#82 - Anestesia (Fumettibrutti)

#82 – Anestesia (Fumettibrutti)

Ah ah ah, un fumetto al giorno! Ma se qui non siamo nemmeno a uno al mese!!??!! Che pochezza di blogger ragazzi…

Va beh, decido di fregarmente e di scrivere comunque qualcosa, che farlo su uno spazio come un blog mi potrebbe aiutare a togliere un po’ di “gesso” dai pezzi che scrivo per il sito. Chissà!

Comunque ne approfitto per scrivere poche righe sull’ultimo graphic novel di Fumettibrutti ovvero Josephine Yole Signorelli. E’ l’occasione forse per analizzare il mio rapporto con le sue opere. Romanzo esplicito per esempio lo trovai molto deficitario, ben lontano dall’immediatezza delle sue “strisce quadrate” pubblicate online, un po’ né carne né pesce tra un formato molto social e snello e le necessità di un fumetto più strutturato e unitario pagina per pagina. Il generico incensamento del suo lavoro, e quella volontà di spingerlo a forza nella scomoda casella del “romanzo generazionale”, non fece che aumentare un po’ la distanza di interesse verso i suoi fumetti: pregiudizi, ovvio. Ma siamo fatti anche di quelli: e tra i tanti che si possono avere, quello sui fumetti concedetemi sia uno dei mali minori, anche se ad averli è uno come me che cerca di avere apertura mentale verso stili, voci, generi…

Ecco, a proposito di pregiudizi: al di là del mio gusto personale, ho sempre però capito che gli argomenti affrontati dall’autrice – in Romanzo esplicito, nelle sue strisce e, per ovvie ragioni, ancor più dopo P. la mia adolescenza trans – fossero interessanti, e anche necessari, per la spontaneità e la sfrontatezza nell’affrontarli. In tal senso, c’era poco prima di Fumettibrutti, forse (ma la mia visione è sicuramente limitata) non solo nel fumetto. O meglio: è arrivata nel momento giusto, abbracciando così una generale e sana ribalta sull’importanza di parlare di questioni di genere, di discriminazione, di patriarcato, di violenza, di maschilismo, di omofobia.

anestesia 2

Con il secondo romanzo, P., apprezzai una maggior attenzione all’andamento dell’opera nel suo complesso, non più solo una serie di scene incollate tra loro, anche se trovai faticosi i dialoghi fiume che invadono le vignette fin quasi a soffocarle e un finale brusco, che sembrava arrivare di corsa per chiudere le pagine. Un passo avanti, ma niente che migliorasse poi tanto la mia opinione, anche perché i pregiudizi sono difficili da mandar via.

Anestesia, arriviamo a oggi, è un salto di maturità narrativa importante. Se lo stile resta quello grezzo, storto, rigido, volutamente brutto, esso è sorretto – e quindi coerente – con una scrittura più attenta alle pause, ai tempi, alle inquadrature. Lo trovo un lavoro molto più maturo, con la concessione di una serie di tavole oniriche in cui la gabbia si frantuma, il colore che si abbatte su tutte le tavole lascia spazio al bianco, la pesantezza si fa leggera nel momento di maggior dolore fisico e mentale.

Qualche dialogo fiume c’è ancora e spezza un po’ il ritmo, ma la crescita a me appare evidente, e incoraggiante. Non sarà certo mai la mia autrice preferita, ma oltre alla sua abilità nello sfruttare la sua notorietà anche per dare spazio ad altri autori poco mainstream (come per l’antologia Sporchi e Subito) devo riconoscere che mi ha sopreso.

E allora ovviamente mi viene il dubbio: è stata un po’ gonfiata inizialmente oltre i meriti reali, o magari altri hanno saputo vedere a differenza mia le potenzialità? Le mie idee sui suoi fumetti non cambiano, ma credo non sia mai troppo tardi per mettersi comunque in discussione. E magari allentare qualche pregiudizio.

Qui le recensioni dei precedenti volumi, mentre dell’ultimo è in arrivo a breve:

https://www.lospaziobianco.it/romanzo-esplicito-la-non-storia-di-fumettibrutti/
https://www.lospaziobianco.it/ladolescenza-trans-di-fumettibrutti/
https://www.lospaziobianco.it/sporchi-indipendenti-e-subito-una-raccolta-di-fumetti-brutti/
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