Natale a fumetti

Natale a fumetti

24 Dicembre 2017
Quante storie a fumetti meravigliose sono state create  intorno al tema del Natale? Molte, moltissime. Tra le vignette e gli spazi bianchi, anche tanti bianchi natali. Un piccolo compendio in forma di video che vale anche come modesto augurio per chi passa da queste parti. Buone feste!
Che

In morte del Che

9 Ottobre 2017
Da quanti punti di vista si può (guardare e) raccontare un evento? Qualche anno fa Horacio Altuna scelse di ri-narrare con una piccola storia a fumetti un frammento di grande “S”toria: la morte di Ernesto “El Che” Guevara. Al guerrigliero argentino, protagonista della rivoluzione cubana e icona – già in vita – dell’immaginario di sinistra, era stata dedicata un’altra importante opera a fumetti. Quella Che. Vida de Ernesto Guevara, firmata da giganti del fumetto come  Héctor Germán Oesterheld e Alberto Breccia (coadiuvato per la parte grafica dal figlio Enrique), diventata essa stessa – anche per il suo complesso destino editoriale – parte dell’immaginario
Rat-Man

(Genu)flettere i muscoli e inchinarsi a Rat-Man

19 Settembre 2017
Charlie Chaplin sosteneva che la tragedia stimola il senso del ridicolo ed, in fondo, credo che il fascino di Rat-Man risieda in questo paradosso. Il personaggio di Leo Ortolani è un (super)eroe tragico e, per questo, irresistibilmente comico. La tragedia è quella dell’uomo (ratto) sbagliato al posto sbagliato nel momento sbagliato. È la tragedia che tutti noi  “normali” ci troveremmo a vivere se fossimo, per magia, scaraventati d’improvviso dentro un fumetto di Stan Lee e Jack Kirby. Ci basterebbero poche vignette e altro che Galactus e Doctor Doom… Ad annientarci moralmente, ancor prima che fisicamente, sarebbero sufficienti le risate dei passanti di fronte alla
Texone

All’ombra dei Texoni in fiore

29 Giugno 2017
Nel giugno del 1988, esisteva ancora l’URSS, in Italia il Presidente del Consiglio era Ciriaco De Mita e, nel calcio, l’Olanda di Van Basten e Gullit era la squadra più ammirata. Io avevo tredici anni e pensavo che il mondo si dividesse in buoni e cattivi. Tra i buoni c’era Tex Willer (anzi Tecs Uiller), il mio adorato ranger del West, il decano degli eroi bonelliani, il fratello maggiore di Dylan Dog e Nathan Never. Per questo, quella mattina di giugno, ero andato in edicola presto, presto, tutto eccitato ad aspettare che scaricassero quell’albone speciale dal camion. texONE Attesi, con
Ken Parker

Ken Parker, mio fratello che guardi il mondo

13 Giugno 2017
Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo non volevano creare l’ennesimo eroe western duro e puro, ma “un  uomo normale, non infallibile, con le sue idee e una sua complessità” e così che nel giugno 1977  arrivò in edicola Ken Parker. A pubblicarlo esattamente quarant’anni fa ci pensò Sergio Bonelli con le edizioni Cepim,  mentre la progettazione del personaggio da parte degli (allora giovani) autori liguri era iniziata circa tre anni prima. Sta di fatto che l’incontro del trapper dal volto pulito alla Robert Redford con i lettori marcò una piccola grande rivoluzione nel fumetto italiano, in termini di linguaggio e in termini d’immaginario. Ken Parker “lavoratore dell’avventura” La
Tintin Floch

Tintin dal Tibet al mito

20 Maggio 2017
C’è un legame tra racconti a fumetti e mito antico? E’ l’ipotesi suggestiva che avanzava qualche anno il semiologo francese Jean-Marie Floch in un saggio dedicato a Tintin in Tibet. Tintin in Tibet, 20° albo della serie creata da Hergé, è stato di recente ripubblicato in Italia, nell’ambito della meritoria ristampa (“Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport”) di tutta l’epopea tintiniana. Su “Lo Spazio Bianco” ne ha parlato – come al solito – in maniera acuta e profonda Simone Rastelli. Il racconto di Tintin, sperduto tra le nevi dell’Himalaya in cerca dell’amico Tchang, rappresenta senza dubbio uno dei vertici artistici toccati da
Hector Oesterlheld

Quaranta senza Hector

29 Aprile 2017
Hector German Oesterheld, uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti di sempre, scomparve nel nulla, come per magia, in una mattina d’aprile del 1977, quarant’anni fa. Ma i militari argentini non erano Houdini. Lo prelevarono dalla sua casa di Buenos Aires, lo imprigionarono per mesi (anni?) e poi lo uccisero, come accadde ad oltre trentamila desaparecidos (“scomparsi”) nei giorni feroci della dittatura del generale Videla e della giunta militare. C’è un articolo particolarmente toccante di Manuele Rivas che ripercorre, con le testimonianze dei sopravvissuti, la sua vicenda nei centri di detenzione segreti del regime (l’articolo lo trovate qui in originale su
Ken Parker

Galeotto fu il Ken Parker e chi lo scrisse

14 Febbraio 2017
Estate di fine millennio. Roba epocale, da inventarsi qualche vacanza memorabile, magari ai confini del mondo. Invece sono lì, sulla costa abruzzese, sotto l’ombrellone con la mia pilona di Tex Willer e Ken Parker, appoggiata sulla sdraio. “Sei proprio un appassionato.” E’ la frase ricorrente che mi rivolgono, vedendomi tutto preso lì a consumare pagina su pagina di albi vecchi consunti, mescolati ad altri nuovi di zecca. “Veramente, sto preparando la mia tesi di laurea… Sul fumetto…” Replico pacato, scarabocchiando ogni tanto qualche appunto sul taccuino. A quelle parole di solito, seguono sguardi incerti, misto di sorpresa e curiosità, e
Superman

Superman, Super… Ban

2 Febbraio 2017
La battuta migliore su Superman la tirò fuori il Presidente Barack Obama, nel 2011, nel pieno delle polemiche sulla sua (presunta) nascita in Kenya: Contrariamente alle voci che avete ascoltato non sono nato in una mangiatoia. Sono nato su  Krypton e inviato qui da mio padre, Jor-el, per salvare il Pianeta Terra. Era un modo per scherzare sul cosiddetto “birtherism”, il movimento ideologico, costituito dalle frange più estreme della destra repubblicana – con in testa proprio Donald Trump – impegnate a sostenere che Obama era un presidente illegittimo perché non nato negli Usa, come richiede la legge americana. Da buon
Marcodangelo

Marco D’Angelo

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