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  • Tom & Jerry a New York – Intervista al compositore Itamar Ben Zimra

    Tom & Jerry a New York – Intervista al compositore Itamar Ben Zimra
    Un esclusivo dietro le quinte delle musiche della nuova serie animata, trasmessa anche in Italia su Boomerang.

    Prima di cominciare, ti dispiace presentarti ai nostri lettori?
    Ciao! Mi chiamo Itamar, sono un compositore, arrangiatore, clarinettista e scrivo musica per il cinema. Negli ultimi tre anni ho vissuto a Los Angeles e composto musica per un documentario, diversi cortometraggi e corti d’animazione.
    Sono nato in Israele e la mia è una famiglia di artisti: sono cresciuto tra teatro, fotografia, arti visive e cinema. Il mio viaggio con la musica è cominciato quando ho preso in mano un clarinetto per la prima volta, a sette anni. Dopo cinque anni di studio classico ho iniziato a esplorare il mondo del jazz e dell’improvvisazione, è da lì che è cominciata la mia passione per il suono e la musica come linguaggio.
    Ero circondato da arti visive e performative, ho studiato recitazione e teatro fin da piccolo: ecco perché, mano a mano che la musica diventava una parte sempre più importante della mia vita, il mondo visivo e quello musicale si sono mescolati ed è nata la mia passione per le colonne sonore. Quando ho iniziato a frequentare il college di Berklee per studiare musica, la possibilità di comporre per il cinema è diventata qualcosa di reale.
    Ho sempre avuto una passione per il cinema e l’arte del raccontare, ma l’animazione ha un posto speciale nel mio cuore. La mia idea è che l’animazione sia un medium in cui i mondi sono creati da zero, puramente frutto di immaginazione e creatività, non c’è niente sullo schermo che sia “reale” e credo che questo dia alla musica la possibilità di esprimersi al meglio.

    Come sei stato coinvolto in questo progetto?
    Dicono che quella di Cenerentola sia una storia inventata, ma questo progetto per me la ricorda molto.
    Proprio nel periodo in cui la pandemia è esplosa e ha reso quasi impossibile incontrarsi di persona, ho contattato i produttori e il regista, perché adoravo il loro lavoro. Con mia grande gioia, ho scoperto che la cosa era reciproca e hanno deciso di coinvolgermi in una nuova serie del gatto e del topo sempre pronti a sfidarsi – ma stavolta nella Big City.
    Ovviamente ero contentissimo! Sono cresciuto con Tom e Jerry e per me era qualcosa di eccezionale poter creare quei suoni che mi avevano fatto ridere da piccolo! E che, a dire il vero, mi fanno ridere ancora oggi!

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    La vecchia serie di Tom e Jerry ti ha ispirato nella definizione delle atmosfere, o ti sei basato soltanto sul nuovo materiale e su quello che era già stato girato?
    Se si pensa a Tom e Jerry si pensa per forza anche a Scott Bradley, il leggendario compositore che ha inventato il loro linguaggio fin dall’inizio, dal 1940 al 1958, per più di 150 episodi. Quindi la risposta non può che essere: certo che sì! Ho passato ore a rivedere gli episodi dell’era Hanna-Barbera MGM, cercando di catturare il movimento, il linguaggio armonico, il ritmo, gli strumenti, la costruzione dei temi e soprattutto lo sviluppo dell’intreccio tra musica e storia.
    Questo show è sicuramente più moderno, ha un ritmo diverso ed è disegnato digitalmente, cosa che influisce sulla musica, ma ho cercato di recepire quanto più possibile dell’influenza di Scott Bradley e di amalgamarla con il mio personale approccio al racconto.
    Scott Bradley ha un modo unico di usare l’orchestra per creare musica “brutta” o eccessiva, in grado di trasmettere la componente umoristica e teatrale. In un certo senso, con la follia della musica di Tom e Jerry (e forse anche più in generale, nell’ambito della musica per animazione), va bene tutto! Dissonanze, strane forme e ritmi: non ci sono le regole classiche a definire quello che si può o non si può fare. Ho amato molto questo aspetto perché mi ha permesso di sperimentare e provare cose nuove, nuovi modi di raccontare una storia: essere energico e audace, brutto e bello allo stesso tempo e trovare la giusta musica per esprimere tutto quanto.

    Hai creato qualche tema musicale specifico per i personaggi?
    Ho cercato di utilizzare al massimo i temi ricorrenti, perché è un modo di aiutare il pubblico a creare un legame con la storia e i personaggi. Dato che ogni episodio ha ambientazioni e personaggi diversi (e probabilmente anche per il fatto che c’era un altro compositore a lavorare su altri episodi) gli stessi Tom e Jerry non hanno tanti temi ricorrenti come li avevano nella versione classica di Scott Bradley. Però ho creato temi per i nuovi personaggi. Ad esempio, in “Come Fly With Me”, Jerry fa amicizia con un piccione a Central Park. Ogni volta che compare, il piccione è accompagnato dal suo tema musicale, a volte in una variazione più distesa, altre volte in una più felice o trionfante. In questo modo le emozioni del personaggio sono rafforzate e questo aiuta il pubblico a identificarsi con lui.
    In “Stormin’ the Doorman” ho voluto sottolineare il clima freddo di New York. Ho creato un tema ricorrente per il vento, che si sente ogni volta che lo vediamo soffiare e che vediamo Tom e Jerry rabbrividire dal freddo.
    Un altro esempio è un breve tema romantico tra Tom e Toots in “Billboard Jumble”.
    Ci sono molti altri esempi. Anche se c’è quasi sempre un sottofondo musicale, si possono individuare temi ripetuti in quel caos che è Tom e Jerry.
    Credo che utilizzare i temi ricorrenti in un modo estremamente enfatico e ovvio sia una parte fondante del linguaggio di Tom e Jerry, e aiuti anche a sottolineare la comicità delle scene!

