Sissi, Giorgia Marras racconta la sua principessa ribelle

Sissi, Giorgia Marras racconta la sua principessa ribelle
Giorgia Marras è autrice di "Sissi. imperatrice, ribelle, donna", biografia di Elisabetta d'Austria: Davide Calì l'ha intervistata per noi.

Ho conosciuto Giorgia Marras anni fa. All’epoca abitava a Genova e voleva fare fumetto e illustrazione. È passato qualche anno e nel frattempo Giorgia ha pubblicato varie cose e vissuto in diverse città. È da poco uscito Sissi, imperatrice, ribelle, donna (Diabolò Edizioni) e ho pensato di intervistarla per farmi raccontare un po’ di cose.

sissi_cover_WEB copia 2Parlaci di te Giorgia: da dove vieni, dove vai, cosa fai?
Giorgia bambina e poi ragazzina viene dalla periferia di Genova, passava le ricreazioni chiusa in biblioteca a leggere libri e fumetti, e guardava tantissimi cartoni animati e documentari. Quella bambina ha sempre voluto far fumetti da grande (ma pure un po’ l’archeologa, anche se poi hanno vinto loro, i fumetti). Piccolo passo in avanti nel tempo: a sedici anni ho iniziato a viaggiare all’estero, e in uno di questi viaggi sono capitata a Parigi, sugli Champs-Élysées, dove c’era un mega Virgin Store oggi smantellato, purtroppo. Ebbene, quella libreria aveva un intero piano dedicato ai fumetti: mi è sembrato di essere in un sogno. Lì ho fatto una promessa a me stessa: prima o poi sarei dovuta venire a vivere e lavorare in Francia, dove le librerie dedicavano scaffali interi ai fumetti.
Dopo aver fatto il liceo artistico, mi sono laureata in Graphic Design all’Accademia di Belle Arti di Genova, ho fatto un Erasmus a Parigi e lì ho iniziato con degli amici ad autoprodurre fumetti e girare per festival. I festival, francesi e non, e il fatto di poter incontrare persone che come me volevano fare o facevano fumetti, è stata la mia vera scuola di formazione.
Quanto al dove vado, per me è molto più facile parlare del passato che del futuro: so da dove vengo ma non so ancora dove andrò. È un momento di grande cambiamento personale e artistico, e ancora non sto trovando le risposte che cerco. È spaventoso e bellissimo allo stesso tempo, per cui posso solo dire che spero di poter continuare a esprimermi artisticamente nel campo del fumetto e dell’illustrazione fintanto che questo mi farà felice, finché avrò cose da dire, e allo stesso tempo avere una vita familiare e personale equilibrata e piena.

So che hai abitato in diverse città e ora vivi ad Angoulême. Come se finita lì? Ti trovi bene?
Sì, ho abitato a Parigi e poi in Austria, più precisamente a Linz, dove sono stata due volte all’Atelierhaus Salzamt, una bellissima residenza d’artista ai bordi del Danubio. Sono finita  poi ad Angoulême perché nel 2014 io e Giulia Sagramola abbiamo deciso di candidarci per una residenza alla Maison des Auteurs, una delle più importanti residenze internazionali dedicate al fumetto e animazione. Dovevo starci qualche mese e invece ci sono stata quattro anni. Anni in cui ho realizzato tutto il libro di Sissi e dove ho imparato moltissimo. La mia vita è radicalmente cambiata sotto ogni punto di vista, e sono infinitamente grata alla me stessa del passato che ha deciso di mandare quella candidatura. Anche se adesso la mia esperienza alla Maison des Auteurs è finita, continuo ad abitare qui, dove ho uno studio in condivisione con altri bravissimi autori di fumetti (l’Atelier Gratin).
Mi trovo molto bene, anche se in realtà la mia vita continua a essere ancora nomade, per ora: vivo da quasi due anni tra questa città e Istanbul, dove lavora in questo momento il mio compagno. Quindi suppongo che le avventure per me non siano ancora finite! ;)

091_Sisi_670 copiaParliamo di Sissi. Nel corrente mood di biografie al femminile questo personaggio si colloca forse in una nicchia un po’ sua, meno modaiola. Non è un’artista, non è una scienziata, non è un personaggio che si è battuto per i diritti civili. Come mai hai scelto di raccontare la sua storia?
Perché sono rimasta estremamente affascinata da questa figura, una quindicina di anni fa. La sua inquietudine, il fatto di non stare mai bene in nessun posto, quel suo errare continuo, mi ha fatto avvicinare a lei come una calamita. Poi nel corso degli anni ho iniziato a leggere tutto quello che ho potuto trovare per conoscerla meglio e ho scoperto un personaggio ancora più interessante, contraddittorio. Sissi è prevalentemente ricordata dal grande pubblico grazie (o a causa) ai film degli anni 50 di Marischka e all’incantevole interpretazione di Romy Schneider: ma Elisabetta era molto, molto di più. Una donna fragile e forte allo stesso tempo, schiva e riservata, ma costretta a recitare il ruolo dell’Imperatrice bellissima e irraggiungibile per ritagliarsi un poco di quella libertà che tanto bramava. Non la si può definire femminista, né una donna che abbia lottato per i diritti civili: ma in contrasto con la Corte intera e i costumi dell’epoca, ha abdicato al ruolo tradizionale d’imperatrice, sposa e madre che le avevano imposto.
E credimi, alla Corte viennese dell’Ottocento, non era cosa da poco.

