Parliamo di:

L’avventuroso

Articolo aggiornato il 22/09/2017

di
Edizioni , gen. 2008 – 216 pagg. b/n bros. – 7,00euro
“All’epoca non conoscevo la parola realtà. (…) Sognavo sempre… Sempre. In qualsiasi momento.” Sette racconti, scritti e disegnati tra il 1998 ed il 2005, che “lasciano in bocca” non il dolciastro melenso in cui è facile cadere parlando di bambini, sogni, speranze, anche miracoli, ma un sapore di “buono”, un retrogusto che, grazie alla maestria di Adachi, aumenta ad ogni rilettura. L’albo, infatti, è di quelli da leggere in fretta e poi gustarsi di nuovo, con calma, per cogliere ogni volta un particolare, uno sguardo che non si era notato prima. La forza della narrazione e della poesia di questo mangaka sono proprio gli sguardi (e le inquadrature): quelle sequenze di vignette mute in cui si capisce più che con mille parole (basti pensare al magistrale finale di “Rough”). Adachi, stavolta, non scivola nemmeno nel suo difetto più evidente, quello di fare personaggi troppo simili gli uni agli altri.

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