Sunday Summer Stories: al mare ma tutt’altro che rilassati

Sunday Summer Stories: al mare ma tutt’altro che rilassati
Il neonato collettivo Bandabendata esce con un’autoproduzione estiva, stili diversi per storie diverse, ma con un’anima comune.

Quando finalmente l’estate arriva, veniamo travolti dalla voglia di vacanze. E vacanze, significa mare, tranquillità, beach volley con gli amici, aperitivo in spiaggia e molte altre attività che possano aiutarci a lasciare le preoccupazioni del quotidiano a casa. Facciamo di tutto per non farci inseguire della nostra routine, per non entrare in alcun circolo drammi, ansie o preoccupazioni di alcun tipo. E forse anche i protagonisti delle storie che ci racconta il collettivo Bandabendata in Sunday Summer Stories avrebbero preferito passare le vacanze senza ritrovarsi in preda a questioni che di vacanziero hanno ben poco. Lo stile “vacanziero” della raccolta lo si percepisce da subito grazie alla freschissima copertina disegnata dalle talentuose mani di .

photo 1I dodici racconti che ci vengono proposti sono apparentemente slegati tra loro e il carattere antologico del volume è rimarcato grazie alla grande differenza di stile di scrittura e di disegno di ogni storia. La ricchezza sta quindi nell’esser riusciti a integrare tra loro e far interagire mani così diverse. La verità è che ogni vicenda narrata sembra quasi rappresentare e racchiudere un taglio narrativo particolare. Abbiamo il fantasy, l’horror, il racconto di viaggio, quello slice of life, il noir, una storia di formazione, l’umoristico, l’introspettivo. Non sono solamente le tematiche a rendere Sunday Summer Stories una rappresentazione di varie forme di fumetto, ma anche lo stile artistico adottato in ognuna di esse.

Prendiamo ad esempio il racconto di apertura del volume, Mera di Daniele Presicce: in una calda giornata estiva in cui tutti si rilassano in spiaggia, arriva la tempesta e un bestione che rompe l’equilibrio iniziale. Da qui parte un’avventura tra inseguimenti, magie e scontri in cui è chiaro l’intento di strizzare l’occhio al manga shōnen.

Subito dopo ci imbattiamo nel racconto horror di Danilo DAB Barbarinaldi il cui protagonista, un bambino che decide di passare il pomeriggio in casa piuttosto che in spiaggia, cade in un turbinio di incubi. Le bicromie delle tavole e la crescente dinamicità del tratto sono calibrati per accompagnare il lettore in questa angosciosa discesa verso l’orrore.

L’umorismo degli slice of life di Questo gelato resisterà all’ombra del mio cuore recluso, scritto e disegnato da Filippo Carletti, sembra richiamare, sia nella scrittura sia nel disegno, lo stile cartoonesco tipico delle strisce umoristiche, con espressioni esasperate, colori piatti e spiccata dinamicità. I personaggi sono dotati di grandissima espressività e questo tipo di disegno messo a disposizione di una storia più ampia e sfaccettata potrebbe creare qualcosa di davvero interessante e innovativo.
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Pineta a canne mozze di Valerio Buratta e Teo Eustass Paolicelli richiama le storie di Diabolik e vagamente il genere hard-boiled, ma in una chiave rocambolesca all’interno di vicende buffe. Lo stile di disegno è più tendente al realistico, con un tratto deciso e marcato, senza però abbandonare le espressività più tipiche del disegno cartoonesco.

Il lettore riconosce che ciò che unisce ogni vicenda è il luogo in cui vengono raccontate e nonostante questo non si incrociano tra loro né vengono richiamate l’una con l’altra. Questo almeno fino a quando arriviamo al capitolo conclusivo in cui viene svelata la vera natura di quanto incontrato in precedenza. Dalla matita di Teo Eustass PaolicelliMW raccoglie tutti i personaggi incontrati precedentemente: Alma e Jack di Alma Velletri, Tito e Mera di Daniele Presicce, Nonna Maria Cristina di Mauro Di Stefano e Shannice Alogaga, Miriam di Filippo Carletti, Fenna di Ilenia Trano, Michele e Giulia di Valerio Buratta e Teo Eustass Paolicelli, Aroldo di Lorenzo Miola e Teo Eustass Paolicelli.

Nonostante il tratto del disegno sia molto interessante e personale, con curve armoniche che uniscono personaggi e paesaggio in un turbinio di onde che rendono il tutto molto dinamico e attraente alla vista, nella narrazione risiede una voglia di dare spiegazione e significato a un’antologia che non ne ha bisogno. La protagonista incontra la sé stessa undicenne e sembra che vengano giustificate alcune delle storie “relegandole” alla sfera dell’immaginazione per giustificarne la presenza.
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In generale il volume d’esordio autoprodotto di questo collettivo indipendente rivela grandissime potenzialità nei suoi autori, sceneggiatori e disegnatori, che sono riusciti a sperimentarsi in generi molto diversi tra loro creando una antologia rappresentativa ed eterogenea.

Segnaliamo anche che, come ogni luogo di villeggiatura che si rispetti, anche qui troviamo un salone delle feste nel quale la musica fa da padrona: Banda Balera. Su Spotify si trova anche la playlist da ascoltare mentre si legge comodamente il volume, che aiuta a entrare nel mood di ogni storia. La lettura e l’apprezzabilità del fumetto non è comunque subordinata all’ascolto di queste canzoni. 

Abbiamo parlato di:
Sunday Summer Stories
Collettivo Bandabendata, AA.VV.
Autoproduzione, 2020
180 pagine, brossurato, a colori 12,00
Acquistabile su bandabendata.it

 

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