C For Cosplay: intervista a Samuel “MadHatter” Battistini

Samuel “MadHatter” Battistini: il cosplay come hobby e divertimento, ma anche come professione.

Samuel nasce a Lucca il 10 maggio 1990. Attualmente vive in un paesino limitrofo, Filettole, dove ha un piccolo laboratorio, con il quale gestisce e crea accessori e costumistica teatrale, sfruttata soprattutto nel settore del cosplay. Tuttofare per professione si dedica al cosplay come hobby e di solito partecipa a convention limitandosi alla Toscana, regina fra tutte il Lucca Comics & Games, da quando aveva 7 anni. Non partecipa a molte gare, ma nonostante questo è riuscito a vincere premi come Miglior Costume dedicato all’ambito videogames al Cecina Comics & Cosplay 2013 e Miglior Cosplayer Assoluto al Cusplay Pisa nell’edizione 2014 e 2015.

C For Cosplay: intervista a Samuel “MadHatter” Battistini
Ciao Samuel! Grazie di essere con noi. Innanzitutto, a che età e in che modo ti sei avvicinato al mondo del cosplay?
Ciao a te, è per me un grandissimo piacere, anzi grazie di avermi concesso questa possibilità!
Questa è una domanda molto interessante ed è anche abbastanza difficile rispondere, poiché ho sempre avuto grandissimo interesse nella creazione di vari accessori e costumi. Tuttavia, da che ricordi, la primissima volta che mi sono ritrovato a creare, almeno in parte, un costume e relativi accessori inerenti, è stato all’età di 8 anni, per quanto possa sembrar strano o assurdo a causa della tenera età. Ma in fin dei conti cercare componenti, costruire accessori e parti essenziali del proprio costume, immedesimarsi nel proprio beniamino… non sono tutti punti cardine dell’essere cosplayer?

Qual è stato il primo personaggio che hai interpretato e quali problemi hai incontrato (se ne hai incontrati) per la realizzazione di quel primo cosplay?
Il primissimo personaggio di cui abbia vestito i panni, fu l’idraulico nostrano per eccellenza: Super Mario. Tutt’ora riesco ancora a sentire l’emozione del piccolo me, sembra non sia passato neanche un giorno…
Allora non avevo ancora le capacità sartoriali per poter “camminare con le mie gambe” in questo fantastico hobby, la mano di mia madre fu allora essenziale, ma ricordo che appunto fui molto puntiglioso affinché quel completo fosse il migliore mai visto (ovviamente non riuscii ad accontentarmi di normali magliette e salopette in commercio, per cui la povera mamma dovette star dietro alla mia follia).
Costruii anche un intero set di attrezzi da idraulico in polistirolo, con l’attenta supervisione di mio padre (maneggiare lame roventi era pur sempre un po’ pericoloso per un bimbo di 8 anni), che riposi in una cassetta degli attrezzi in plastica decorata di tutto punto per l’occasione in perfetto stile “regno dei funghi”. Non fu proprio una passeggiata, in quanto allora ero alle prese con una nuova tecnica che sfruttai per la realizzazione del mio Mario, appunto la modellazione del polistirolo, ma il risultato mi ricordo riuscì a soddisfarmi molto!
Guardandomi indietro ovviamente il risultato di allora, rispetto ai risultati odierni, potrà sembrare poca cosa, ma nonostante tutto ne vado ancora orgoglioso.

Qual è il personaggio di cui hai vestito i panni a cui sei più affezionato? E quello che ti ha creato più difficoltà?
In verità provo un grandissimo affetto per ogni singolo personaggio che decido di interpretare, ognuno a modo suo ha qualcosa che rimanda a me o ha suscitato in me qualcosa. Se proprio dovessi scegliere, la scelta ricadrebbe non su uno, ma bensì due: il già citato Super Mario, poiché è stato, l’inizio del mio viaggio nel mondo del cosplay, e la mia versione originale (in verità ha molte vesti, ma il personaggio rimane sempre il medesimo) del Cappellaio Matto.
Questo personaggio è la conclusione del mio “ciclo creativo”, o almeno di quello attuale, in quanto in esso ho racchiuso grandissima parte, dell’esperienza raccolta in tutti questi anni: racchiude la componente sartoriale, quella meccanica e quella elettronica. Oltre a questo ha anche elementi più “basilari” come armature e lavorazioni in metallo e resina. Infine ha anche un notevole lavoro di trucco e questo ne fa senz’altro il mio cosplay più completo. È facile capire perché lo ritenga fra i costumi più complessi che abbia realizzato, forse anche il più complesso, a pari merito lo Spaventapasseri dal gioco Batman: Arkham Asylum, ed Abe, dall’omonimo gioco Abés Oddysee.

