Fosse stato Obelix a entrare in una libreria o in un’edicola francese, in questo torrido agosto, forse si sarebbe stupito della quantità di riviste, compendi e saggi, appena pubblicati o di uscita imminente, dedicati a celebrare uno dei suoi papà, lo scrittore René Goscinny.
“Sono pazzi questi francesi!”
Avrebbe esclamato il loro robusto avo, professionista dei trasporti di menhir e collezionista di elmi di soldati romani.

Ma chi, come il sottoscritto, per vissuto e per accidente, conosce bene l’affetto dei nostri cugini transalpini per il fumetto (“la bédé”), più che stupito, ne rimane estasiato, perfino un poco geloso. D’altronde l’anniversario è di quelli importanti: non ne nascono spesso, di autori come René Goscinny, nato esattamente cento anni fa: il 14 agosto 1926.
Quel René che assieme ad Albert Uderzo ha creato Astérix, ma anche Lucky Luke con Morris, Iznogoud con Tabary, i romanzi d’infanzia de Le Petit Nicolas, illustrati da Sempé, e il fondatore e capo villaggio della splendida rivista Pilote. Quel René, inesauribile, capace di creare assieme a Uderzo persino un universo filmico per i suoi galli, prima che un cuore matto se lo portasse via, nel 1977, ad appena 51 anni.

Le celebrazioni per il centenario, mi sembra di capire leggiucchiando e navigando, continueranno nei prossimi mesi. Non un’operazione estemporanea legata a una data precisa, ma un percorso lungo, il segno di un paese che sta festeggiando un Grande con calma, senza fretta di chiudere il discorso in una manciata di commemorazioni estive.
Per la produzione di Goscinny, ormai, Oltralpe vale quello che scriveva Italo Calvino a proposito dei classici: opere che non smettono mai di dire quel che hanno da dire.
Il punto non è la qualità del singolo volume o rivista realizzati per l’occasione. Alcuni contributi offrono davvero spunti interessanti, altri restano spigolature, altri ancora esibiscono un fine solo commerciale. Quel che resta è il riconoscimento collettivo e pubblico del valore della ricorrenza.
La sensazione, confermata da ogni pubblicazione, podcast, servizio di tg, in cui mi sono imbattuto, è che René Goscinny non abbia bisogno di essere riscoperto. Semplicemente, ogni tanto, basta che qualcuno ci aiuti a ricordare quanto sia stato importante.

Un reel per René
Ho provato a fare lo stesso, in piccolo: un reel sui miei canali, tra Astérix, Lucky Luke, Il Piccolo Nicolas… La lotta per i diritti degli autori. Uderzo, Sempé e Morris, i suoi grandi complici di disegno, citati en passant…
…..Guardandolo con piglio critico, non posso che trovarci tutti i difetti che di solito vedo quando guardo i reel altrui. Hai voglia a dire, tanto per citare ancora Calvino, la brevità ha le sue qualità, certo, ma che non assolvono il desiderio di una riflessione profonda.
Ciascuno dei temi che butto lì nella clip potrebbe meritare un discorso articolato. Magari, qui sul blog, nei prossimi post, potrei provare a farlo. Si potrebbe riflettere sul rapporto di Goscinny con i suoi grandi soci creativi e cosa cambia nella scrittura di uno stesso autore, quando la cifra espressiva del disegno che lo accompagna è completamente diversa. Si potrebbe analizzare come Goscinny abbia perfezionato la sua tecnica di “contracanto” tra visivo e verbale. O, ancora, si potrebbe tornare su Pilote, e su una battaglia per i diritti d’autore che, a tanti anni dal suo sviluppo, ora con l’AI pone problemi nuovi. Chissà.
Di certo, quando si torna a Goscinny, gli spunti di riflessione non mancano.