    Hai usato qualche strumento particolare per la serie tv? Nel caso, puoi dirci quali?
    Ho utilizzato quasi sempre un’orchestra sinfonica tradizionale, con un tocco di big-band jazz e sezione ritmica. È stata una scelta in linea con la decisione di rimanere fedele alla tradizione di Tom e Jerry, in cui i passaggi dell’orchestra diventano elementi della storia.
    Jerry spesso è interpretato dall’oboe, Tom dal trombone, e in generale c’è un miscuglio di motivi swing che derivano dalla prima messa in onda della serie, negli anni Quaranta.
    Ho cercato di usare suoni simili, magari con arrangiamenti diversi. E anche in questo caso non ci sono regole “classiche” da applicare! Per fare in modo che una scena sia ridicola, buffa, triste, o qualsiasi altra emozione debba suscitare, si possono utilizzare tutti i mezzi, anche quelli che sembrano essere i più “sbagliati”.
    Trovare gli strumenti giusto è fondamentale per guidare il pubblico a capire cosa provare o pensare.
    Ad esempio, anche se Jerry è spesso accompagnato da un oboe dai toni leggeri, come tutti ci aspetteremmo per un , se si arrabbia sul serio allora posso affiancargli una tuba che suoni una melodia ridicola, per creare contrasto.

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    Ti confronti con i produttori prima di comporre la musica?
    Per lo più, no! Sono veramente fortunato per il fatto che Darrel, il direttore, abbia fiducia in me e mi dia carta bianca nel raccontare la storia con la musica.  Sa che sono “di casa” con la tradizione di Tom E Jerry e con le caratteristiche e l’utilizzo del “Mickey_mousing” [tecnica di composizione musicale che sincronizza effetti sonori e musica ndr] così è stato naturale per me prendere la giusta decisione. Ovviamente dopo ogni episodio io presento la musica e magari aggiungo un paio di note per indirizzare la visione del produttore e o del regista, ma non mi capita spesso e sento che abbiamo una buona connessione e comunicazione.

    Il recente film di Tom e Jerry diretto da ha visto una resurrezione dell’animazione classica al posto della CGI vista spesso in molte serie animate. Questo ti ha aiutato nel lavoro su questo progetto?
    Anche se il film è basato sulle location del film ed è una sorta di reboot della storia di Tom e Jerry in questo grande hotel di NY, non ho guardato il film!
    So che sarà veramente differente dal nostro show e simile al formato e al taglio dei vecchi Tom e Jerry, episodi di 6-7 minuti autoconclusivi. Così il film non mi ha assolutamente influenzato.
    Penso davvero non ci sia altro oltre al disegno a mano, all’aspetto grezzo e al tocco personale dell’animazione classica. La nostra produzione ha disegnato moltissimi elementi influenzati dalla vecchia versione che io ho amato molto.

    Ci puoi descrivere nel dettaglio il tuo modo di lavorare?
    Può sembrare un po’ spaventoso all’inizio, vedere tutte queste cose che succedono sullo schermo ma senza alcun suono! Succedono così tante cose sulle schermo in ogni momento che può essere davvero una buona idea cercare di costruire una linea di come si sviluppi la musica. Oltretutto, specialmente con Tom e Jerry in cui è sempre forte, l’obiettivo più importante è commentare o amplificare ciò che vediamo. Quindi il trucco è scegliere i momenti giusti.
    Parto dal tema principale se penso che ci sarà un personaggio, una location o un atmosfera che si ripeterà nell’episodio. Quindi cerco di svilupparlo e suonarlo in modi differenti, cercando, nello stesso tempo, di pensare a un tempo base o a un battito per vedere cosa stia meglio in ogni parte dell’episodio e come si legano da un passaggio all’altro.
    Ma dopo tutti questi progetti e idee, non faccio altro che ritornare dall’inizio alla fine e lo costruisco attraverso i momenti principali e faccio il mio viaggio passando da uno all’altro. I passaggi sono veramente importanti; è come cucinare ed essere capaci di collegare tutti gli ingredienti e farli diventare un pasto. Spero sia saporito!
    Sono un po’ di vecchia scuola nel mio modo di produrre, mi piace scrivere la musica con carta e penna e mi piace immaginarla nella mia testa solo con il piano. Poi trasferisco la musica alle annotazioni se ho bisogno di registrare delle parti. Dopo tutto viene prodotto e mixato al computer incrociandolo con le immagini e spedito per l’invio. Con la  tecnologia moderna che ti permette di usare strumenti semplificati, è importante essere capaci di sentire la musica nella tua testa o avere almeno una visione prima, non lasciare semplici dettati di ciò che devi o non devi fare.

    Cosa ci dici dei tuoi progetti futuri?
    Lo show “Tom e Jerry a New- York” ha cominciato a essere trasmesso negli USa dal 1° luglio e da allora ho fatto un sacco di cose differenti. Ho fatto delle registrazioni di clarinetto per alcune colonne sonore di film e spettacoli e sto aspettando la loro uscita.
    Ho anche fatto il tema principale per un podcast intitolato “Dice e Pizza” incentrato su un gioco tipo Dungeons and Dragons. Sono fortunato ad avere differenti progetti che mi richiedono differenti generei di musica, mi mantiene fresco e mi tiene in forma l’orecchio.
    Come ho detto prima, l ‘animazione è una mia grande passione e cerco di lavorare su altre animazioni in tutti i suoi gerneri.
    Ma Tom e Jerry avranno sempre un posto speciale nel mio cuore.

    Traduzione di Walter Troielli e Silvia Pellicciotta.

    Intervista realizzata via mail a ottobre 2021.

     

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