C For Cosplay: intervista a Samuel “MadHatter” Battistini

Interpreti con molta cura i tuoi personaggi. Come ti prepari prima dei fotoset e prima di salire sul palco?
In realtà non ho una vera e propria tecnica di preparazione prima di uno shooting o di una gara e di fatto ho grandissimi problemi a mantenere la calma. Potrà non sembrare dall’aspetto, ma in verità sono abbastanza ansioso e molto facilmente vado nel panico prima di salire sul palco sotto l’occhio di tantissime persone che mi osservano! Però fortunatamente, una volta o sul palco o davanti all’obbiettivo di un fotografo, mi sopraggiunge un pensiero: ovvero che in quel momento, in un certo senso, “smetto” di esser Samuel e inizio a essere quel dato personaggio che interpreto; di fatto quindi non sono effettivamente io ad esser visto e/o giudicato, bensì “lui”. Questo pensiero mi aiuta a vincere parecchie situazioni in cui l’ansia la fa da padrona.

Confezioni da solo i tuoi cosplay e lo fai anche per gli altri con il tuo Mad Hatter’s Workshop, dove ti occupi sia di costumi che di accessori e parrucche. Quando hai deciso di farne un secondo mestiere? Hai seguito dei corsi o sei autodidatta?
In verità tutto questo è anche successo per una serie di concause: ai tempi non avevo un impiego fisso e ricordo di aver battuto palmo a palmo ogni negozio o quasi nelle zone circostanti a dove abitavo, mi davo tantissimo da fare anche con gli annunci online. Un giorno poi, prendendo il coraggio a due mani, decisi di fare il “salto nel vuoto” e di provare a vedere se a qualcuno interessasse la mia “arte”: misi annunci, creai delle pagine apposite con annessi cataloghi virtuali delle mie creazioni su vari social network e iniziai, spargendo la voce… e andò piuttosto bene! Ne ero entusiasta ed è un’avventura che continua tutt’oggi.
C For Cosplay: intervista a Samuel “MadHatter” BattistiniDi questi tempi poi è un’estrema fortuna avere una fonte di guadagno abbastanza stabile, cosa che in parte devo senz’altro anche alle commissioni, e per questo sono grato infinitamente a tutti quelli che hanno creduto e credono tutt’ora in me, che hanno avuto il coraggio ed il buon cuore di fidarsi di un perfetto “signor nessuno”.
Per rispondere alla seconda domanda ti dirò, non ho mai seguito nessun tipo di corso, né tanto meno ho avuto mai una sorta di maestro o mentore, quindi credo che mi si possa definire un autodidatta. Essendo estremamente curioso per natura sono portato a scoprire nuove cose, e tutt’ora al solo vedere tecniche o congegni per me sconosciuti non posso trattenermi dal cercare ogni modo per scoprire il più possibile a riguardo.

Quali sono i costumi e gli accessori più richiesti? Verrebbe da pensare a quelli più complessi…
Di solito ciò che viene più richiesto è appunto, come hai detto tu stessa, ciò che è più complesso o che richiede particolari tecniche o cure per la realizzazione. In genere non mi vengono chieste creazioni in stoffa, quindi mai niente di “indossabile” a livello sartoriale ma d’altra parte mi vengono spesso commissionate o armi molto elaborate, come ad esempio spade o armi da fuoco provenienti da universi come Final Fantasy o League of Legends, o accessori estremamente particolari, come arti giganti o protesi applicabili con particolari tecniche di trucco cinematografico.
Ultimamente vengono molto richieste anche dentiere che diano l’effetto di dentatura mostruosa o da vampiro. Queste ultime sono molto gettonate, ma sono pochissime fra le tante, e a volte assurde, richieste che pervengono quotidianamente. Ma non dico mai di no a priori a nessuno: dopotutto se lo si può immaginare, lo si può anche creare.

Pensi di continuare sulla via del cosmaking o anche di dedicarti, grazie alle conoscenze apprese, ad altri tipi di costumi e accessori, per esempio per il teatro?
Quello che hai appena detto sarebbe un grandissimo sogno: lavorare nel settore teatrale, sia come attore sia come make-up artist o addetto alle scenografie sarebbe uno dei miei tanti sogni nel cassetto.
Ho avuto anche alcune richieste di collaborazioni da parte di qualche addetto ai lavori, ma, trattandosi sempre di gente che fa ciò che fa per passione e avendo a disposizione davvero scarso budget, niente è alla fine andato mai in porto. Oltretutto compagnie più grandi semmai avessero bisogno di qualcosa, sotto ogni livello di lavorazione, di sicuro si rivolgerebbero a chi ha un nome ben consolidato, non di certo ad un ragazzetto che gioca a travestirsi… Ma sono estremamente fiducioso per il futuro e continuerò ad impegnarmi e a mettere passione in ciò che faccio a prescindere.

