Il vampiro è tornato: Nosferatu tra cinema e fumetto

Il vampiro è tornato: Nosferatu tra cinema e fumetto
Paolo D’Onofrio ci regala la trasposizione a fumetti del leggendario film di Murnau, “Nosferatu”: una pellicola da conoscere, riscoprire e apprezzare grazie alla pregevole edizione di Nicola Pesce Editore.

copertina-nosferatu_Recensioni La figura del vampiro fa ormai parte dell’immaginario collettivo: oscuro signore della notte, misteriosa creatura assetata di sangue, la sua origine si perde nelle pagine del mito e delle leggende. La sua esistenza è stata da sempre oggetto di discussioni; macabri avvenimenti hanno scatenato e diffuso una vera e propria forma di isteria collettiva che ha portato all’uccisione di presunti vampiri nel corso del XVIII secolo. Ma non vi è mai stata una prova inconfutabile della loro reale esistenza.

Di certo, però, queste oscure creature esistono nelle opere derivate da tali leggende: Il vampiro di John Polidori e il celeberrimo Dracula di Bram Stoker hanno avuto il merito di diffondere la tipica figura ottocentesca e comunemente condivisa di vampiro.

Da tali opere letterarie sono scaturite numerose interpretazioni del genere, dagli adattamenti cinematografici dei romanzi sopracitati a stravolgimenti più o meno azzeccati della figura dei vampiri, affollando le librerie e le videoteche di prodotti eterogenei, ma pur sempre frutto di una matrice comune.

Tra questi non è possibile non citare la più notra tra le prime trasposizionei cinematografiche del Dracula letterario, che fa la sua comparsa sul grande schermo nel lontano marzo del 1922: Nosferatu il vampiro è una delle perle dell’espressionismo tedesco, avanguardia cinematografica sviluppatasi a cavallo degli anni ’20 e ’30 (1) .
Diretto da uno dei maggiori esponenti della corrente, Friedrich Wilhelm Murnau, la pellicola elabora e rappresenta i caratteri fondanti del movimento, con le sue forme deformate,  le espressioni dilatate e a tratti grottesche, la fusione degli attori con gli elementi scenografici.

Di Nosferatu si persero però ben presto le tracce, diventando un film leggendario, proprio come il suo protagonista: la storia, liberamente ispirata al romanzo di Stoker, di cui conserva l’ambientazione e l’atmosfera, mutando però i nomi dei personaggi, la trama e aggiungendo nuovi elementi con l’intento di eludere i diritti d’autore, venne accusata di plagio dagli eredi di Stoker stesso, costringendo il regista a eliminare ogni copia della pellicola. Ma Nosferatu è giunto fino a noi, grazie alla disobbedienza di Murnau che, pare, sia riuscito a salvare un’unica copia dall’oblio dei posteri.

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Un valido volume che aiuta ad accostarsi a una delle colonne portanti del cinema avanguardistico europeo è la trasposizione a fumetti del film, edito da Nicola Pesce Editore e illustrato da Paolo D’Onofrio, giovane ma talentuoso artista che esordisce proprio con Nosferatu nel panorama fumettistico italiano. Il volume è introdotto da un’esaustiva sezione di approfondimento della figura di Nosferatu nel cinema tedesco, spaziando dalle leggende che avvolgono la pellicola alle rivisitazione della figura del vampiro in opere cinematografiche successive, curata da Ornella Balsamo.

Le inquadrature più significative del film vengono trasposte sulla carta, impregnate di tonalità seppia che conferiscono una remota e ruvida sensazione di tempi passati. La trasposizione mantiene le didascalie originali – necessarie per la comprensione di un film muto come Nosferatu – che permettono così una definizione complessiva della vicenda narrata, a tratti forse non troppo comprensibile proprio per l’assenza di un impianto testuale lineare che possa descrivere le sensazioni e le azioni dei personaggi.

pag-2_Recensioni La narrazione si rifà dunque alle vicende narrate nel film: nella cittadina tedesca di Wisburg vive il giovane immobiliarista Hutter insieme alla giovane e bella moglie, Ellen. Un giorno egli viene inviato dal suo datore di lavoro, l’enigmatico Knock, nella lontana Transilvania per incontrare un potenziale acquirente, il misterioso conte Orlok. Dopo un lungo viaggio, Hutter giunge a destinazione, accolto dal conte nella sua grigia e fredda dimora.
Incubi terribili affollano la mente del giovane, sensazioni minacciose e inquietanti lo accompagnano nella sua permanenza, fino alla macabra scoperta: Orlok altri non è che Nosferatu, un minaccioso vampiro assetato di sangue umano. Rinchiuso nella sua stanza, Hutter vede partire il conte insieme a un carico di bare contenenti terra e ratti portatori di peste nera, diretto alla cittadina di Wisburg, dove la giovane Ellen sta attendendo con ansia il ritorno del marito. La peste si diffonde nella città e Nosferatu semina terrore negli incubi di Ellen.
Solo il potere del sacrificio di un cuore puro è l’arma in grado di eliminare la minaccia del sanguinario vampiro, riportando così la pace nella cittadina tedesca.

