Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni.
Quanti giorni lasciamo passare senza viverli, lasciando che tutto prosegua in automatico, spegnendoci passo dopo passo, rimandando certe scelte? A volte basta poco, basta una goccia – nel vero senso della parola – per cambiare tutto quanto.
Il giardino d’inverno, scritto da Renaud Dillies e disegnato da Grazia La Padula, è un breve fumetto con messaggi semplici ma ricchi, importanti, magari già letti e sentiti molte volte ma capaci sempre di colpire e di emozionare. Uno di quei fumetti che ti fa stare un po’ meglio dopo averlo letto, che non ha paura di sfiorare la sdolcinatezza, di esplorare l’amore, la speranza, il sogno di una vita migliore fatta di piccole, fondamentali cose. I disegni de La Padula in questo senso sposta l’opera una frazione oltre, come se traslasse un poco le vicende con i suoi personaggi dal corpo di bambola e la testa grande, i contorni aguzzi, gli angoli netti. Con un disegno così certe scene sembrano poter appartenere al nostro mondo e contemporaneamente essere sul punto di spiccare un salto verso qualcosa di fantastico, di irreale. Un buon fumetto.
E oggi aggiungo un fumetto bonus, sempre Tunué: Il balcone (che dopo Il giardino fa anche un po’ pendant), un’opera muta di Kalina Muhova che adatta su soggetto di Zornitsa Hristova una poesia di Atanas Dalcev: cos’è un muro, cosa nasconde oltre? Vignette a tutta pagina dal morbido segno a matita traducono la poesia in una piccolissima storia piena di meraviglia.
Su Lo Spazio Bianco, de Il giardino d’inverno ha scritto Angela Pansini Valentini:
Mentre Lorenzo Di Giuseppe ha intervistato la brava Kalina Muhova:

