Il silenzio esplosivo degli Ultracani

Il silenzio esplosivo degli Ultracani
Un volumetto elegante, dal layout minimalista: 23 autori che si dividono tra storie mute e illustrazioni. Il collettivo Ultracani presenta un’opera autoprodotta dalla qualità sorprendente e ricca di inventiva.

Mi trovo nella Self Area di Lucca Comics and Games 2019, lontano dalla ressa del Padiglione Montenapoleone o del Palapanini, e ciononostante anche qui vi sono molte persone. Perché è vero, le opere autoprodotte ormai hanno raggiunto un livello artistico e editoriale che non ha nulla da invidiare a prodotti di editori più grandi e strutturati.

Riprendo fiato, butto un occhio sugli stand e a un certo punto, tra copertine colorate e stili molto diversi tra loro, vedo qualcosa di insolito: un volume bianco, lucente, con puntini in rilievo e tre soli punti colorati di blu. Lo prendo, lo sfoglio e mi ritrovo immerso in un mondo bianco e azzurro che cambia in continuazione, un mondo dominato da una sola costante: il silenzio. Alla fine, arrivato in quarta di copertina, un’altra peculiarità: stessa cover lucente con puntini in rilievo e un QR code blu. L’immancabile smartphone mi aiuta a decifrare il codice, aprendo la pagina web del collettivo Ultracani, dove mi viene spiegato il senso del volume che tengo in mano.

···, il volume sullo zero è un’antologia di nove racconti e tredici illustrazioni, realizzate da 23 autori differenti, che ha come protagonista il silenzio più assoluto immerso in un ambiente bianco e azzurro. Un progetto tanto semplice nel concetto di base quanto ambizioso nella realizzazione: a partire proprio dall’oggetto libro, con la particolare copertina a verniciatura UV lucida, per poi passare all’uso della tecnologia del QR code che rimanda non solo alla pagina del collettivo e dei singoli autori, ma anche alla spiegazione dietro le storie. Un modo per unire carta e web, creando un legame multimediale tra opera e autori, tra progetto e collettivo, per comprendere al meglio non solo l’opera, ma anche il processo creativo alle sue spalle.

Il punto forte del volume sta nella libertà che gli autori hanno nell’interpretare il tema di base: stile e storie completamente diverse tra loro si susseguono e intrecciano, creando rimandi e giocando con generi diversi sia di disegno sia di narrazione. Si passa quindi con facilità alla storia di Alberto Philippson, dai disegni grotteschi, deformed e cartooneschi con un finale spiazzante, al racconto di Andrea Milana (uno dei migliori della raccolta), che unisce spiritualismo, fantasy, esoterismo e riflessione sull’essere umano, il suo bisogno innato di comunicazione e lo scontro tra generazioni, tra silenzi antichi e grida troppo giovani.

E a questi potremmo aggiungere l’episodio di Andrea Tanya Marchello e Eleonora Pecchioli, che con un tratto dolce e disneyano creano un mondo post-apocalittico in cui una bambina orfana sopravvive grazie all’aiuto della musica, con note che fluttuano e caratterizzano il paesaggio attorno a lei; o il racconto di Francesco Mazziotta, che con linee sicure ed espressive, con l’abile definizione degli spazi bianchi e blu, parla delle tragedie dei naufragi di migranti nel mar Mediterraneo.

Giuseppe Batteria ci porta invece nello spazio con una storia evocativa caratterizzata da una tavola frammentata e in continuo movimento, in cui corpi e luoghi sono definiti da linee geometriche che passano agilmente da strutture sicure e rettilinee ad altre fluide e curvilinee, mentre Lorenzo Ridolfi ci risbatte sul crudo asfalto con una storia noir brutale e folle, quasi tarantiniana, caratterizzata da uno stile “slapstick”, riconducibile ad alcuni titoli Image come Chew o The Bulletproof Coffin.

E se Luca Galliasso ci conduce negli incubi di una bambina con uno stile che fonde gli incubi lovercraftiani con i racconti per l’infanzia, Marta Agoni e Roberto de Santis ci portano nel mondo delle relazioni tra uomo e donna: la prima con un racconto di violenza di genere tetro e drammatico, narrato con tavole orizzontali che immortalano i momenti cruciali di una relazione malata; il secondo, con uno stile che richiama quello di Brian Fies, ci parla di una relazione in potenza mai nata, di come la paura del futuro possa bloccarci dietro lo schermo di un telefono.

A corredo di questi racconti vi sono le illustrazioni più disparate, oniriche, esoteriche, spiazzanti, grottesche o realistiche, che evocano sentimenti e sensazioni diverse, attingendo ai lati più reconditi dell’interiorità umana. Questo elenco non deve far pensare a una giustapposizione di stili e storie, bensì a un arazzo articolato e sfaccettato, collegato da una sapiente scelta di design e dall’uso del colore, che diventa un vortice impetuoso e trascina il lettore in un mondo di stimoli alla propria fantasia.

Partendo da un concetto forse semplice, ma ambiguo e sfuggente, gli Ultracani realizzano un’antologia centrata, solida e coinvolgente, ritagliando e plasmando uno spicchio di mondi fantastici in cui il silenzio esplode in frammenti pieni di creatività.

Abbiamo parlato di:
···, il volume sullo zero AA.VV.
Autoproduzione, ottobre 2019
160 pagine, brossurato, monocromia – 15,00 €
ISBN:

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