Tu chiamali, se vuoi, graphic novel

Tu chiamali, se vuoi, graphic novel

…Perché ora li trovi anche nelle librerie, con le copertine in lamina d’oro e le pagine patinate in pregiato papiro di baobab.

Perché puoi comprarli allegati al giornale, in edizioni rilegate a colori, con la costoletta lucida che fa la sua porca figura sullo scaffale accanto all’ultimo tomo di Bruno Vespa.

Perché ora ci stanno le copertine “variate” e le “tirature limitate” che più limitate non si può, che dopo che le ha disegnate con la sinistra, il cartoonist l’hanno obbligato a diventare ambidestro, così, per renderle più rare.

Perché l’autore  intervistato alla tivvù, l’ha chiarito alla Bignardi:

“Io non faccio roba per bambini… Io faccio letteratura per immagini.”

E poi dopo di lui la Bignardi ha intervistato il comico di Zelig che presentava la sua ultima opera di letteratura per parole.

Perché una volta i “comic book” erano considerati roba da caccia alle streghe e ora i “graphic novel” sono roba da Premio Strega.

Io – però scusami –la ricordo diversa.

Perché quella roba la leggo fin da bambino. E da bambino ho imparato ad amarla, quando potevo comprarla  in edicola o sulle bancarelle per poche lire.

Perché non c’è edizione lussuosa da scaffale che possa rivaleggiare con l’emozione di un albetto striminzito, nascosto sotto il libro d’algebra, o  tenuto sulle ginocchia in autobus, dopo una giornata di lavoro.

Perché ho studiato che, cento anni fa, quando iniziarono a stamparla, quella roba mica stava sulla carta di lusso, ma proprio sulla carta da giornale, in spazi talmente risicati , e ritagliati a forza, che chiamavano strisce.

Perché quella roba, anzi quelle storie, sono  sempre arrivate a tutti, come direbbe il poeta, quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare.

Perché Gipi, Moebius e Cris Ware mi riempiono gli occhi di poetica meraviglia, ma lo fanno anche Aurelio Galeppini,  Carl Barks e Jack Kirby. E ancora non ho capito che differenza c’è o ci dovrebbe essere.

Perché con un topo disegnato puoi far sorridere l’intera umanità.

Perché con un  topo disegnato puoi far riflettere l’intera umanità.

E sono comunque topi disegnati. Sono comunque fumetti.