Milton Caniff – Il cittadino Caniff, americano integrale

Milton Caniff – Il cittadino Caniff, americano integrale
"Steve Canyon", il capolavoro di uno degli autori più influenti del fumetto statunitenze e mondiale: Milton Caniff. Un'opera ancora moderna e sorprendente, che merita un posto tra gli Essential 300 Comics!
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Editrice Sgt. Kirk, 1969

era l’unico uomo al quale avevo scritto una lettera come ammiratrice”
(Clare Boothe Luce, scrittrice ed ambasciatrice)

“Quando i miei nipoti mi parleranno dei loro simboli erotici, dirò loro: vedete? Ai miei tempi era così: questa Dragon Lady, con l’aspetto di una “debuttante” era una delle ragazze del vostro vecchio nonno.”
(John Steinbeck, scrittore premio Nobel)

“Con Caniff, è finalmente possibile abbandonare la nostra clandestina affezione per i fumetti.”
(Cincinnati Enquirer)

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La quintessenza dell’americanismo: Milton Caniff

Queste sono solo alcune delle dichiarazioni di stima che vari personaggi e quotidiani dell’epoca riservarono a Milton Caniff. Ma chi era costui? Chi era quest’uomo che si guadagnava la stima di uno scrittore come John Steinbeck e l’affetto di (praticamente) tutta la popolazione degli USA? Chi era questo “Citizane Caniff” a cui Umberto Eco ha dedicato un intero saggio.

Qualsiasi lettore di fumetti, addetto ai lavori o anche solo in possesso di un minimo di cultura storica di questo media, saprebbe rispondervi con la più ovvia delle risposte: Caniff fu il più geniale (accanto ad Alex Raymond) autore di fumetti della storia dei comics e in assoluto l’artista più imitato. Per fare solo qualche esempio, pensiamo ad autori del calibro di Mel Graff, Frank Robbins, Will Eisner, Joe Kubert, Carmine Infantino per non parlare di Alex Toth, Hugo Pratt e Mike Mignola (e scusate se ho detto poco); mai questi artisti sarebbero diventati degli imprescindibili senza l’influenza di Milton Caniff (e ovviamente di Noel Sickles, vero e proprio precursore).

L’artista americano, classe 1907, fu davvero un rivoluzionario del fumetto mondiale e tutt’oggi è impressionante come, sfogliando le sue strisce giornaliere e le sue tavole domenicali, ci si trovi di fronte ad un tratto pieno di quella modernità che pochi artisti riescono ad avere. Intendiamoci, è ovvio che lo stile di Caniff appartiene ad un glorioso periodo della storia americana di circa settant’anni fa ma la struttura di una sua vignetta, il taglio cinematografico e l’incredibile tridimensionalità accentuata da un uso del bianco e nero a dir poco stupefacente rendono la sua opera tutt’oggi molto moderna.

Per essere più chiari, leggere Steve Canyon equivale a vedere il miglior film di Orson Welles, o ascoltare il miglior disco di Miles Davis. E penso di aver reso l’idea.

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L’universo di Terry Lee protagonista della strip Terry and the pirates, il primo grande successo di Milton Caniff.

Quando si legge un fumetto come Terry e i pirati, si rimane stupiti dal senso dell’avventura delle sue storie e dall’incredibile abilità di Caniff nel delineare ogni singolo personaggio. Quando leggiamo la strip Male Call non possiamo non innamorarci di Miss Lace, la brunetta più sensuale degli anni ’40.

E quando leggiamo Steve Canyon rimaniamo increduli davanti alle infinite possibilità che un mezzo come il fumetto può avere se messo nelle mani di un artista come Caniff; come ebbe a scrivere Umberto Eco nel suo fondamentale saggio Apocalittici e Integrati: “… La “lettura” della pagina di Steve Canyon ci ha posti di fronte all’esistenza di un “genere letterario” autonomo, dotato di propri elementi strutturali, di una tecnica comunicativa originale, fondata sull’esistenza di un codice condiviso dai lettori e a cui l’autore si rifà per articolare, secondo leggi formative inedite, un messaggio che si rivolge, insieme, all’intelligenza, all’immaginazione, al gusto dei propri lettori.”

