The Promised Neverland: una corsa verso il successo

The Promised Neverland: una corsa verso il successo
Il manga scritto da Kaiu Shirai e illustrato da Posuka Demizu ha raggiunto un successo travolgente in tutto il mondo per la sua trama accattivante e dinamica: una corsa verso la libertà che porta un gruppo di orfani a fuggire dalla loro condizione di prede e oppressi.

cover_Approfondimenti Il panorama fumettistico giapponese sforna continuamente nuovi titoli, storie accattivanti e meno, scritte da veterani del settore o da artisti emergenti, con ferree cadenze settimanali o estenuanti  attese prolungate a cui i mangaka obbligano i loro più affezionati lettori. Ci sono storie banali, ripetitive, già viste, ma anche opere spesso denigrate senza il supporto di un’effettiva analisi/visione critica.

In questi anni di continue sperimentazioni e ricerca di novità si affacciano progetti che potremmo definire “scommesse”: lo sono in primis per gli autori, che devono essere in grado di cavalcare l’onda propizia per non rischiare di affogare nell’oceano della concorrenza; per gli editor, che devono fare i conti con un mercato quasi saturo di proposte; e infine per il pubblico, chiamato a scegliere tra un’infinità di prodotti, determinando così il loro successo o fallimento.

I nuovi titoli concorrono per aggiudicarsi un modesto apprezzamento sulle pagine delle riviste-contenitori che affollano gli scaffali giapponesi, attraverso sondaggi di gradimento somministrati ai lettori. Se alcune serie subiscono una definitiva chiusura a causa dello scarso gradimento, altre riescono a vedersi consacrate come potenziali campioni di incassi e successo.

In altre parole, il mercato nipponico, così saturo di prodotti fumettistici, è costretto a puntare su una modestissima fetta di essi, capaci di assicurare introiti commerciali adeguati alle spese di pubblicazione e diffusione.

Negli ultimi anni non sono molte le nuove serie che sono riuscite a farsi strada nella “giungla” delle proposte editoriali: bisogna al contempo riconoscere che esse sono state in grado di raggiungere delle vette molto alte di gradimento da parte del pubblico. Esempi come My Hero Academia, The Seven Deadly Sins, Black Clover, One Punch Man ne sono la dimostrazione. Ma un altro titolo, forse più di questi ultimi citati, è riuscito ad imporsiprepotentemente sul mercato e nel cuore dei lettori giapponesi e non.

Un nuovo titolo si affaccia sugli scaffali  giapponesi

Il 2016 vede l’esordio sulle pagine di Weekly Shonen Jump di una nuova serie manga, sceneggiata da Kaiu Shirai ed illustrata da Posuka Demizu: The Promised Neverland.

Il successo è immediato:la sua attuale serializzazione conta milioni di copie vendute in tutto il mondo, The Promised Neverland si è decisamente affermato come manga rivelazione degli ultimi anni. Una trasposizione animata delle vicende narrate nei primi cinque volumi si è da qualche mese conclusa in patria (da noi è curata dal servizio di streaming VVVID) e ha riscosso un notevole plauso del pubblico, tanto da esserne stata immediatamente annunciata una seconda serie a partire dal 2020. In patria il manga ha raggiunto il quindicesimo volume, mentre in Italia, edito da JPop, è da poco uscito l’undicesimo.

Supportato da una trama forte, tratti visivi suggestivi e colpi di scena eccitanti, il titolo riesce a rivaleggiare nelle classifiche settimanali con serie molto note come One Piece o L’attacco dei giganti.

Il manga ha una trama che poggia le sue basi su premesse semplici e apparentemente lineari: Emma, Ray e Norman sono tre orfani che trascorrono le loro giornate nella tranquilla Grace Field House, accuditi da Isabella, l’amorevole “mamma” che si prende cura dei piccoli ospiti dell’orfanotrofio. La loro piacevole vita viene completamente sconvolta quando Emma e Norman vengono a conoscenza dell’oscuro segreto che si cela dietro l’istituto e meditano una dolorosa fuga verso l’ignoto. Oscuri demoni governano il mondo: gli istituti in cui vengono allevati gli orfani altro non sono che fattorie predisposte per l’allevamento massivo di carne da macello, bambini umani il cui cervello è la prelibata pietanza prediletta dai demoni.

Iniziano così le vicissitudini che portano i protagonisti ad allearsi per riuscire a scappare dall’istituto alla disperata ricerca della libertà e della sopravvivenza. Il loro scopo è quello di raggiungere il mondo degli umani: gli incontri durante la loro fuga non mancheranno, così come gli scontri con i demoni e i loro alleati. Con il proseguire dei volumi, le vicende si concentrano sulle strategie adottate dai bambini per sopravvivere al mondo ostile, e sulla lotta quotidiana che devono affrontare per raggiungere la loro meta: la terra promessa dove vivono pacificamente gli uomini.

Ma qual è la ricetta magica che ha permesso a The Promised Neverland di fare breccia nel saturo mercato fumettistico nipponico? Cerchiamo di sviscerarla punto per punto.

