Almanacco Topolino 25 evidenza

Almanacco Topolino #25

19 Gennaio 2026
Il nostro Bramo commenta il numero invernale di “Almanacco Topolino”.

Almanacco Topolino 25Bentornati su Lo Spazio Disney!
Arrivo un po’ “lungo” a parlare del numero di Almanacco Topolino dedicato al Natale, avendo ormai superato la metà di gennaio… ma il vantaggio della trimestralità mi permette comunque di poterne parlare anche così prima dell’albo successivo.
A maggior ragione visto che pure stavolta si è optato per anticipare la finestra di uscita di qualche settimana rispetto allo slot di fine mese per cavalcare le Feste… segnando di fatto una distanza praticamente di quattro mesi con il prossimo Almanacco!

Ad ogni buon conto, la selezione di Marco Travaglini riesce a mantenere il Natale al centro del sommario, com’è giusto che sia, in particolare per quanto riguarda le inedite.

Almanacco Topolino 25Paperone e il Natale scozzese di Knut Nærum, Tormod Løkling e Arild Midthun è sicuramente il piatto forte del numero: una storia ambientata nella fanciullezza dello Zione, il quale in quest’occasione decide di aiutare le sorti di un orfanotrofio che rischiava di essere truffato proprio sotto le Feste. Il giovane Paperone appare tosto ed eroico in modo convincente, nonostante le grandi avventure che l’hanno forgiato negli anni fossero ancora di là da venire… ma del resto anche Kari Korhonen in uno dei suoi Diari aveva raccontato un personaggio interessante già a quell’età.
La storia è lunga, articolata e coinvolgente; nonostante a un certo punto si intuisca la verità dietro l’intrigo, la sceneggiatura appare solida e ben gestita, col giusto pathos.
I disegni di Midthun sono il giusto corollario all’opera: tondi, dinamici ma sempre ancorati alla morbida classicità barksiana, il tratto di questo artista non finisce di essere una gioia per gli occhi perché dotato comunque con un appeal moderno convincente, grazie alla cura per i dettagli sui volti dei personaggi e sugli sfondi. Intrigante è anche la costruzione delle tavole per il climax narrativo.

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Meno entusiasmante ma apprezzabile per il cuore che ne emerge è Archimede e il Natale (quasi) mancato di Janet Gilbert e Vicar, nella quale si racconta dello smarrimento di Edi durante una vigilia di Natale e di come i Paperi si mobilitino per aiutare Archimede a ritrovarlo; Gilbert esprime bene l’affetto dell’inventore per la lampadina senziente, che è più di un semplice aiutante ma è un vero amico, il che dice molto del carattere introverso di Archimede. Pur inedita in Italia, la storia è già “datata” ma il plus è che questo permette di ammirare il bel tratto anni Novanta di Vicar, che da piccolo mi affascinava.

Almanacco Topolino 25Le inedite a tema natalizio e invernale si completano con tre one-page di Carlo Gentina (Pattinaggio in miniatura, Il senso della misura, Capodanno a sorpresa), come sempre simpatiche e capaci di strappare un sorriso, continuando a ispirarsi fortemente a quelle dell’Uomo dei Paperi.
A concludere la sezione centrale troviamo invece la ristampa di una four-page di Don Rosa, Paperino e l’albero di Natale, una scelta forse non così necessaria viste le diverse edizioni di cui ha goduto nel nostro Paese, ma che permette di perpetrare il clima Festivo oltre che di impreziosire l’albo con un nome certamente di peso, anche se solo con una breve.

Almanacco Topolino 25Le italiane provenienti dal vecchio Almanacco sono Zio Paperone e la contesa sci…operata di Massimo Marconi e Giulio Chierchini e Topolino e la formula ingarbugliata di Studio Disney e Giovan Battista Carpi (in questo secondo caso i credits dell’indice riportano un’attribuzione errata).
La prima è stata scelta in omaggio allo sceneggiatore scomparso a metà 2025: si nota come l’approccio dell’autore fosse ancora grezzo in quella fase della sua carriera, con dialoghi corrosivi tra Paperino e Zio Paperone e scorrettezze tra lo Zione e Rockerduck che ricordano da vicino lo stile di Guido Martina, feeling aiutato anche dai disegni di Chierchini ricco degli sguardi truci sui becchi visti in tante martiniane che ha illustrato. Il guizzo si rintraccia però nell’evoluzione finale della trama, dove Marconi riesce a inserire una specie di morale che sembra strizzare più l’occhio alla poetica di Rodolfo Cimino.
La seconda deve invece la propria presenza al tema nevoso; a una trama piuttosto trita e stanca fa da contraltare un comparto grafico meraviglioso, realizzato da un Carpi evidentemente ispiratissimo capace di regalare vibes gottfredsoniane venate del suo stile personale, leggero e comico.

Almanacco Topolino 25Si chiude con F.B.I. operazione gatto di Dan Spiegle, che prosegue l’abitudine lanciata da Travaglini e ormai rodata (dopo Mary Poppins e I Tre Caballeros) di riproporre in questa sede adattamenti a fumetti di film Disney che, proprio in virtù della loro natura particolare, non hanno quasi mai goduto di ristampe dopo il debutto italiano su Topolino o testate analoghe.
Stavolta ci si concentra su una delle commedie in live-action più note e apprezzate, che viene resa in modo piuttosto fedele nella trasposizione; il tratto di Spiegle vira convintamente sul realismo, come giusto che sia vista l’opera di partenza, permettendo di apprezzare la sua abilità nel ritrarre la forma umana così come l’aspetto del felino protagonista della vicenda, lungi dall’essere interpretato in maniera caricaturale – come se fosse un Malachia o un Figaro, per dire – ma ritratto piuttosto in maniera realistica, mettendo su tavola un bel micione fiero ed elegante.
Al di là dei limiti connaturati a questo tipo di operazioni e che rendono un po’ farraginoso lo sviluppo della trama in questo altro medium, la presenza di F.B.I. operazione gatto conferma come Almanacco Topolino sia la casa ideale per recuperare queste chicche, l’unica testata che permette di aprire con convinzione una finestra sul cinema disneyano e non solo su quello animato, omaggiando quest’altra branca della creatività della Casa del Topo grazie allo stratagemma degli anniversari di queste pellicole.
Travaglini ha sposato appieno l’amore di Luca Boschi verso la Disney a tutto tondo – lui che cercava di inserire appena poteva nei Grandi Classici le brevi con i classic characters – e ha proseguito quanto già aveva iniziato a fare da Davide Del Gusto in tal senso: è un approccio che apprezzo molto anche solo come testimonianza storica e capacità di ampliare gli orizzonti di quei lettori che magari sono focalizzati esclusivamente sui fumetti disneyani.

Almanacco Topolino 25Il curatore fa il consueto buon lavoro anche negli articoli introduttivi, dispensando come d’abitudine i riferimenti ad altre storie e altri autori parlando di Il Natale scozzese o di Don Rosa – anche con azzeccati e interessanti citazioni disegnate – e come dando le giuste contestualizzazioni storiche quando il focus è sugli autori italiani, su storie degli anni Settanta o appunto sulla trasposizione su carta del film Disney.
Un numero in sostanza migliore del precedente, che aveva rappresentato per quanto mi riguarda una leggere debacle, e che mi vede ancora convinto sostenitore della testata e della sua importanza nel panorama delle pubblicazioni Disney,

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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