E l’originalità è uno dei punti di forza di Milton Caniff, insieme alla capacità di capire ed assecondare le esigenze dei suoi lettori senza mai scadere. Ogni tavola domenicale di Steve Canyon rappresenta una lezione per chiunque voglia apprendere le principali nozioni del disegno a fumetti e della sua sequenzialità.

La prima tavola domenicale di Canyon è un esempio delle possibilità che il fumetto poteva sotto la “regia” di un genio come Caniff: inquadrature inedite, alternarsi di primi piani, piani medi, campi lunghi e dettagli, furono usati dall’artista in maniera del tutto nuova. E la caratterizzazione dei personaggi non era da meno.

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Splendida tavola domenicale di Steve Canyon. In essa è possibile ammirare tutta l’arte di Milton Caniff.

Man mano che si leggono le giornaliere e le domenicali di Canyon, ci si rende conto dell’influenza che Caniff ha esercitato nella nona arte; i tagli d’immagine dei primi piani sono sempre perfetti e anche la loro interazione con il resto della vignetta è davvero sbalorditivo. Il modo che Steve Canyon ha di abbracciare e baciare una donna è perfetto e sensuale, come sensuali sono le varie protagoniste femminili, tutt’oggi un vero concentrato di sensualità ed erotismo. Man mano che sfogliamo le pagine a fumetti di questo bel volume, ci rendiamo conto dell’immortalità del suo lavoro.

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L’omaggio dei più grandi cartoonist americani alla morte di Milton Caniff avvenuta nel 1988. Tra le varie firme si riconoscono quelle di Charles Schulz, Will Eisner e Stan Lee.

Un punto di riferimento per tutti il cittadino Caniff, un americano integrale che armato di pennello e inchiostro di china mutò radicalmente il fumetto sfruttandone al massimo le sue potenzialità. Milton Caniff è il fumetto.

Curiosità

Copper Calhoon, Madam Lynx o Miss Mizzou sono solo alcuni degli affascinanti personaggi femminili che popolano le avventure di Steve Canyon. Miss Lynx venne modellata da Caniff sull’attrice di origine ungherese Ilona Massey; Miss Mizzou nacque inizialmente da un’immagine di Marilyn Monroe; la stessa diva fece non poche pressioni per fare da modella a Caniff tanto che alla fine il cartoonist, viste le pressanti richieste della diva, fu costretto a ripiegare su un’altra pin up.

Il biondo eroe di Caniff fu pubblicato per ben 40 anni dal gennaio del 1947 al giugno del 1988. Il fumetto fu acquistato un anno prima della sua prima pubblicazione, e praticamente al buio, da quasi 130 giornali. Nel 1969 (anno di pubblicazione del volume consigliato) le avventure di Steve Canyon comparivano su circa 650 quotidiani.

Tra i numerosi omaggi a Steve Canyon vale la pena ricordare quello fatto da Bepi Vigna e Stefano Casini nella terza avventura di Nathan Never “Operazione Drago”, del 1991.

Edizione Consigliata

Davvero unico e prezioso questo volume pubblicato dall’Editrice Sgt. Kirk di Florenzo Ivaldiche ha collaborato in veste di ricercatore (con l’amico Hugo Pratt). L’edizione è curata da Claudio Bertieri e vanta un formidabile apparato critico a opera di Bill Considine, James H. Winchester, Louis Kraar e Stephen Backer e una bella intervista fatta a Caniff realizzata da Mary Ann Guitar. A seguire in primo piano le storie di Steve Canyon presentate in tavole domenicali e strisce giornaliere con in calce una storia di Terry e i pirati.

Imperdibile per ogni vero amante del fumetto.

Altre edizioni

Recentemente L’Editoriale Cosmo sta ristampando le avventure di Steve Canyon e Terry e i pirati in volumi cartonati e dal formato bandiera che rispettano le daily strip e le sunday pages a un prezzo non proprio economico. La Free Books nel 2005 iniziò la pubblicazione, in ordine cronologico, dell’opera di Steve Canyon che si è interruppe con l’undicesimo volume. Da segnalare la mitica casa editrice romana Comic Art che, tra il 1975 e il 1993 ristampò in albi di grande formato sia le strip giornaliere che le tavole domenicali di Steve Canyon.

 

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