Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.
Joe è giovane, ha già un figlio e deve lavorare duramente come cameriere di una pizzeria per cercare di mantenere la famiglia, per dimostrare a sé stesso di poterlo fare. Ma Joe non riesce a star lontano dall’alcool, da una miseria d’animo che sembra radicata profondamente in certe persone, incapaci di opporsi al proprio destino fallimentare.
Noah Van Sciver non risparmia nulla al lettore delle caratteristiche negative del protagonista, senza però colpevolizzarlo mai fino in fondo, mostrandolo debole, trascinato dalle sue stesse mancanze fino a che la vita non sembra metterlo con le spalle al muro. È una storia che mano a mano diventa sempre più pesante da affrontare, che ti schiaccia in attesa di una disgrazia irreparabile. E che poi finisce così, nel mezzo del tutto, non si sa se di fronte a una seconda occasione o alla scusa finale per l’autoassoluzione.
Per Lo Spazio Bianco ne ha scritto Simone Cilli:
