto. Ad aprire le danze è Andrea Freccero, autore anche del character design dei nuovi personaggi che fanno il loro debutto in questa saga, oltre che delle belle quattro cover componibili che hanno accompagnato la pubblicazione originaria sul settimanale Disney. Freccero è ormai una delle punte di diamante del team di disegnatori disneyani, nonché supervisore artistico di Topolino, e qui colpisce per l’inventiva con cui crea il macchinario pensato dai nipotini, una sorta di ibrido di famose “macchine” leonardesche.
Nicola Tosolini, , Gianpaolo Soldati e completano il gruppo di lavoro e ciascuno di loro, con lo stile che lo contraddistingue, contribuisce alla riuscita della storia: di tutti va evidenziata la perizia e l’efficacia con cui ripropongono nelle tavole alcuni scorci artistici del Bel Paese.
Nonostante quattro mani diverse contribuiscano alla realizzazione dell’intera saga, nelle tavole si percepiscono, di fondo, una coerenza e una omogeneità che armonizzano i vari stili, anche nella composizione delle tavole che rimangono all’interno dei vincoli della tipica struttura a tre strisce di Topolino. Certo, a un occhio attento, le differenze di segno tra gli autori sono evidenti, ma è presente in filigrana quel “canone disneyano italiano” che certamente deriva anche da una comune formazione all’Accademia e, negli ultimi due anni, dalla predetta supervisione di Freccero.

Le raccolte in volume di storie già pubblicate originariamente in altra sede acquisiscono ancor più valore come operazione editoriale se la nuova veste, oltre a dimensioni e qualità cartotecniche di livello superiore, offre anche materiali inediti. Da questo punto di vista, la collana Topolino Extra pare essere partita con il piede giusto fin dall’inizio. In questa seconda uscita, oltre a una interessante prefazione firmata dal direttore di Topolino Alex Bertani, in appendice i lettori possono trovare una lunga doppia intervista a Bruno Enna e al suo editor Stefano Petruccelli – che svelano vari dietro le quinte sulla genesi e lo sviluppo della miniserie – e una serie di schede dedicate allo studio sui personaggi, alla nascita delle copertine componibili firmate da Freccero e all’interpretazione di alcune tavole tratte dal fumetto e rappresentanti alcuni scorci delle città italiane in cui esso è ambientato, con una nuova colorazione acquerellata da parte dell’illustratrice Valeria Turati.

Il segreto di Leonardo Da Paperdinci è dunque una solida e classica avventura disneyana, raccontata con piglio e linguaggio contemporanei da uno dei migliori sceneggiatori di paperi e topi attualmente in circolazione, coadiuvato da un gruppo altrettanto valido di disegnatori, che oltre a omaggiare la figura di Leonardo, celebra il legame tra il mondo disneyano e il nostro Paese, che nel fumetto ha radici profonde e importanti.

Abbiamo parlato di:
Topolino Extra #2 – Il segreto di Leonardo Da Paperdinci
Bruno Enna, Andrea Freccero, Lorenzo Pastrovicchio, Gianpaolo Soldati, Alessandro Perina, Nicola Tosolini
, febbraio 2021
162 pagine, cartonato, colori – 12,90 €
ISBN: 9772532922006

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