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#58 – L’uomo che non sapeva ridere

23 Marzo 2020
Un Diabolik diverso dal solito, dall'anima comica ma che non ha saputo proprio far breccia nel mio cuore. Anzi, mi ha annoiato.

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.

Lo ammetto oggi non avevo voglia di leggere niente. Lunedì, un altro lunedì di isolamento in questa assurda primavera di Covid-19, il lavoro, i compiti dei figli, Wathsapp intasato di problemi, stanchezza accumulata, voglia di arrivare all’aperitivo quanto prima… Ma mi sono fatto forza e ho pensato di puntare su un fumetto leggero, divertente e senza pretese. Non chiedevo altro. Non chiedevo un capolavoro, non chiedevo qualcosa da ricordare negli anni, solo una lettura un po’ fresca e senza pensieri.

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Purtroppo ho scelto L’uomo che non sapeva ridere, la versione “comica” ufficiale di Diabolik. Una lettura in gran parte deludente, quasi faticosa, con umorismo forzato e smorto e pochissime idee azzeccate in mezzo a tanta mediocrità. Spiace per Silvia Ziche, che non sembra nemmeno al suo meglio se non nelle scene più spiccatamente slapstick. Spiace per Tito Faraci, un professionista, senza dubbio, ma che l’ennesima volta sento distante dal mio gusto, su una diversa lunghezza d’onda, evidentemente non lo capisco e non riesco ad apprezzarlo dai tempi di Topolino Noir (eh già). Fattò sta che questo albetto non mi ha regalato risate e al massimo un paio di sorridi a labbra strette in mezzo a una storia che ho trovato fiacca e a gag che mi sono sembrate senza mordente.

Forse è tutta colpa del lunedì. O del virus.

Mi sembra giusto lasciare spazio all’intervista a Silvia Ziche:

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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