Phoebe Gloeckner – Vita da bambina e altre storie

Phoebe Gloeckner – Vita da bambina e altre storie
Scioccante, violento, ironico ma incredibilmente vero. Phoebe Gloeckner racconta la sua infanzia con un crudo realismo che colpisce il lettore con una forza devastante. Un’opera determinante del fumetto underground.
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Fernandel, 2007 USA, A children lire, 1998

Quando ho iniziato a disegnare fumetti, a quindici o sedici anni, la cosa era assolutamente segreta. Disegnavo in camera mia, sdraiata sul letto, e se qualcuno si avvicinava nascondevo tutto e tiravo fuori un disegno qualsiasi, banale, preparato apposta perché nessuno sospettasse cosa stavo facendo […] Qualche anno dopo, quando ho iniziato a pubblicare le mie storie, sono riuscita a convincermi che non c’era niente di male, che non ero poi una cattiva persona se pubblicavo il mio lavoro, tanto era difficile che qualcuno se ne accorgesse.
(Dall’introduzione di Phoebe Gloeckner del 1998)

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Phoebe Gloeckner

Si sbagliava l’allora giovanissima Phoebe: del suo lavoro se ne accorsero in parecchi. Me ne accorsi anch’io quando circa vent’anni fa arrivò tra gli scaffali della fumetteria che gestiva mia madre, nella mitica edizione della Topolin di Jorge Vacca. Prefazione di , introduzione di Asia Argento, e poi le storie che vedevano protagonista Millie, alter ego dell’autrice, che fin dalla prima tavola erano davvero esplosive.

Phoebe accompagna il lettore nella sua infanzia, con una narrazione fortemente realista e giustamente disturbante. Non è una lettura semplice, tutt’altro; ma ai momenti drammatici si alternano delle scene più ironiche che sembrano alleggerire la tensione del lettore che, in realtà, pagina dopo pagina, scopre l’inferno interiore vissuto da Phoebe: una madre assente, una sorella troppo piccola ma soprattutto un patrigno violento e volgare; un uomo viscido, spesso insidioso che abusa sessualmente di Millie; noi leggendo la storia di Phoebe avremmo voglia di menarlo, perché è senza dubbio uno dei peggiori cattivi della storia dei comics. Il segno di Phoebe lo rende un vero mostro di ambiguità, che non nasconde alla piccola  Millie consigli di natura sessuale, troppo forti per una ragazzina. Lui riesce a privarla della sua innocenza, sotto il silenzio di una madre che tace e acconsente inerme e questo farà di Millie un’adolescente allo sbando.

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La piccola Millie nella sua stanza: caos e disordine interno ed esterno.

Tutti gli episodi che raccontano la sua vita hanno in comune la violenza psicologica e fisica; è un’America di provincia grezza quella in cui vive Millie; tra amici che subiscono violenza dai genitori (davvero straziante la sequenza dell’amichetta che viene picchiata dal padre perché ha dimenticato il latte fuori dal frigo) e quella psicologica che subisce la piccola protagonista che la fanno diventare cattiva a sua volta con la sorella. E Phoebe Gloeckner racconta tutto con una lucidità disarmante; leggi le sue storie e ti catapulti immediatamente nella sua terribile infanzia; il suo stile è all’apparenza grezzo ma in realtà ricercatissimo: cambia da storia a storia, in alcune ricercatissimo, in altre fortemente sintetico. Ma credetemi ha un’efficacia artistica davvero incredibile nel descrivere situazioni disturbanti, al limite della tollerabilità. Ma Phoebe riesce anche ad essere tenera grazie alle espressioni della sua protagonista: i primi piani di Millie e i suoi occhioni innocenti davvero non avrebbero bisogno di parole.

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La prima vignetta di Il terzo amore di Minnie, ovvero: Incubo a Polk Street uno dei capolavori a fumetti di tutti i tempi secondo Robert Crumb.

Il realismo di questo fumetto è davvero disarmante, fin dall’introduzione al volume realizzata niente meno che da : “Quando mi sonno messo giù a scriverla però, è stata dura. Devo dire la verità. E la verità è che sono tale e quale a tutti gli uomini meschini descritti in queste storie a fumetti…” E verso la fine il più grande autore undreground ammette che: “Considero la storia Il terzo amore di Minnie, ovvero: Incubo a Polk Street uno dei capolavori a fumetti di tutti i tempi…”

E non si può non esser d’accordo con lui; queste storie sono quanto di meglio si possa leggere nel fumetto underground: brutali, violente, bestiali, ma con una sincerità che, una volta lette, sarà impossibile dimenticare.

Vita da bambina è, forse, la più sincera e disarmante confidenza di un autrice verso il suo pubblico.

Curiosità

Vita da bambina e i vari racconti vennero realizzati da Phoebe fin dagli inizi degli anni ‘80 e portati a termine prima della pubblicazione in volume. A quest’opera fece seguito l’altro capolavoro dell’autrice, Diario di una ragazzina, in cui la protagonista diventa un’inquieta adolescente.

Phoebe Gloeckner ha studiato illustrazione medica diventando un’affermata illustratrice in quel settore.

Edizione consigliata

L’interessante casa editrice Fernandel ripropone questo ormai classico del fumetto underground in un volume brossurato, con una bellissima introduzione di e ben due prefazioni della stessa autrice. Alle storie segue un’art gallery dove è possibile osservare alcune delle illustrazioni mediche realizzate da Phoebe.

Altre edizioni

Sicuramente quella della mitica Topolin Edizioni di Jorge Vacca, che citavo all’inizio ed uscita all’inizio del nuovo millennio.

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