C’è un mondo, là fuori

27 Aprile 2016
C’è un mondo, là fuori. Un mondo in cui non tutti hanno il tempo di leggere, andare al cinema o guardare serie tv. Un mondo in cui non a tutti piace farlo, non so se ci avevate mai pensato. È un mondo che probabilmente non avete mai neppure preso in considerazione e – santi numi – vi assicuro che non ha niente a che vedere con questo blog. Per fortuna, c’è un altro mondo, là fuori. Un mondo in cui la gente legge romanzi, fumetti, saggi, poesie, testi di aritmetica e persino libri fantasy con i draghi (sì, ancora). Quindi

C’è un mondo, là fuori. Un mondo in cui non tutti hanno il tempo di leggere, andare al cinema o guardare serie tv. Un mondo in cui non a tutti piace farlo, non so se ci avevate mai pensato. È un mondo che probabilmente non avete mai neppure preso in considerazione e – santi numi – vi assicuro che non ha niente a che vedere con questo blog.

Per fortuna, c’è un altro mondo, là fuori. Un mondo in cui la gente legge romanzi, fumetti, saggi, poesie, testi di aritmetica e persino libri fantasy con i draghi (sì, ancora). Quindi là fuori non c’è un solo altro mondo, ma decine, centinaia, migliaia di mondi, uno per ogni cosa che abbiamo mai letto, visto, di cui ci hanno parlato. Può essere un bel mondo e spesso mi ci trovo molto bene.

Poi c’è un altro mondo ancora, un mondo di fissati.

Sono stata a mollo in quel mondo per qualche anno, come i bagnanti nel mare caldo della sera a metà agosto. Mi sentivo sempre più compressa. Il mondo di chi legge, scrive, disegna, edita, impagina, colora o pubblica fumetti si interseca spesso con il mondo dei fissati. È il mondo di chi non compra un libro perché pensa che gli piacerà, ma perché “deve” averlo, se non addirittura perché sa già che gli farà schifo e non vede l’ora di distruggerlo sul suo blog.

Siamo onesti, non è un mondo salutare.

Ognuno di noi ha qualche fissazione, è logico, ma fare delle proprie fissazioni uno stile di vita può essere un po’ logorante.

Personalmente, ho fatto un passo di lato. Cambiare prospettiva a volte è utile.

Questo blog, quindi, vuole essere un cambio di prospettiva, l’espressione di un punto di vista un po’ esterno, un po’ periferico, non per forza migliore o più acuto, ma un filino più distaccato.  Non scrivo dal fronte, ma dalle retrovie. Qua l’odore dei cadaveri di carta arriva come un profumo leggero di inchiostro.

Ci sono troppi mondi, là fuori, per guardarli sempre da dietro ai propri occhi.

Susanna Raule

Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981.
Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice.
Nel 2010 è tra i finalisti del torneo letterario IoScrittore e l’anno successivo esce il suo primo romanzo, L’ombra del commissario Sensi.
Nel 2012 viene pubblicato il secondo romanzo della serie, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi.
Nel 2014 esce il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e la graphic novel Inferno.
Del 2015 il nuovo capitolo della serie del commissario Sensi: L'architettura segreta del mondo, nel 2017 la raccolta di racconti Perduti Sensi, nel 2018 il romanzo con il commissario Sensi I ricordi degli specchi.
Nel 2019 ha inizio una trilogia urban fantasy a partire dalla riedizione de Il club dei cantanti morti. Scrive per Esquire e Wired.
Il suo sito è: susannaraule.com

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