L’attenta elaborazione del prodotto filmico si manifesta nella riproduzione della struttura formale e plastica delle inquadrature: i tagli, le posizioni della macchina sono sapientemente ricostruiti sulla carta, denotando un maniacale studio della pellicola originale, e suggerendo la volontà dell’autore di organizzare le immagini seguendo una sequenzialità temporale su carta propria degli storyboard filmici. I disegni seguono un tratto a volte abbozzato, fuggevole, un lavoro bozzettistico e di tratteggio che cerca di far trasparire la sensazione di tremolio propria delle pellicole in bianco e nero dei primi anni del secolo scorso.

Le tonalità più cupe si mescolano al seppia dello sfondo emulando la manifestazione del pallido Nosferatu.
Il tratto a matita con cui vengono delineate le inquadrature su carta non riesce, però, a rendere del tutto le cupe atmosfere visive proprie del film originale: molto importanti sono, infatti, le ombre che si stagliano sui bianchi muri o avvolgono le figure umane, molto spesso dilatate proprio per via del gioco di tinte chiaroscurali che si contrappongono alle fonti luminose.

Importante sarebbe un confronto e un attento approfondimento fra la pellicola cinematografica e la trasposizione su carta: necessaria la visione del film originale per comprendere la storia e apprezzare la complessità visiva delle dinamiche e delle forme di un’opera imprescindibile che merita di essere riscoperta e apprezzata, nonostante la sua “vetusta” età!

Abbiamo parlato di:
Nosferatu
Paolo D’Onofrio
Nicola Pesce Editore – 2019
80 pagine, brossurato, bianco e nero – 19,90 €
ISBN 9788894818376


Note:
  1. Prima di Nosferatu il vampiro si ha testimonianza di un altro film ungherese ormai perduto, Drakula Halala del 1921, del quale non risultano esserci piu copie esistenti. 

4 Commenti

4 Comments

  1. simo

    1 Marzo 2019 a 19:34

    Sì peccato che in copertina non figuri il Conte Orlock, bensì Kurt Barlow di Salem’s Lot!

    • la redazione

      la redazione

      4 Marzo 2019 a 15:58

      Confermiamo, effettivamente è il Nosferatu/Kurt Barlow de “Gli ultimi giorni di Salem”, che viene citato nella parte di approfondimento parlando dei diversi adattamenti, rifacimenti e sequel che sono stati tratti dal Nosferatu originale.
      Ma non è colpa nostra, giurin giuretta.

  2. Fabio Lanfredini

    1 Marzo 2019 a 20:43

    Nosferatu, con la N, NON é il primo film sui vampiri e la sopravvivenza di alcune copie é dovuta alle leggi degli stati uniti sul copyright. Sarebbe meglio informarsi prima di scrivere strafalcioni..

    • la redazione

      la redazione

      4 Marzo 2019 a 16:06

      Grazie per averci segnalato l’errore di distrazione sul titolo (tranquilliziamo i lettori, nessuno qui crede si scriva “Osferatu”).
      Parlando di Nosferatu l’autrice del pezzo non lo cita come “primo film di vampiri” ma “primo film tratto dal romanzo di Bram Stoker”, che è ben differente. Ma per esser sicuri, Martina ha fatto qualche ricerca trovando informazioni su di un film tratto da “Dracula” antecedente, e abbiamo provveduto con una nota nel pezzo.
      Infine, per quanto riguarda la storia di come sia giunta a noi la copia del film, gli approfondimenti nel volume riportano la versione citata nel pezzo e ulteriori ricerche confermano sia stato Murnau a mantenerne una copia: se ci sono fonti diversi da cui trarre aggiornamenti, siamo interessati a conoscerle. Ripetiamo comunque che questa è anche la versione presentata all’interno del volume recensito.
      Cordiali saluti.

      P.S.
      In futuro ci piacerebbe ricevere commenti comunque un poco meno aggressivi e più educati: non siamo infallibili e siamo ben lieti di migliorare con l’aiuto dei nostri lettori.

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