Le Cronache di Atlantide, un robusto e ambizioso fantasy italiano

Le Cronache di Atlantide, un robusto e ambizioso fantasy italiano
Stefano Martino ci racconta una storia di amore e guerra, ma anche di congiure e di equilibri di potere all’ombra dell’immaginario regno di Atlantide

Le cronache di Atlantide cover.inddPer chi non lo conoscesse, Stefano Martino è un fumettista che ha dimostrato di essere nel corso della sua carriera estremamente versatile, collaborando già dalla seconda metà degli anni ’90 con la su testate come Zona X, , Jonathan Steele, Legs Weaver e Kay: La guerra del buio.
Nell’ultimo decennio si è aggiunto alla schiera di artisti italiani attivi sul mercato estero, illustrando titoli di respiro internazionale come , Stranger Things e il Death Dealer creato da , ma cimentandosi anche in prove come autore completo (La Geste des Chevaliers Dragons e Alan Dracon, ad esempio). Il filo comune che lega tutti i suoi progetti più recenti è una propensione ad affrontare tematiche di genere fantasy, portando avanti una ricerca di nuove prospettive narrative legate al classico Sword & Sorcery. In linea con questa sperimentazione arriva il suo lavoro più recente, l’ambizioso Le Cronache di Atlantide: Eoden il Guerriero, capitolo iniziale di una trilogia ambientata nel continente di Atlantide del 29.426 a.C.

Dopo una guerra durata dieci anni, il guerriero Eoden – mutilato di un braccio – si è ritirato a vivere lontano dalla capitale dove suo fratello è salito sul trono. Ma è un re insicuro, manipolato dalle droghe di uno stregone e sull’orlo di una guerra dietro la quale si nasconde una machiavellica congiura. Informato da un suo vecchio compagno d’armi, Eoden decide di tornare nel regno, preoccupato sia per il fratello che per la sua sposa, la regina Leyon, amata fin dalla giovinezza.

lecronachediatlantide-2Coadiuvato dai colori di Sébastien Bouët, Martino scrive e disegna una saga dai toni epici, ma anche introspettivi, che ha come protagonista un eroe puro quanto inarrestabile nonostante la menomazione subita; quest’ultima è un elemento di distinzione che sembra non venire molto esplorato, facendo da contraltare grafico all’imponenza fisica di Eoden senza però costituire un reale, effettivo, handicap fisico. Un elemento che estende la curva di sospensione di incredulità da parte del lettore, con il rischio di rendere il personaggio narrativamente non credibile.

Quello che comunque colpisce di più è la sua personalità connotata da uno spessore doloroso e sentimentale di uomo d’armi dall’esistenza irrisolta e pregna di rimpianti. Una caratterizzazione interessante che si allontana dai classici prototipi granitici della letteratura fantasy come i vari Conan, Kull oppure Elric di Melniboné e Geralt di Rivia, offrendo invece numerose possibilità di approfondimento: un lavoro di caratterizzazione che Martino inserisce abilmente nella storia, con flashback che mostrano il retroterra dei personaggi principali. Le Cronache di Atlantide non è infatti una storia unicentrica, ma ha il suo perno narrativo nel triangolo familiare/sentimentale costituito da Eoden, il fratello Leoden e la cognata Leyon: tre differenti prospettive che vanno a comporre una storia stratificata che parla non solo di guerrieri, re e regine, ma anche di intrighi politici, congiure di corte e conflitti tra regni.lecronachediatlantide-3

Il volume si apre in maniera molto classica, con la pagina iniziale introduttiva e narrata in terza persona (con testi in verità un po’ ampollosi) che lascia il posto alla prima apparizione dell’eroe solitario in autoesilio: un incipit molto classico e francamente già visto più volte altrove che non farebbe ben sperare, ma che invece apre la strada a una trama in crescendo. L’introduzione non originalissima, infatti, cede ben presto il posto ad una narrazione serrata che si evolve in maniera poderosa arricchendosi di elementi che vanno ad amalgamarsi l’uno con l’altro in modo non scontato. Interessante anche la rappresentazione “fisica” e “temporale” del continente di Atlantide, modellata da Martino su un’ estetica tribale mescolata a quella dell’antica che, con ovvie libertà grafiche, evita qualsiasi classica connotazione pre-medievale nonché elementi sovrannaturali come magia o creature ancestrali. Un approccio realistico, preciso e non generico che dona personalità e contenuti alle vicende narrate.

Le tavole di Martino sono spettacolari e molto dettagliate, evidenziate dal formato editoriale alla francese che mette in rilievo il lavoro minuzioso nella realizzazione di personaggi, costumi e ambienti esterni e interni, quest’ultimi curati davvero con pazienza certosina.
Unica pecca di questo volume, che ha il pregio anche di chiudersi con un cliffhanger che invoglia a proseguire la lettura della saga, sono il lettering e i baloon, eccessivamente ridotti probabilmente per non sacrificare troppo l’estetica delle tavole a sfavore però di una lettura chiara.

Abbiamo parlato di:
Le Cronache di Atlantide n. 1 – Eoden il Guerriero
Stefano Martino
Traduzione di Fiorenzo delle Rupi (Arancia Studio)
2022
72 pagine, cartonato, colori – 15.90 €
ISBN: 8822637887

 

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