 

Sempre più spesso le fiere del fumetto sono invase da cosplayer improvvisati, e gli addetti al settore fumetto tendono a lamentare il fatto che generino confusione e distraggano il pubblico dagli acquisti. Hai qualche opinione in merito a questo crescente interesse verso il mondo dei cosplay? Lo trovi un fatto positivo o ritieni che il fenomeno debba mantenersi su livelli più ‘alti’ ed essere circoscritto alle gare?
Sento parlare spesso di questo e molti si lamentano delle orde di cosplayer nelle fiere fumettistiche, ma se posso esser sincero credo che tutto questo lamentarsi sia privo di significato. Soprattutto per quanto riguarda le fiere italiane, se volessimo fare una media dei cosplay che si possono avvistare in fiera, sicuramente in cima alla classifica troveremmo personaggi provenienti da anime e/o manga: chi ha interesse verso questo tipo di personaggi molto probabilmente ha anche interesse nell’acquistare tutto ciò che sia inerente con l’opera da cui il proprio personaggio proviene, che si tratti di un fumetto, un dvd, un pupazzetto o qualsiasi altro gadget.
Parlando di fatti, ho visto cosplayer entrare in fiera ed uscirne con quantità di gadget, fumetti e affini doppie rispetto al proprio peso e di fatto un cosplayer spende di più rispetto a qualsiasi altro fruitore. Il cosplay a mio avviso è un grandissimo elemento aggiunto a qualsiasi fiera, anche quelle con cui questo hobby ha poco a che vedere, poiché aggiunge tanto “colore” alla manifestazione ed accresce la positività dell’esperienza della fiera in sé, quindi, almeno a mio avviso, ben vengano le invasioni di cosplayer in kermesse con cui poco hanno a che vedere. C For Cosplay: intervista a Samuel “MadHatter” BattistiniIl video del tuo cosplay di Abe (presentato al Cusplay di Pisa 2015) è stato pubblicato anche sulla pagina Facebook ufficiale di Oddworld Inhabitants. Che sensazione hai provato quando lo hai saputo?
Questa è stata una grandissima emozione a dir poco, credo di aver provato qualcosa come diversi arresti cardiaci! Abe è una grandissima icona sia in campo videoludico sia per quanto riguarda il sottoscritto. Non posso nascondere che questo gioco e questo personaggio nello specifico abbiano contribuito in qualche modo alla formazione della mia persona: se oggi sono quel che sono lo devo sicuramente anche ad Abe.
Quel singolo messaggio, che esprimeva l’entusiasmo che hanno avuto Lorne Lanning e Sherry McKenna, i creatori del gioco stesso, nel vedere il mio costume di Abe non solo è stato per me motivo di enorme gioia, ma è stato anche il riconoscimento definitivo dei miei sforzi. Ricevere l’approvazione per un cosplay dagli stessi creatori del personaggio di cui si è realizzato il costume è la soddisfazione ultima a cui ogni cosplayer mira, non riesco assolutamente ad esprimere fino a fondo cosa provo nell’aver ricevuto tale onore.

Quali sono i prossimi eventi a cui ti vedremo partecipare e con quali personaggi?
A esser sinceri, a dispetto di quel che si potrebbe pensare, non partecipo di sovente a eventi o a fiere, di solito apprezzo molto di più eventi come set fotografici o piccoli raduni, forse perché appunto essendo più circoscritti si riesce a scambiare qualche parola più facilmente ed in serenità. Per il momento niente in programma, ma una sola ed unica grande certezza, che cade ogni anno, sin dal 1997, posso dire di averla: Lucca Comics & Games.
Per quanto riguarda i personaggi che ho intenzione di portare passiamo a un’altra grande incognita, poiché il tempo libero a disposizione è davvero esiguo e nel tempo a disposizione mi ritrovo sempre a creare costumistica varia per ordine di terzi. Però un personaggio che mi piacerebbe interpretare, e che si è incuneato di prepotenza fra i miei must, è senz’altro Greninja, un pokémon di ultima generazione proveniente dall’omonimo franchise, quindi in un futuro prossimo può darsi che potrai avvistare un simpatico ninja anfibio dalla pelle blu nei paraggi di Lucca!

 

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