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  • Con Hassan Otsmane-Elhaou: l’arte di creare e riempire i balloon

    Con Hassan Otsmane-Elhaou: l’arte di creare e riempire i balloon
    Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta del mondo del lettering nel fumetto, stavolta in campo internazionale. Protagonista: Hassan Otsmane-Elhaou.

    Il lettering è una parte importante del media fumetto, che fissa nelle vignette e nelle didascalie i dialoghi, i pensieri, le descrizioni volute dallo sceneggiatore. Le nuvolette sono talmente integrate ad arte nelle tavole che un lettore occasionale e inconsapevole delle tecniche fumettistiche non si accorge neanche del lavoro che si fa dietro le quinte, leggendo in modo automatico quello che scorre davanti agli occhi. Abbiamo scritto “integrate ad arte” perché anche quella del lettering è un’arte, appunto.
    Siamo andati a fare qualche domanda a coloro che di quest’arte ne ha fatto la propria vita professionale, come
    Hassan Otsmane-Elhaou, letterista per varie case editrici britanniche e statunitensi.

    Hassan_01Hassan, bentornato su Lo Spazio Bianco.
    Innanzitutto un po’ di storia e ti chiediamo: quando e con quale fumetto (se è stato un fumetto) è cominciata la tua carriera di letterista?
    Sai, ho una pessima memoria anche a breve termine, quindi sinceramente non saprei darti una risposta a questa domanda. Penso però che il primo fumetto completo che ho letterato sia una storia di Deniz Camp, che dovrebbe uscire nel 2021. L’ho fatto nel 2016, credo, e ho rifatto due o tre volte il lettering nel corso degli anni, poiché sentivo che le mie capacità stavano migliorando. Quindi ho uno strano rapporto con quel fumetto, che, quando alla fine uscirà, in teoria sarà sia il mio fumetto più recente che il primo in assoluto su cui ho lavorato!

    Come ti sei appassionato a questo aspetto spesso ingiustamente trascurato dei fumetti? Qual è stato il passaggio che ha trasformato la tua passione in una professione?
    Ancora una volta è colpa di Deniz Camp, giuro. Stavo lavorando su un’idea per un fumetto e stavo pensando a che letterista poter contattare quando Deniz mi ha suggerito che occuparmi personalmente anche di quell’aspetto avrebbe potuto essere una parte del processo molto interessante. Ho iniziato a giocare un po’ con Illustrator, semplicemente baloccandomi senza scopo e mi sono accorto che mi stavo divertendo! Mi sono appassionato e ho continuato a giocare con il software, a giocare con i caratteri e a cercare di migliorare sempre di più.

    Hai mai avuto o hai tuttora qualche letterista di riferimento, qualche professionista a cui guardi per l’ispirazione?
    Sì, qualcuno che mi ha davvero aiutato all’inizio è stato il co-conduttore del mio podcast Letters & Lines, Aditya Bidikar. Aditya mi ha fornito molti suggerimenti e feedback quando ho iniziato, ma oltre a questo, lui è solo un letterista fenomenale, mio costante punto di riferimento se ho bisogno di un’ispirazione per fare qualcosa di nuovo. Un altro nome che voglio fare è quello di Rus Wooton, che penso faccia scelte davvero interessanti.

    Quindi la tua è una vera passione per il lettering, tanto da avere anche un podcast sull’argomento: di cosa ti occupi negli episodi di Letters & Lines?
    Letters & Lines è condotto da Aditya Bidikar e dal sottoscritto. Essenzialmente parliamo molto di lettering, così come di altri aspetti del fumetto, ma soprattutto è una scusa per poter chiacchierare sul nostro mestiere. Non sono sicuro di quale sia il pubblico che ci ascolta, onestamente, ma per noi si tratta solo di creare uno spazio in cui possiamo parlare approfonditamente del modo in cui passiamo la maggior parte delle nostre giornate. Penso che sia una cosa particolarmente interessante e positiva per qualcosa come il lettering, che è spesso uno degli aspetti meno trattati e approfonditi del processo di creazione dei fumetti.

    Ci sono varie correnti o scuole di lettering nel mondo del fumetto, alcune famose a livello internazionale. Per esempio quella statunitense, in cui il letterista è responsabile della disposizione dei balloon oltre che del lettering in quanto tale e in cui quindi c’è un vero e proprio apporto artistico all’intero lavoro sul fumetto. O quella italiana – parlo sempre del seriale ovviamente – oggi sempre più vicina a quella USA ma nella quale fino a pochi anni fa i ballon venivano a volte apposti dallo stesso disegnatore e il letterista doveva solo riempirli. Suppongo tu abbia sempre lavorato seguendo il metodo statunitense: lo ritieni il più efficace?
    In tutta onestà penso che l’approccio migliore al lettering si ha quando è il disegnatore stesso della storia a occuparsene. Il che non avviene spesso, ma penso che molti dei migliori esempi di lettering li troviamo quando è l’autore stesso a farlo: penso a nomi come , Darwyn Cook, e . E molti dei migliori esempi di lettering realizzato da una mano diversa li abbiamo quando lo stile è molto affine a quello usato dal disegnatore della storia.