La trama

Il tessuto narrativo nel complesso è decisamente intrigante. I cliffhanger, i colpi di scena improvvisi e il ritmo incalzante della narrazione permettono una tensione emotiva costante che accompagna il lettore nella lettura dei volumi.

L’atmosfera claustrofobica, alienante e straniante è amplificata dai ritmi serrati della narrazione, una sorta di corsa contro il tempo visiva che si traduce in una accelerazione incontrollata del flusso diegetico, che comporta un coinvolgimento dinamico e una partecipazione costante al pathos che traspare dal racconto.

Sono stati adottati, dunque, degli accorgimenti visivi e degli espedienti narrativi “ad hoc” che facilitano l’immedesimazione emozionale del lettore. La fuga dei bambini dall’orfanotrofio-fattoria è descritta in modo molto accurato, le strategie adottate dai protagonisti sono alquanto studiate e ponderate: nulla è frutto del caso, ogni particolare viene analizzato dettagliatamente. Ciò porta nel lettore a un crescendo di tensione mista a curiosità, a una condivisione dei pensieri e delle strategie dettate dallo spirito di sopravvivenza. Anche noi ci immergiamo e condividiamo la frenesia degli orfani: cosa faremmo se ci trovassimo nella stessa situazione di pericolo? Ci dovremmo ingegnare per cercare disperatamente una via di fuga.

L’ambientazione claustrofobica di Grace Field House è studiata dettagliatamente per incutere nel lettore una sensazione di spaesamento, una voglia di uscire al più presto da una condizione di oppressione: questo ci porta a continuare la lettura e a fare il tifo per i protagonisti. È grazie a loro se possiamo liberarci da una bolla che ci soffoca, che non ci permette di respirare;è grazie alla loro fuga che si dischiude un mondo più vasto, ma al contempo perturbante: il mondo esterno non è un luogo così paradisiaco come i bambini avevano inizialmente immaginato.

Ogni capitolo introduce un piccolo frammento di un puzzle molto più grande: piccoli dettagli che fanno scoprire piano piano il grande progetto e l’enorme e orrorifico mondo in cui vivono i protagonisti. Antiche leggi regolano i rapporti tra umani e demoni secondo un rapporto di sudditanza e scappare da questo sistema è quasi impossibile.

Una nuova meta da trovare, un nuovo obiettivo da raggiungere sono il leitmotiv che guidano la linea narrativa e che garantiscono un’attenzione costante da parte del lettore, curioso sempre più di conoscere il destino che attende i protagonisti alla fine del loro viaggio.

Gli ultimi volumi usciti introducono nuove dinamiche e numerosi indizi utili per la comprensione e il proseguimento dell’azione narrativa. Il viaggio dei protagonisti è disseminato di trappole, ostacoli da superare per raggiungere il livello successivo che gli permetta di proseguire il loro percorso di crescita e di sopravvivenza verso la libertà finale. I demoni che devono affrontare si configurano come i boss intermedi di un videogioco, che hanno il compito di preparare i protagonisti fisicamente e mentalmente allo scontro finale.

La scansione in archi narrativi che circoscrivono le tappe del viaggio dei protagonisti permette un’individuazione più schematica delle vicende e delle dinamiche narrate: ogni arco inquadra in modo definitivo un tassello dell’evoluzione dell’azione dei personaggi stessi, attraverso una dilatazione del pensiero e una schematizzazione delle fasi che li conducono verso la meta finale.

I personaggi

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I protagonisti di The Promised Neverland sono principalmente tre: Emma, Ray e Norman. Sono loro i primi a scoprire il segreto dell’istituto e dell’oscuro mondo che li circonda. La loro caratterizzazione è ben strutturata, il loro temperamento scaltro e deciso fa di loro dei personaggi forti, con cui immedesimarsi empaticamente: si instaura tra lettore e personaggio un rapporto di ammirazione e al contempo di compassione per la loro condizione di reclusione e impotenza.

La perdita del loro amico Norman porta Emma e Ray ad un’evoluzione: se da una parte diventano ancor più decisi e consapevoli della loro forza mentale e fisica, dall’altra cercano di affinare le loro doti strategiche per sopravvivere nel mondo esterno e proteggere i loro fratelli.

Al fianco dei tre protagonisti troviamo altri personaggi con una caratterizzazione ben definita e di particolare rilievo nella narrazione: Don, Gilda e Phil sono i comprimari che assumono maggior importanza dopo Emma, Ray e Norman. Se Don e Gilda possono essere inquadrati come un gruppo a sé stante, a cui i protagonisti affidano compiti di ricognizione e assistenza, Phil è una figura ancora emblematica: è l’unico bambino molto piccolo a conoscere il segreto dell’istituto, a lui è affidato il compito di favorire la fuga dei più grandi rallentando le azioni di Isabella. Attenderà nell’istituto il ritorno dei suoi fratelli, portando dentro sé un fardello molto più grande di lui.

