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Il castello invisibile (Anime Factory, 2023)

“Il castello invisibile”: il disagio degli adolescenti in una fiaba anime

8 Settembre 2023
Arriva al cinema con un evento speciale l'11, 12 e 13 settembre 2023 il film tratto dal romanzo di Mizuki Tsujimura.
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Il castello invisibile (Anime Factory, 2023)C’è un periodo dell’adolescenza in cui capita di sentirsi totalmente inadeguati, respinti e indesiderati al punto da voler essere invisibili. Talmente schiacciati dal rapporto con i compagni che serpeggia il desiderio di rifugiarsi in un luogo remoto e lontano da tutti. Accomunati da questo desiderio, i sette protagonisti de Il castello invisibile hanno attraversato un magico specchio della propria camera e sono finiti in un posto apparentemente lontanissimo e isolato che di fatto concretizza il loro bisogno di fuga. È un castello medievale che promette di esaudire il desiderio di uno di loro, a patto che si rispettino alcune regole e che si ritrovi una misteriosa chiave. In quel castello solo Kokoro, Aki, Rion, Subaru, Fuuka, Masamune e Ureshino possono accedervi. E ben presto diviene chiaro anche perché proprio loro hanno avuto la possibilità di entrare.

Con un evento speciale, l’11, 12 e 13 settembre 2023 Anime Factory porta in Italia Il castello invisibile, adattamento cinematografico di Keiichi Hara (Miss Hokusai, Colorful) a partire dal libro di Mizuki Tsujimura: una storia che vuole approfondire il fenomeno del bullismo e degli hikikomori – giovani e adulti che scelgono di isolarsi dalla società – con le allegorie di una fiaba occidentale.

Tsujimura è un’autrice navigata: Il castello invisibile è il suo diciannovesimo romanzo e nel 2017, all’epoca dell’uscita in Giappone, è stato un piccolo caso editoriale che ha collezionato decine di nomination e una manciata di premi come miglior romanzo. È il risultato, oltre che del suo talento di scrittrice, anche della sua laurea in scienze della formazione ed educazione: lo si capisce da emblematici personaggi come la professoressa Kitajima e dalla grande attenzione nel denunciare i punti deboli del sistema scolastico giapponese.

Il castello invisibile
La misteriosa bambina-lupo che amministra il castello

Il film in sole due ore non riesce a cogliere la profondità psicologica di tutti i personaggi come nell’opera originale e non si distingue neppure per una regia particolarmente audace. L’impressione, dal lato tecnico, è di trovarsi di fronte a un anime contemporaneo di media qualità: le animazioni hanno una fluidità mediocre per buona parte del film, se si escludono le scene più significative; gli elementi in CGI sono inseriti con risultati grossolani e l’equilibrio tra scene contemplative e di picco emotivo è pende troppo in favore delle prime, dando allo spettatore l’impressione di procedere a un ritmo molto lento.

Tuttavia gli scenari e il character design (pescato quasi totalmente dall’adattamento manga di Tomo Taketomimolto riusciti accompagnano il crescendo emotivo che, dalla seconda metà in avanti, si fa sempre più intenso fino a esplodere in un commovente finale.

Il castello invisibile (Anime Factory, 2023)
Il primo incontro tra i protagonisti de Il castello invisibile (regia di Keichi Hara, 2023)

In definitiva, se gli aspetti tecnici de Il castello invisibile possono indubbiamente deludere le aspettative, gli elementi narrativi e artistici compensano i punti deboli e restituiscono un film godibile, fatto di splendide ambientazioni ispirate alle favole occidentali più o meno moderne (dai fratelli Grimm a Lewis Carrol) e di una significativa denuncia della sofferenza di milioni di adolescenti (e non solo) legata al bullismo e all’isolamento sociale. Da vedere e far vedere.

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce il giornale per cui lavora ancora oggi sia come grafico che come redattore. Inizia ad amare i fumetti più o meno vent’anni fa quando legge Dragon Ball per la prima volta: da quel momento la sua libreria accetta solo storie con le nuvolette, specialmente se provengono dall'oriente. Disegnare è un hobby che si porta dietro dall’infanzia e che ogni tanto riesce a trasformare in lavoro. Fiero sostenitore della bellezza nella diversità di ognuno, non perde mai la speranza di un mondo sempre più verde.

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