    Ti è mai capitato di ricevere suggerimenti dal disegnatore su dove apporre i balloon, anche con schizzi sulla tavola di fumetto? In caso affermativo, segui quelle indicazioni o preferisci decidere più liberamente la posizione delle nuvolette nelle vignette?
    Sì, a volte capita. Ad esempio, quando ho letterato Killer Groove, Eoin Marron mi aveva fornito degli appunti su dove posizionare i balloon. Li ho consultati, però, solo quando mi trovavo in difficoltà, perché Eoin ha lasciato molto spazio nelle vignette per il lettering ed era abbastanza ovvio dove posizionare le nuvolette. Quando ricevo i layout delle tavole, di solito li controllo solo se non riesco a capire quali siano le intenzioni del disegnatore.

    Le onomatopee: in Italia sono di solito opera dei disegnatori, mentre per esempio in USA sono compito dei letteristi. Secondo il tuo pensiero, tali elementi grafici appartengono più alla sfera del disegno o a quella del lettering?
    Beh, riguardo gli effetti sonori, dipende dal modo in cui li approcci. Tendo a considerarli elementi grafici quando sono basati su caratteri e vettori, qualcosa di più vicino al design, ragionando in modo astratto. Tuttavia, quando le onomatopee sono disegnate a mano, esse si avvicinano di più all’illustrazione, visto che vengono realizzate direttamente nella tavola. Anche questo è un ragionamento astratto, ma come detto anche qualche risposta sopra, penso che un disegnatore che riesce a realizzare e a integrare le onomatopee nelle vignette sia la scelta migliore, ma non tutti gli autori sono necessariamente bravi in questo o vogliono farlo. Quindi, come letterista devi essere reattivo e adeguarti.

    Peter Cannon - Thunderbolt 004-006
    Tavola tratta da Peter Cannon – Thunderbolt #4

    I letteristi stanno al mondo del fumetto come i fonici e i direttori del suono stanno a quello del cinema, se mi passi l’analogia. È compito del vostro lavoro dare voce ai personaggi e anche differenziare quelle voci, ovviamente da un punto di vista grafico. In questo senso, ci sono stati fumetti che ti hanno messo in difficoltà dal punto di vista del lettering? E qual è l’opera di cui vai più orgogliosa che contiene i tuoi caratteri nelle nuvolette?
    Le uniche difficoltà le incontro quando pretendo sempre di più da me stesso. Non credo che ci siano stati fumetti particolarmente difficili da letterare a causa del loro contenuto. Quello di cui sono più orgoglioso è Peter Cannon: Thunderbolt, soprattutto il numero con il lettering fatto a mano in stile . È stato un lavoro molto divertente, anche nella combinazione tra lettering digitale e analogico. Penso che il risultato sia stato molto buono.

    Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere la professione di letterista?
    Di provarci! L’attuale processo tecnico di lettering non è così difficile, in tutta onestà. Si tratta di imparare a usare Illustrator, che è il software che usa la maggior parte dei letteristi, comprendere la grammatica dei caratteri e le sue regole, esportare pagine, imparare i principi di stampa, ecc. È tutto assolutamente tanto insegnabile quanto apprendibile, ma la cosa che distingue i miei letteristi di riferimento dagli altri è il loro impegno “artigiano”, il modo in cui adattano il lavoro che stanno facendo a generi e autori diversi, in una sorta di giocosità creativa. Questo è più difficile da insegnare, ma probabilmente è la caratteristica che contraddistingue i migliori.

    A che cosa stai lavorando attualmente? Quale sarà un fumetto di prossima uscita che avrà il tuo lettering?
    Attualmente sto lavorando su varie serie per molti editori, come Engineward, , Undone by Blood, X-O Manowar, Savage e a riviste come Razorblades di , oltre a tutta una serie di altre cose! La cosa divertente del lettering è che sembra che tu stia lavorando su un centinaio di fumetti tutti assieme contemporaneamente!

    Grazie per il tuo tempo e i tuoi… caratteri, Hassan.

    Intervista realizzata via mail nel mese di settembre 2020
    Traduzione di David Padovani

     Hassan Otsmane-Elhaou

    Hassan OtsmaneHassan Otsmane-Elhaou, oltre ad essere il creatore e l’editor della rivista PanelxPanel, vincitrice del premio Eisner 2019, è anche la mente dietro il canale Youtube Strip Panel Naked.
    La sua attività principale è però quella di letterista per case editrici come , Valiant, Dynamite Ent.

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