Just in Comics: quelle cose che solo il fumetto può fare - The Immortal Hulk #30

Just in Comics: quelle cose che solo il fumetto può fare – The Immortal Hulk #30

Sebbene una delle definizioni più popolari ed efficaci del Fumetto sia quella definita da Will Eisner quando lo delineò come Arte Sequenziale, uno dei punti distintivi del nostro mezzo di comunicazione preferito sta proprio nella sua non sequenzialità, o meglio nella sua possibilità di non essere solamente sequenziale.

Salvo artifici episodici infatti anche il Cinema, la TV o addirittura la letteratura sono forzatamente sequenziali: le informazioni in nostro possesso possono essere disvelate solo procedendo nell’ordine temporale e narrativo imposto dal mezzo stesso. Un film si mostra forzatamente una scena dopo l’altra, un beat dopo un altro beat, mostrandosi all’occhio dello spettatore nelle modalità e nei tempi decisi dal regista.

Lo stesso discorso vale ovviamente anche per l’autore di fumetti che però, nella sua narrazione, deve tener conto anche di un fattore aggiuntivo: quello della compresenza sincronica di diversi tempi, o segmenti di tempo, nella stessa tavola.

Tempi differenti:

Una singola vignetta rappresenta già di per sé un’unità di tempo dalla lunghezza variabile, in questa tavola presa da Immortal Hulk #30 il dialogo tra i due personaggi (Puck e Crussher Creel) esprime una lunghezza di tempo maggiore [TEMPO 1] rispetto a quello mostrato dal disegno [TEMPO 2]; il fist-bump tra i due è un gesto che dura presumibilmente molto meno dello scambio di battute tra i due ed è probabilmente posto alla fine delle stesse.
Quanto mostrato dalla la vignetta ha una valenza più simbolica che reale, più rappresentativa che descrittiva, il disegno assume una funzione teatrale mettendo in scena solo uno dei tanti momenti a disposizione catturando l’essenza di un tempo narrativo ben più lungo.

Lo stesso discorso può essere applicato, in diverse misure, a tutte le altre vignette della tavola e delle tavole successive.

Ridondanza e Compresenza

Tutte le vignette, con tutte le loro dinamiche di tempo, sono poi compresenti all’interno della stessa tavola: non si mostrano sequenzialmente, la tavola si palesa agli occhi del lettore nella sua sincronicità e ridondanza dando a quest’ultimo una serie di nozioni aggiuntive prima ancora che legga il primo balloon della prima vignetta.
Un autore di fumetti che volesse giocare sull’effetto sorpresa non potrebbe mai mettere un cliffhanger e il relativo colpo di scena in mezzo a una tavola o tantomeno risolvere il cliffhanger in una pagina contigua che sia a destra nell’albo: se si pone il cliffhanger nella tavola che viene pubblicata sulla pagina sinistra il lettore vedrà comunque il risultato davanti ai propri occhi in quella a fianco. Una sorta di autospoiler che rovina l’effetto, piccolo o grande che voglia essere, cercato dagli autori del fumetto.

Ed è per questo che nella tavola qui sopra il “gancio” con la tavola successiva viene posto da Ewing e Bennet (rispettivamente scrittore e disegnatore di Hulk) proprio nell’ultima vignetta di una pagina destra dell’albo.

Riassumendo la trama: qui i nostri eroi (e non) stanno combattendo contro dei mostri giganti. Leonard Samson – il tizio con i capelli verdi – chiede ai due membri del Gamma Flight nell’elicottero di aiutarlo con i suddetti mostri. Creel nell’ultima vignetta rivela che “se ne stanno già occupando” lanciando un elemento di sorpresa che rimanda alla tavola successiva e costringe il lettore a girare incuriosito la pagina dell’albo.

La pagina (doppia) successiva è questa:

La risposta al “chi se ne sta occupando” detto prima è qui rivelato dall’intervento della potente Titania (nel cerchio rosso).

A questo punto se la lettura della tavola fosse esclusivamente sequenziale, diacronica, come succede nel cinema e in tanti altri mezzi di comunicazione, saremmo costretti ad assistere prima agli eventi raccontati nelle due vignette in alto a sinistra per poter poi, finalmente risolvere la curiosità innescata dalla pagina precedente. Una soluzione che risulterebbe anticlimatica a dir poco.

La natura sincronica della tavola ci permette invece di assistere immediatamente alla risoluzione del momento tensivo innescato nella pagina precedente per poi poterci addentrare in un tipo di lettura più canonico e sequenziale. Un’efficacia narrativa che conta sui due aspetti, sincronico e diacronico, del linguaggio fumetto che non sarebbe attuabile in ambienti linguistici diversi da quello del Fumetto.