Crisis Comix: un viaggio tra salmoni e crisi esistenziali

Crisis Comix: un viaggio tra salmoni e crisi esistenziali
Marcus L. ci porta alla scoperta di noi stessi tra venditori di pesce, fumettisti indie e laureati in fuga dall'Italia in tre albi da Blatta Production.

Marcus L., con la serie Crisis Comix, racconta alcuni momenti della sua vita in modo ironico e a tratti scanzonato, pur senza rinunciare a tutta una serie di riflessioni introspettive su temi importanti come la ricerca di se stessi, l’amore e la disillusione.

Con gli episodi Te al cardamomo e La metamorfosi (facenti parte di Crisis Comix #1), l’autore prende spunto dal celebre racconto di Franz Kafka per narrare un episodio legato alla propria vita sentimentale.

Il cambiamento, tema portante dell’intero numero e della serie, è rappresentato in maniera lampante dalla trasformazione del protagonista in un’enorme blatta; il contesto quotidiano e reale in cui si trova immerso il personaggio principale si fonde così con un mondo surreale che, nonostante tutto, sembra diventare una parte fondamentale della vita di tutti i comprimari.
I vari personaggi secondari, infatti, non sembrano far caso più di tanto all’eclatante trasformazione in insetto del protagonista, aumentando ancora di più il senso di straniamento dell’intera storia.

Lo stesso personaggio principale è descritto come un individuo leggermente borderline, trasandato nell’aspetto ma comunque sempre pronto a mettersi in gioco nonostante le numerose insidie che trova davanti al suo cammino. L’arte di arrangiarsi è quindi uno dei temi portanti dell’intera opera, anche perché lo stesso autore ha dichiarato in un’intervista di non voler conferire al termine crisi (presente anche nel titolo del fumetto) un’accezione puramente negativa, dato che è proprio nei momenti più difficili che bisogna sforzarsi di rimettersi in gioco così da sfruttare al massimo le opportunità che ci si parano di fronte.

Marcus L., con battute asciutte ma d’effetto, riesce a passare da un genere all’altro con grande disinvoltura, unendo in poche pagine vari elementi caratteristici della commedia sentimentale, dell’horror e del dramma anche grazie a un buon ritmo delle sequenze mostrate.

Tanti giovani da tutto il mondo, studenti, spesso laureati, vengono qui da anni a vendere salmoni e caviali ai turisti, per salari migliori di quelli che percepirebbero nei loro paesi d’origine per fare la professione per cui hanno studiato. Ammesso che la trovino, chiaro.

Nonostante un tono leggero e divertito, il lettore si ritrova a riflettere continuamente sulle situazioni mostrate anche per merito di numerose chiavi di lettura presenti all’interno dell’opera. Emblematica da questo punto di vista la chiusura dell’albo in grado di giocare in modo semplice ma efficace con la metanarrazione, lasciando al lettore la piena libertà di interpretare il finale.

Nel secondo numero, incentrato sui numerosi problemi che i fumettisti indipendenti devono affrontare quotidianamente, seguiamo la frenetica vita del protagonista alle prese con le autoproduzioni, le fiere del fumetto e numerosi dubbi esistenziali. La storia, sicuramente più leggera a livello tematico rispetto alla precedente, risulta comunque godibile nella sua interezza, capace di far divertire il lettore grazie a una satira pungente sull’intero mondo della Nona arte, troppo spesso incapace di raccontare l’attualità.
Numerosissime le citazioni fumettistiche inserite all’interno di questo episodio, con rimandi anche espliciti all’arte di Jacovitti o a personaggi iconici come Charlie Brown.

Il #0 della serie, pensato e creato solo dopo l’uscita dei primi due numeri, chiude per certi versi il primo ciclo narrativo di Crisis Comix; infatti questo terzo capitolo è a tutti gli effetti un vero e proprio punto d’arrivo stilistico per l’autore, che è riuscito ad amalgamare, ancora più che in passato, il registro comico con quello drammatico.

Crisis Comix #0 ci porta in Norvegia, precisamente all’interno del mercato ittico della città di Bergen, dove l’autore/protagonista della storia lavora tutt’ora.
Marcus L. descrive così alcuni brevi sprazzi della sua quotidianità, regalando al lettore un vero e proprio spaccato esistenziale nel quale la disillusione e il nichilismo diventano un modo come un altro per raccontare la vita.

Il protagonista interagisce con i vari clienti raccontando le storie più disparate, cercando al contempo di non perdere la pazienza di fronte ai vari atteggiamenti kitsch tipici di molti turisti italiani in gita all’estero. Questo racconto giornaliero della vita si inserisce anche nel contesto più ampio della crisi economica mondiale, che nel corso degli ultimi anni ha spinto moltissimi giovani italiani (anche laureati) ad abbandonare la propria terra d’origine in cerca di un nuovo punto di partenza.

Il tratto, dalla spiccata vena caricaturale, a tratti spigoloso e graffiante, ricorda da vicino alcuni stilemi tipici dell’underground, grazie a una costruzione del disegno in grado di suscitare un senso di leggero disagio e/o disturbo nel lettore. Singolare anche la scelta, nonostante l’uso dei colori, di lasciare totalmente bianca la pelle dei personaggi, donando all’intero fumetto un look originale.

La trilogia Crisis Comix è quindi un esperimento ben riuscito, grazie a un mix insolito di più generi e registri narrativi in grado di affrontare lo spinoso e attualissimo tema della fuga di cervelli in modo sagace e brillante.

Abbiamo parlato di:
Crisis Comix #0, #1 e #2
Marcus L.
, 2016
28 pagine (cad.), spillato, colori – 3,50 €
ISBN: 9791220007467

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