Lanterna Verde: la recensione del film

Lanterna Verde: la recensione del film

Arriva sullo schermo cinematografico la trasposizione filmica di Lanterna Verde, il famoso poliziotto spaziale protagonista dell'omonima serie a fumetti firmata DC comics.

Diretto dal neozelandese Martin Campbell, prodotto da Warner Bros ed ispirato alle vicende di un noto personaggio dei fumetti pubblicato fin dagli anni ’40 dalla casa editrice statunitense DC Comics, “Lanterna verde” è un film uscito nelle sale cinematografiche italiane il 31 agosto 2011.

Quest’opera che a causa di una trama semplice e del binomio personaggio minore e biglietto maggiorato per il 3D non ha avuto un grande riscontro al box office, narra le vicende di Hal Jordan, arrogante e irresponsabile collaudatore e pilota di aerei, che viene scelto dall’anello di una lanterna verde morente, membro di un corpo di polizia aliena che ha il compito di mantenere l’ordine nell’universo, e diventa il nuovo guardiano della Terra, minacciata come il resto delle galassie dal potentissimo Parallax.


Nonostante sia stata sceneggiata da un gruppo che comprende autori di serie televisive ispirate a supereroi come Michael Green e Greg Berlanti, di film fantastici come Michael Goldenberg e di fumetti come Marc Guggenheim questa pellicola, pur basandosi su una storia abbastanza rispettosa della fonte a cui è ispirata, procede su una struttura narrativa semplice e lineare campata per aria e sconclusionata l’opposto di quello a cui ci avevano abituato film come il ricercato Batman di Nolan.
Le scene d’azione, che dovrebbero essere prerogativa di questo genere di lungometraggi, sono molto poche tutte concentrate verso la fine del film, tirate via e smussate da ogni forma di violenza e la durata di un’ora e 45 minuti è irrisoria per raccontare una storia che, per il personaggio e le vicende che tratta, dovrebbe essere di ampio respiro.

Anche il cast che vede Ryan Reynolds nei panni di Hal Jordan, Mark Strong interpretare la lanterna rinnegata Sinestro, Peter Sarsgaard il supercriminale Hector Hammond e Blake Lively, che incarna Carol Ferris, non aggiunge molto a questo lungometraggio così come la colonna sonora di James Newton Howard che aveva abituato lo spettatore a toni più epici. I personaggi sono statici e molto poco caratterizzati e la recitazione è fiacca e poco coinvolgente. Apprezzabile è molto ben realizzata è invece la componente visiva, opera di Martin Campbell, già regista di due lungometraggi di 007 e dei film ispirati alle vicende di Zorro interpretati da Antonio Banderas, molto ben coadiuvato dalla splendida fotografia di Dion Beebe.
La figura di Lanterna Verde è dotata di ritmo, agilità e l’ambiente in cui si muove fluido e ricercato è ricreato molto bene grazie allo sfruttamento della tecnologia del 3D e e alla disposizione accuratamente prospettica degli oggetti e dei personaggi nelle inquadrature.

Alla luce di quanto scritto possiamo quindi affermare che questo film sia una visione piacevole per i fan di fumetti di supereroi ma noiosa e poco divertente per il resto del pubblico.

3 Commenti

1 Commento

  1. Nicola

    17 Settembre 2011 a 11:54

    Vi posso assicurare che questo film non è per nulla piacevole, anche e sopratutto per un appassionato di fumetti.

  2. Sentry

    26 Settembre 2011 a 01:37

    >Alla luce di quanto scritto possiamo quindi affermare che >questo film sia una visione piacevole per i fan di fumetti di >supereroi ma noiosa e poco divertente per il resto del >pubblico.
    Ho ricavato una impressione contraria. Ne ho parlato con un sacco di gente e letto tante recensioni. Resto stupito da quanto sia variabile da persona a persona la percezione del valore di questo film.
    In linea di massima però ho riscontrato che se l’è goduto più chi di comics non ne sa nulla. E sto parlando proprio di comics supereroistici in generale, non di conoscenza specifica del personaggio.
    I commenti ricorrenti sono sullo stile:
    -“Ma dai, devi spegnere il cervello e godertelo”.
    Oppure:
    – “è fumetto (o, in alternativa, è fantascienza), mica filosofia o alta letteratura”.
    Come se insomma cercare un po’ di credibilità dei personaggi, o di strutturazione della trama sia una aspettativa da snob.   

    • Lo Spazio Bianco

      26 Settembre 2011 a 09:45

      Come se insomma cercare un po’ di credibilità dei personaggi, o di strutturazione della trama sia una aspettativa da snob.

      A volte pare proprio così, purtroppo… e non riguarda solo i “cinecomics”…

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