Esce il 19 febbraio, per Alessandro Editore (Editoriale Cosmo) un nuovo volume a fumetti adattato da Lovecraft: “Gli orrori della Miskatonic University”.
Ricorre quest’anno il trentennale della morte di uno dei principali fumettisti del canone italiano, Andrea Pazienza (1956-1988). Appare perfino superfluo sottolineare gli enormi meriti di Pazienza come fumettista: da Penthotal alla partecipazione a Cannibale, interpreti entrambi dello spirito del ’77, e alla fondazione con gli altri “cannibali” di Frigidaire (1980), dove crea un personaggio come Zanardi che è forse la migliore interpretazione degli anni ’80 italiani, di cui l’autore voleva “trovare il segno”. Gli ultimi giorni di Pompeo è una delle più terribili e meno retoriche descrizioni del mondo dell’eroina, e innumerevoli sono le opere che si potrebbero citare. Ma,
L’inquisitore di Gianfranco Manfredi e Antonio Lucchi è il quinto speciale de Le Storie, la collana bonelliana dedicata ad avventure autoconclusive, spesso di ambientazione storica. Anche questo speciale – come sempre, a colori – non fa eccezione, e va a indagare la cupa Spagna del Seicento, un Siglo de Oro letterario che però prelude a un lento, graduale declino di una nazione rimasta prigioniera, appunto, dell’interpretazione più zelante e spietata del Sant’Uffizio dell’Inquisizione. Qui la recensione per LSB del nostro David Padovani, per chi fosse interessato ad approfondire l’albo. A me hanno colpito molto i disegni pittorici di Antonio Lucchi,
Finora, al nuovo esame di maturità non si è mai parlato di fumetto. Sarei lietissimo di essere smentito: però, insegnando italiano alle scuole superiori, utilizzo ampiamente le tracce proposte negli anni precedenti per far esercitare i miei studenti all’esame (sono materiali spesso interessanti, oltretutto): e finora un tema sul fumetto non mi è ancora capitato tra le mani. Nei temi dell’anno scorso si parlava di emoij, che è un argomento degnissimo di essere trattato in un tema di maturità, ma forse una forma espressiva meno rilevante di un medium che ha superato ampiamente il secolo della sua vita “moderna” (anche
Zerocalcare ce l’ha fatta: primo nella classifica di libri venduti al suo esordio. Su questo blog mi occupo, come noto ai lettori, del rapporto tra fumetto e letteratura, con un occhio di riguardo all’adattamento di opere letterarie. Si tratta di un campo in cui, sinora, Zerocalcare non si è cimentato (eccezion fatta per qualche gustosa citazione letteraria sparsa in un prevalere di rimandi più pop: come il Filippo Tommaso Marinetti che viene satireggiato in una riuscita vignetta di Kobane Calling). Il successo editoriale Tuttavia, Zerocalcare rientra indubbiamente nel nostro discorso per un altro motivo: la sua capacità di affermarsi nel
Il recente rinnovamento di Linus sotto la nuova guida di un fumettista come Igort è la notizia del momento nell’ambito fumettistico italiano, ovviamente. Il nuovo corso si ripromette di riportare la testata agli “antichi fasti” della rivista fondata nel 1965: su questo blog, che cerca di indagare il rapporto tra letteratura e fumetto, è una buona occasione per ripassare il ruolo fondamentale del Linus originale anche sotto questo profilo, cercando magari anche di immaginare quale nuovo ruolo potrà avere quello attuale in questo ambito. Sullo “sdoganamento” del fumetto come medium di piena dignità intellettuale il Linus del 1965 fece