La storia delle Radium Girls raccontata da Cy

La storia delle Radium Girls raccontata da Cy
La collana Astra di Star Comics si arricchisce del fumetto sulle cosiddette “ragazze del radio”, operaie nel New Jersey avvelenate nel 1917 dall’elemento radioattivo.

Radium_Girls_CopertinaCon Girls della fumettista francese Cy, la collana Astra di presenta una dall’estetica che richiama da una parte l’art nouveau dall’altra alcune fasi più sobrie del cubismo, il tutto condensato da un magistrale utilizzo dei pastelli colorati. In effetti l’epoca in cui è ambientata la tragica storia di Girls è proprio quella, intorno al 1917. In una prestigiosa fabbrica di orologi del New Jersey, vi era un dipartimento produttivo in cui le operaie applicavano i numeri sui quadranti tramite pennello intinto in una pittura a base di radio . Quella soluzione aveva la particolarità di brillare e rendere quindi le figure più luminose e facilmente leggibili. L’accuratezza di questa operazione era garantita dal meccanico gesto di appiattire il piccolo pennello tra le labbra a ogni passaggio, per un numero considerevole di volte ogni giorno.

Il primo sintomo dell’avvelenamento da elemento radioattivo che si presentò fu una luminescenza diffusa sul corpo delle giovani donne, tanto da garantir loro l’epiteto di Ghost Girls. Nel tempo però vari altri segnali d’allarme hanno iniziato a presentarsi sui loro corpi, a partire da dolori alla bocca e perdite di denti, passando per serie difficoltà deambulatorie, fino ad arrivare alla morte.

radium-girls-3Per partire con l’analisi del fumetto, non si può che iniziare dai colori, vero punto forte di questo volume. La palette di colori utilizzata da Cy è molto ristretta e comprende solamente otto matite colorate, come da lei ammesso nell’intervista riportata a fine volume. I colori che spiccano sono quelli del viola, che l’autrice ama, e il verde del radio. Questa combinazione pittorica funziona in termini estetici, ma è anche soprattutto funzionale nel far risaltare in maniera chiara la luminescenza dell’elemento. Le tavole alternano griglie standard con un struttura regolare a vignette scomposte o addirittura splash page che pescano a piene mani dall’esperienza di illustratrice di Cy. Lo stile di disegno delle figure umane è caratterizzato da dettagli molto sintetici: poche brevi linee a matita colorata per delineare occhi, nasi e bocche. Nonostante questa asciuttezza stilistica, l’autrice profila in modo chiaro i personaggi, in particolare ognuna delle protagoniste, che attraversano nel corso della un percepibile cambiamento nei tratti del volto in seguito alla malattia che le ha colpite.

Nel racconto di questa tragedia apparentemente solo personale, il contesto storico-sociale gioca un ruolo molto importante: la ripresa economica, il proibizionismo, la cultura patriarcale. L’autrice riesce a comunicarlo con naturalezza grazie ai tratti delle architetture e degli oggetti sugli sfondi, quando presenti, oltre alla cura nel ritrarre la moda di quegli anni, in particolare negli abiti delle ragazze colpite dall’avvelenamento.
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La scrittura della storia ha un approccio fortemente emozionale, piuttosto che descrittivo. La scelta dell’autrice è quella di dare maggior risonanza alle storie delle donne e al loro percorso più che analizzare i fatti in sé. Anche se alcune situazioni avrebbero potuto godere di un approfondimento, la narrazione è semplice e arriva dritta al punto senza troppi fronzoli. Di certo lo stile di disegno, caratterizzato da questi sfumati viola molto densi in contrapposizione con certe tavole dal fondo totalmente bianco e la scelta di alcune illustrazioni in cui l’irradiazione del radio è in primo piano, favorisce un impatto emotivo in chi legge nonostante il racconto riporti un fatto storico realmente accaduto e il fumetto abbia in sé un messaggio di denuncia.

Abbiamo parlato di:
Girls
Cy
Traduzione di
– Collana Astra, 2022
144 pagine, brossurato, colori – 13,90 €
ISBN: 9788822631503

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