L’America rurale di Thompson a Milano

Dopo la kermese di Lucca, Craig Thompson e' stato in giro per l'Italia per la presentazione dei suoi due libri appena stampati. Noi dello Spazio Bianco, sempre interessati a questi...
Articolo aggiornato il 19/04/2015

L'America rurale di Thompson a MilanoNel tardo pomeriggio di mercoledì 3 novembre, presso il centro mediastore Mondadori di via Marghera a Milano, con la presenza del giornalista Giancarlo Ascari, Simone Romani (Coconino) e Omar Martini (Black Velvet) ha presentato le freschissime edizioni italiane dei suoi due romanzi a fumetti: Blankets (Coconino Press) e Addio Chunky Rice (Black Velvet).
L’incontro non è stato purtroppo premiato dall’affluenza di pubblico, ma è stato comunque un’occasione interessante e divertente per conoscere Thompson, autore giovane, simpatico e decisamente sulla cresta dell’onda. In USA i suoi volumi, in particolare Blankets, hanno venduto centinaia di migliaia di copie, e hanno ottenuto anche l’apprezzamento di buona parte della critica specilizzata (e non), cosa non da poco.

Si è parlato soprattutto di Blankets, volume di circa 600 pagine, opera intensa e impegnativa, ma anche leggera e coinvolgente, che ha il pregio di mostrare un pezzo di America poco conosciuto, quella più rurale e contadina, religiosa e chiusa, sullo sfondo di una storia tipica del romanzo di formazione.
L'America rurale di Thompson a MilanoThompson ha impiegato più di tre anni per la realizzazione di Blankets, scritto e disegnato nei momenti liberi tra un lavoro e l’altro. Ha lavorato per circa un anno a una prima stesura, che ha perfezionato nel tempo successivo, con l’aggiunta di circa un centinaio di pagine, la riscrittura di alcune parti e una vera e propria rielaborazione delle tavole.

Non sapeva e non sperava che Blankets si sarebbe rivelato un così grande successo, conosciuto al di fuori degli appassionati di fumetti e venduto anche nelle librerie di varia (merito dell’ottimo lavoro della Top Shelf Comics, editore americano dell’opera). Successo che si è ripetuto in Europa, soprattutto in Francia, e che spera possa ripetersi in Italia con l’ottima edizione della Coconino Press.
Blankets è un’opera piena di spunti anche relativi all’attualità culturale e politica di certa parte degli Stati Uniti, é una riflessione sulla famiglia e sull’educazione familiare e sulla religione. La seconda parte dell’incontro, in particolare, ha avuto un taglio decisamente politico, forse troppo politico, in relazione anche ai risultati elettorali provenienti dagli Stati Uniti. Craig, di fronte a domande importanti e forse scomode, si è mosso un poco a stento, ma sempre con ironia e intelligenza. Si ha come l’impressione che soltanto oggi, a distanza di qualche tempo dalla pubblicazione di Blankets, Craig inizi a rendersi conto dei numerosi spunti che l’opera ha in seno e inizi a confrontarsi con “il peso” di queste implicazioni, in termini culturali, sociali e politici.

Importanti, come si diceva, anche alcune considerazioni sulla religione e l’educazione. Su questo tema Craig ha ammesso che Blankets è un’opera totalmente ripudiata dai suoi genitori (persone molto credenti e legate a una forma di fondamentalismo cattolico), perché secondo loro apertamente anti-religiosa e anti-cattolica. Questa affermazione dà il senso di verità e importanza di Blankets nel percorso umano e di crescita dell’autore e avvicina l’opera ad altre già conosciute in Italia e in Europa, quali Il grande male di David B., i romanzi autobiografici di Will Eisner e Maus di Art Spiegelman.
Confronti importanti, quindi, che meriteranno sicuramente ulteriori riflessioni e approfondimenti nel futuro, a lettura finita.

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