In appena 15 tavole, soltanto 50 vignette, Francesco Pelosi e Giampaolo Soldati firmano su "Topolino" una storia piccola, piccola che se ne porta tante, grandi, dentro.
All’epoca in cui mi sono imbattuto nella tavola qui di seguito, realizzata per la serie “Comanche” da Hermann – disegnatore belga premiato all’ultimo Festival di Angouleme con il prestigioso riconoscimento alla carriera – la cosa che mi ha colpito è il particolare punto di vista della vignetta più grande attorno a cui è stata costruita l’impalcatura grafica della tavola. La testa del cowboy di spalle in primo piano è tagliata fuori dall’inquadratura: in effetti, qui più che i volti dei personaggi contano le battute tra di loro. Ma se il racconto va in una certa direzione, l’inquadratura mette al centro della rappresentazione anche un
Mentre guardo le immagini di Bruxelles in televisione, resto frastornato di fronte a questo immane orrore. Che altro si può fare se non rimanere in silenzio di fronte a una simile tragedia? Ma poi penso che questo è un blog di fumetti, di Bédé come dicono anche in quella città. E quella città lì, quella città ferita a morte oggi, è un posto speciale per chi ama i comics. Allora, senza facili risposte in tasca, senza verità assolute da spacciare in punta di tastiera, voglio rivolgere solo un pensiero commosso, come tanti hanno già fatto e stanno facendo, Alla città di Bruxelles, città
“La roba Bonelli non mi piace. è colpa mia? Son gusti… che poi, non è che non mi piace, mi fa proprio cacare. Che ci posso fare… Mi piacerebbe che certi autori mi stupissero con cose più bizzarre e rivoluzionarie, altro che ‘giuda ballerino’ e ‘per il corpo di mille balene’… tutto qui. vi considero amici e vi stuzzico un po’ ma con affetto. sapendo che abbiamo gusti diversi…” Il cartoonist Ausonia (Francesco Ciampi) dixit nel 2008, in un commento sul blog dello sceneggiatore Roberto Recchioni. Proprio Recchioni, ora curatore di Dylan Dog, ha arruolato Ausonia insieme a Marco Galli e
…Perché ora li trovi anche nelle librerie, con le copertine in lamina d’oro e le pagine patinate in pregiato papiro di baobab. Perché puoi comprarli allegati al giornale, in edizioni rilegate a colori, con la costoletta lucida che fa la sua porca figura sullo scaffale accanto all’ultimo tomo di Bruno Vespa. Perché ora ci stanno le copertine “variate” e le “tirature limitate” che più limitate non si può, che dopo che le ha disegnate con la sinistra, il cartoonist l’hanno obbligato a diventare ambidestro, così, per renderle più rare. Perché l’autore intervistato alla tivvù, l’ha chiarito alla Bignardi: “Io non