Forse non molti sanno che c’è un film italiano nelle shortlist per gli Academy Awards 2026.
Non si tratta di un lungometraggio (purtroppo) ma non per questo faremo il tifo con meno ardore per il gioiellino che è in lizza per le nomination nella categoria miglior cortometraggio animato.
Già nel 2024 abbiamo avuto un pezzetto di Italia addirittura nel titolo vincente di questa categoria, con il corto War is Over tratto da una celebre canzone di John Lennon, in cui un ruolo importante è stato ricoperto dall’artista nostrano Max Narciso.
Quest’anno invece a portare avanti lo stendardo (okay, la smetto con lo stucchevole orgoglio patriottico) è il cortometraggio PLAYING GOD.
Interamente realizzato in stop motion, mescolando diverse tecniche come la claymation, il film ci porta direttamente sul banco dell’artigiano che modella i pupazzi di argilla. La metafora che percorre l’intera sequenza di eventi è quella del “burattinaio” che dà la vita e decide il destino delle sue creature.
La tematica esistenziale è di sicuro impatto emotivo, e la qualità tecnica dell’animazione è di livello altissimo.

Il 22 gennaio sapremo se dalla shortlist il corto di Burani e Gheller è passato alla cinquina delle nomination.
Qualsiasi sia il verdetto, Playing God a mio avviso ha dimostrato che nel nostro paese ci sono creativi di grande caratura e che le istituzioni dovrebbero incentivare maggiormente questo nostro settore dell’animazione.