Isabella è l’apparente nemico dei protagonisti: una donna forte, sicura di sé, dedita al suo lavoro di allevatrice, ma al contempo madre amorevole e presente, che dimostrerà nel corso della narrazione un lato umano e sensibile. Si oppone con tutte le forze alla fuga dei suoi bambini, ma nel momento in cui prende coscienza dell’impossibilità di fermarli manifesta la propria impotenza davanti all’irrefrenabile istinto di libertà.

Negli ultimi volumi usciti aumenta il numero di antagonisti (o presunti tali) che ostacolano oppure supportano la rivalsa dei protagonisti.

I demoni sono i nemici assoluti, il cui unico scopo è quello di cacciare le prede per nutrimento o semplicemente per diletto personale. Quelli della riserva di caccia Goldy Pond si presentano come vere e proprie minacce per la sopravvivenza dei protagonisti, che devono essere annientate per garantire lo svolgersi della narrazione. Sono degli ostacoli da superare, dei boss da sconfiggere per sbloccare nuovi livelli e proseguire con l’avanzamento della fuga verso la terra promessa.

I bambini di Grace Field House possono contare anche su comprimari umani che, inizialmente rappresentati come una minaccia, si rivelano dei validi alleati e delle risorse importanti per la sopravvivenza e la sussistenza. Il “signore” (di cui ancora non conosciamo il nome) si presenta primariamente come colui che bloccherà il viaggio dei protagonisti, spaventato dalla possibilità di perdere i propri beni vitali a causa del consistente numero di bambini che occupano la sua base segreta sotterranea; ma ben presto si rivela un valido alleato, che non solo garantisce un tetto sotto il quale nascondersi dalla minaccia esterna dei demoni, ma addirittura fornisce armi in grado di abbattere i nemici. Minerva è la figura mitica che guida i protagonisti alla ricerca della libertà: è colui il quale dissemina nell’istituto indizi necessari per fuggire dall’orrido destino che li affligge. Probabilmente morto, aiuta virtualmente i bambini a trovare una via di fuga dal mondo dei demoni.

I disegni

La ricchezza di particolari e la minuzia del tratto rendono The Promised Neverland un manga decisamente godibile dal punto di vista visivo. I segni grafici sono chiari, netti, sottili e precisi: i disegni risultano così molto delicati ed estremamente equilibrati, armoniosi nelle loro forme ben studiate e calibrate.L’anatomia dei personaggi è asciutta e costruita seguendo canoni realistici molto attenti al bilanciamento delle forme e della struttura fisica.

Le figure umane si stagliano su sfondi naturali costruiti su piani lunghi e lunghissimi: i fondali sono delineati seguendo linee prospettiche molto ampie, in modo da offrire allo sguardo del lettore un quadro d’insieme del luogo che circonda i personaggi. A volte le inquadrature risultano stranianti, a tratti deformate, adottando un espediente visivo che renda la sensazione di vertigine che caratterizza la narrazione in quel frammento diegetico. Le differenti angolazioni delle inquadrature amplificano nel lettore sensazioni contrastanti, sapientemente pilotate dagli autori: un gioco di forme e dimensioni porta a percepire in modo diverso ambienti, personaggi, situazioni.

L’impostazione delle tavole è lineare e ben strutturata: il passaggio da una vignetta all’altra è costruito seguendo una griglia ben definita, permettendo una lettura fluida ed una comprensione chiara della sequenzialità narrativa. L’inserimento di splash page molto dettagliate dal punto di vista visivo rappresenta una boccata d’aria tra la frenesia del susseguirsi delle inquadrature, un momento di stasi narrativa e visiva che preludeuna nuova corsa contro il tempo e lo spazio.

Una storia che ha trovato la sua strada

The Promised Neverland è riuscito ad imporsi nel cuore di migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo per la sua ricetta speciale, che fonde gli elementi che abbiamo sopra elencato ed analizzato. Ma non è tutto qui. Perché se un titolo attrae ci sarà sempre una motivazione che trascende le mere speculazioni tecniche: quel gusto particolare che ricopre come un velo l’opera, quel coinvolgimento emotivo che trascina come una sirena ammaliatrice il lettore fin dalle prime pagine nel gorgo della narrazione, quel piacere mistico che si prova a sfogliarlo volume dopo volume, quella voglia irrefrenabile di sapere come continuerà la storia e l’impossibilità di smettere di leggere sono peculiarità innate, che difficilmente si possono analizzare a tavolino. La bravura degli autori e lo stampo mitico che essi riescono a conferire ai propri prodotti letterari permettono il successo delle opere, garantendo loro l’apprezzamento entusiastico da parte del pubblico. The Promised Neverland ci è riuscito: si è aggiudicato un posto d’onore nella vetrina letteraria mondiale del panorama fumettistico nipponico.

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Abbiamo parlato di:
The Promised Neverland #1/9 (in corso)
Kaiu Shirai, Posuka Demizu
Traduzione di Carlotta Spiga
JPop, 2017/2019
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,90 €
ISBN: 9788832752823

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