Sissi è la tua prima graphic novel? Cosa hai pubblicato prima?
Ho fatto poche storie brevi e soprattutto per autoproduzioni, ma Sissi non è la mia prima graphic. La prima è del 2014, Munch before Munch, edito in Italia da Tuss (una casa editrice genovese che ha chiuso i battenti qualche anno dopo) è poi tradotto in francese da Steinkis e in spagnolo da Sapristi Comic. È stato proprio questo libro ad aprirmi le porte in Francia e in Spagna e in altri paesi. Munch before Munch contava 100 pagine e Sissi 200. Devo dire che mi trovo molto più a mio agio nelle storie lunghe, dove ho lo spazio e il tempo di poter vivere dentro le storie che racconto, lasciarmi assorbire dalle atmosfere. È il processo che mi interessa, che mi da soddisfazione più di ogni altra cosa. 

web3 copiaHo visto che la tua Sissi è stata tradotta in Francia, dalla casa editrice Steinkis (con il titolo Sissi, une femme au-delà du conte de fées). Come ti sembra la scena francese del fumetto? Frequenti i festival di BD?
In realtà Sissi è stato scritto direttamente in francese e pubblicato prima in Francia (2019) e poi in Italia da Diabolo, e non potrei esserne più felice perché hanno fatto un lavoro eccellente, sia di produzione che di promozione. È stato tradotto anche in spagnolo e tedesco.
La scena francese del fumetto è enorme, di grandissima qualità. C’è tantissima competizione, e credo che una grande differenza è data dal fatto che ci siano delle meravigliose scuole di illustrazione e fumetto che sfornano giovanissimi talenti, almeno sicuramente a livello grafico. Conosco tantissimi 25enni francesi con una formazione e cultura dell’immagine strabiliante. Non posso che riconoscerlo con ammirazione.
Come dicevo prima, frequento i festival del fumetto: ultimamente cerco di conservare le mie energie e vado a solo quelli nei quali sono invitata, ma i festival sono sempre stati per me il luogo prediletto per gli incontri con autori ed editori. Poi avere sotto casa il festival de la bd d’Angoulême devo dire che mi ha facilitato molto le cose! ;)

Ti dedichi al fumetto a tempo pieno o hai un’altra attività? Hai letto (o partecipato a) l’indagine MeFu sulla situazione economica dei fumettisti italiani? Che cosa ne pensi?
Sono illustratrice freelance e fumettista: queste sono le mie principali attività e fonti di guadagno. Sempre legato al mio statuto di “artiste-auteur” però, dovrei contare anche tutte quelle attività parallele che qui in Francia sono parecchio richieste e pagate onestamente: atelier di fumetto, partecipazioni a festival, letture o concerti disegnati.
Ho letto e ho partecipato alla campagna di MeFu, che reputo un lavoro di notevole importanza. Forse è una mia sensazione, ma il principale motivo per il quale io me ne sono andata dall’Italia è perché ero stufa di sentire che il mio lavoro non era per niente né considerato né valorizzato. In un contesto del genere, come ci si può far strada? Come si può sperare in un futuro migliore? Se tutti considerano il tuo lavoro poco, anche tu inizi a darti poco valore, a fare preventivi bassi, a pretendere poco, perché tanto sai che hai pochi diritti. Qui in Francia ho subito sentito la differenza: innanzitutto il mestiere di Artiste-Auteur è riconosciuto dallo Stato, e poi ci sono moltissime strutture dedicate alla difesa dei diritti d’autore (come l’Adagp, la Sofia…) e sindacati dedicati come la Caap o anche forum online di autori che fanno squadra per far valere i loro diritti e capire come destreggiarsi preparati nel magico mondo dell’editoria. Anche qui non è tutto rosa e fiori, ma se c’è una cosa che ho imparato qui è il senso di comunità e di coscienza, che ci rende tutti un po’ più forti. Sapere le cose, pretendere contratti equi, fare rete, rinunciare a proposte lavorative degradanti aiuta a fare migliorare le cose. Quelli di MeFu hanno iniziato a fare luce su un sistema e spero che questo porti ad azioni concrete e collettive.

Intervista condotta a Ottobre 2020.

Giorgia Marras

Giorgia-Web-ITA copiaGiorgia Marras è nata a Genova, il 12 marzo 1988. Ha studiato Graphic Design e Comunicazione Visiva all’Accademia di Belle Arti di Genova e Art Plastiques all’Università di Parigi 8. È stata un’artista in residenza presso l’Atelierhaus Salzamt di Linz (Austria) e poi alla Maison des Auteurs di Angoulême per 4 anni. È una fumettista e un’illustratrice freelance. Attualmente vive ad Angoulême, Francia.
Il suo primo graphic-novel, Munch before Munch, basato sui primi anni di vita del pittore Edvard Munch, è stato pubblicato in Italia nel 2014 per le edizioni Tuss, e poi tradotto in francese (Steinkis éditions) e spagnolo (Sapristi Comic) nel 2016. È uscito per l’editore francese Steinkis il suo nuovo romanzo grafico Sissi, une femme au delà du conte de fées, sulla vita dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria. È stato tradotto in tedesco (per Knesebeck), in italiano (per Diabolo) e in spagnolo (per Sapristi). È anche illustratrice freelance. Ha lavorato principalmente con: Rizzoli, Giunti, Timbuktu Labs, Feltrinelli, Linus. (Biografia tratta da www.giorgiamarras.com)

MeFu: i risultati dell’indagine sullo stato economico e professionale dei creatori di fumetto in Italia

 

 

 

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