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Italo Zero. Filosa e le nuove vie dell’inetto

4 Febbraio 2020
Italo di Vincenzo Filosa, sottotitolo Educazione di un reazionario, è indubbiamente un romanzo a fumetti potente. Uscito per Rizzoli Lizard sullo scorcio del 2019, ha tutte le carte in regola per imporsi quale una delle migliori opere per interpretare questa stanca, vecchia nazione all’inizio di questa nuova decade. L’iconica, minimale copertina introduce due elementi: il Rolex (che avrà importanza intradiegetica) e quelle due righe bianche, bianche come il nome scritto in verticale. Due simboli che rimandano agli ’80, a un’Italia illusoriamente rampante. Viene alla mente ZeroZeroZero di Roberto Saviano, opera interessante anche se meno fortunata di Gomorra dedicata allo strapotere
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Jan Karski e la scoperta della Shoah

27 Gennaio 2020
Jan Karski, l’uomo che scoprì l’olocausto è un fumetto di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso dedicato a questa figura misconosciuta, che ha avuto un ruolo centrale nel divulgare per primo gli orrori della Shoah. In questi giorni legati alla Memoria, l’opera è stata ripubblicata da Repubblica, e consiglio senz’altro di procurarsela. E il fatto che sia poco noto è sorprendente: la sua vicenda, infatti, è indubbiamente romanzesca, anche al di là delle modifiche che gli autori hanno voluto imprimere alla storia per ragioni narrative, giustificate e spiegate nella postfazione. Ad esempio, è assente una pagina Treccani dedicata all’autore, che è
Richiamodialma

Vanna Vinci e Il richiamo di Alma: una ricerca ermetica.

19 Gennaio 2020
Vanna Vinci è una delle più importanti autrici del fumetto italiano, e questo “Il richiamo di Alma” (2015) è un suo adattamento letterario che avevo letto e di cui, da un po’, volevo scrivere. A margine, ci vuole una premessa. In questo 2020, Ettore Gabrielli ha avviato un interessante progetto su “Lo Spazio Bianco”, recensendo un fumetto al giorno. Per ora sta tenendo il ritmo, e anche se non riuscisse a recensire 365 opere è un lavoro molto interessante. Naturalmente, questo richiede un notevole sforzo di sintesi: dire in breve qualcosa di significativo. Su quello Gabrielli è molto bravo. Del
Copertina FIUME GigiCavenago

Fiume: l’ultima opera di Manlio Bonati

13 Gennaio 2020
Fiume, sottotitolo L’epica impresa di Gabriele d’Annunzio e dei suoi uomini, è un fumetto indubbiamente interessante: anche, probabilmente, per il taglio adottato dallo sceneggiatore, Manlio Bonati, che assume una posizione, come vedremo, decisamente favorevole alla controversa figura del Vate (qui avevo parlato della sua ricezione in altre opere invece “critiche”). Nato a Parma nel 1952, Bonati si era avvicinato al fumetto nel 1970, collaborando in particolare col Giornalino cattolico delle Edizioni Paoline, per cui realizza due serie sulla guerra civile americana, Fra due Bandiere (1985-1986) e Nuove Frontiere (1990), e una sul Risorgimento, Leo Battaglia (1993); tutte disegnate da Sergio
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Dylan Dog 400: il postmoderno di Recchioni

27 Dicembre 2019
Dylan Dog 400. Albo celebrativo lungamente atteso, che corona il Ciclo della Meteora e – dichiaratamente, come ribadito anche nell’editoriale di Roberto Recchioni – pone fine al Dylan Dog di Tiziano Sclavi. Ma, anche, un’opera che è il trionfo del postmoderno, coerentemente col percorso del suo autore: e quindi un affollato tripudio di riferimenti intricati alla cultura pop e alla cultura letteraria. Per tale ragione ho deciso di scriverne qui, dove mi occupo del rapporto tra letteratura e fumetto,  invece che su Barberist.  Quest’analisi vuol essere dunque una piccola guida alle citazioni e ai riferimenti dell’opera, una sorta di “annotated
TomSawyer

Tom Sawyer, il grande romanzo americano a fumetti

22 Dicembre 2019
Il Tom Sawyer a fumetti di Allagalla è un buon esempio della loro produzione. La casa editrice difatti si è distinta in particolare, nell’ultimo decennio, per un rigoroso lavoro di riedizione di grandi classici del fumetto italiano e non solo (ambito a cui si affiancano, naturalmente, altre significative produzioni, ad esempio in campo saggistico e di fumetto sudamericano). In campo italiano appare particolarmente centrale un autore come Claudio Nizzi, che è indubbiamente stato tra i grandi sceneggiatori della nostra tradizione. Nato nel 1938, Nizzi ha collaborato col Vittorioso a partire dai primi anni ’60 e poi, dal 1969, col Giornalino,
Barberis

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