Top Ten 2010 – Andrea Fornasiero

Top Ten 2010 – Andrea Fornasiero
I migliori fumetti del 2010 secondo Andrea Fornasiero

ANDREA FORNASIERO
www.film.tv.it

 

1) Wilson di (Coconino Press-)
Per la prima volta Clowes realizza un vero graphic novel, ossia non raccoglie in volume un fumetto già serializzato. E quasi per provocazione realizza un testo che pare proprio una raccolta di strisce, episodi della vita di un protagonista mitomane e represso isolati tra le ellissi, tanto più amari e patetici quanto caricaturali. Un satira dolorosa e impareggiabile.

2) Scott Pilgrim # 1- 6 di Bryan Lee O’Malley ()
La saga di Scott Pilgrim è un imponente corpus dove, senza cadute, dialogano il fumetto americano e il manga con la cultura a 8 bit e la musica indie. Un’operazione di sincretismo capace di non perdere per strada il romanzo formazione della generazione nintendo/x-men/smashing pumpkins e dotata di invidiabili tempi comici e di un’inarrestabile catena di folli trovate.

3) – Archeologia Spaziotemporale di Warren Ellis e John Cassaday (Magic Press)
Giunge al capolinea quello che è forse il capolavoro di Warren Ellis, un fumetto sull’archeologia dell’immaginario (a fumetti per lo più) e un inno insolitamente ottimista nei confronti delle infinite possibilità della scienza. Cassaday ci mette un sense of wonder pressoché impareggiabile e se una manciata di volte pecca, facendo uso di sfondi fotografici, lo splendore è tale che lo si perdona.

4) Gaza 1956 di Joe Sacco (Mondadori)
Il comics journalism si fa indagine storica e Sacco applica la sua consueta attenzione al rispetto delle fonti per ricostruire i tragici e lontani fatti del 1956, in gran parte dimenticati dagli stessi palestinesi. Un’operazione impossibile e proprio per questo preziosa, perché il monito a non dimenticare non può valere solo per gli ebrei e anche il sonno della memoria genera mostri.

5) Chew 1 e 2 di John Layman, Rob Guillory (Bao)
Una continua a sorpresa, a partire dalla fantasticamente assurda premessa di un mondo dove il pollo è più illegale della droga, forse per via di una cospirazione aliena, fino ai personaggi messi in campo e alle loro iperboliche e ipercinetiche avventure. Irresistibilmente disgustoso.

6) Klezmer vol 1 di Joann Sfar ()
Il fumetto musicale è possibile e Sfar lo elabora in un cozzare di colori antirealistici e figure variamente schizzate o tratteggiate, un ritmo visivo degno di Len Lye che si articola in una storia dove i personaggi sanno esprimere in pochi scambi di battute la loro weltanschaaung. Genio e intelligenza impiegati a ritrovare una più genuina identità ebraica.

7) Cinquemila chilometri al secondo di (Coconino Press-Fandango)
Una storia (o meglio tre) d’amore ricostruita per episodi di incontri, abbandoni, distanze e ritrovamenti, in un’elaborazione grafica che identifica immediatamente il calore emotivo di luoghi e tempi diversi. Malinconico ma meno nostalgico di quanto appare, il volume di Fior si articola secondo un gusto da cinema d’autore europeo, però con pari dignità e senza sembrarne un figlio minore.

8) Yeti di Alessandro Tota (Coconino Press-Fandango)
L’indecisione di una ragazza che non sa cosa fare di sé a Parigi (come nell’ottimo Gatti neri, cani bianchi di ) è qui filtrata dall’enigmatico e tenero Yeti, grosso, glabro, molto molto rosa e capace di dire solo Gnù. La prospettiva naïf cela in realtà uno sguardo acuto e disincantato sulla confusione dei giovani borghesi e sulla vita in un grande città.

9) The Unwritten di , Peter Gross (Planeta De Agostini)
Gli autori di Lucifer si ritrovano per un fumetto metaletterario incentrato su come le storie e i miti innervino anche il nostro mondo moderno. L’avventura di un ragazzo, che forse è un personaggio, è avvincente come i migliori horror fantasy e incornicia, legandole tra loro, colte riflessioni sulla letteratura, il tutto con uno storytelling invidiabile.

10) Ignition city vol 1 di Warren Ellis e Gianluca Pagliarani (BD edizioni)
Ellis scrive un mistery tra la sci-fi e Deadwood ed evita nei personaggi i manierismi che qua e là si avvertono nelle altre sue produzioni per la Avatar. A fare la differenza è però Pagliarani: semplicemente una rivelazione per il dettaglio darrowiano dell’ambientazione, capace di dare vita a una sorta di rugginoso Far West protofuturistico, popolato dei decaduti eroi pulp del fumetto anni 30.

 

MENZIONE STORICA

 

1) Cerebus: Alta società di Dave Sim (Black Velvet)
Un’edizione italiana di quest’opera seminale si attendeva così tanto da farne una leggenda. Meritatamente.

2) Marvel Omnibus Capitan America: La morte del sogno di Ed Brubaker, Steve Empting (Panini comics)
Brubaker prende in mano la serie di Capitan America e fa di uno tra i più sgargianti eroi marvel una sorta di spia in lotta contro corporazioni intoccabili e intrighi tessuti nell’ombra, il tutto accompagnato dal disegno realistico e spesso cupo di Epting. Di fronte all’era di Bush Jr. i più puri ideali americani possono solo morire.

3) Nessuno mi farà del male di ()
Volume prezioso che salva dall’oblio della nicchia degli antologici un’opera molto originale, tra il minimalismo – anche grafico – e l’allegoria della paranoia che pervade la nostra società. Simbolico, crudele e quotidiano, il lavoro di Monti, con questa seconda uscita, si è guadagnato anche la possibilità di arrivare sul grande schermo.

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