“QUELLI CHE A LIVORNO”: in uscita la graphic novel sul XVII Congresso del PSI

QUELLI CHE A LIVORNO
cronaca di una scissione

Sceneggiatura di Silvano Mezzavilla
Disegni di Salvagno
Prefazione di Michele Serra

QUELLI CHE A LIVORNO-min

Il fumetto, nella sua lunga storia, ha raccontato l’avventura e i suoi miti, ha declinato ogni possibile sfumatura della satira e dell’umorismo, ha fornito al romanzo ulteriori modalità espressive ed è anche diventato graphic journalism, cioè strumento divulgativo, capace di informare i lettori e di renderli partecipi della realtà e della Storia.

Ed ecco il proposito di QUELLI CHE A LIVORNO edito da Kellermann , informare i lettori sui fatti svoltisi nei giorni tra il 15 e il 21 gennaio 1921 durante il XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, conclusosi con la scissione della Frazione Comunista. La sceneggiatura, ad opera di Silvano Mezzavilla, non lascia spazio ad opinioni o fraintendimenti: i dialoghi sono ripresi dal Resoconto stenografico del XVII Congresso Nazionale Partito Socialista Italiano (Edizioni Avanti!, 1963), e quando non documentati, sono formulati con verosimiglianza. Protagonista scelto per un viaggio a ritroso nel tempo dall’ultimo decennio dell’Ottocento fino ai primi due del Novecento è Luigi Repossi, il Gin di Porta Cicca, operaio milanese diventato sindacalista e poi parlamentare.

«Ho cercato di essere evocativo – racconta Salvagno, nel ruolo del disegnatore – suggestivo, documentato ma mai pienamente e coerentemente “realistico”. È importante che si colga la realtà degli avvenimenti, delle loro motivazioni e che la loro r a p p re s e n t a z i o n e v i s i v a r i m a n g a s o l o u n o “strumento”». Un lavoro, il suo, di osservazione attenta e studio della Storia, delle ambientazioni e dei personaggi che hanno caratterizzato quegli ambienti e quei momenti peculiari. Nei disegni a matita si coglie la realtà con sincerità senza andare oltre l’obiettivo esplicativo dell’opera: rappresentare una cronaca dei momenti salienti del Congresso.

“Questo libro ha il merito di riportarci precisamente a quei momenti e quell’entusiasmo. Lo fa con la forza evocativa del , che mostrandoci i volti, l’abbigliamento, i luoghi, proprio quelle persone, proprio quel presente, ci cala nell’epoca e impedisce le troppo facili interferenze del senno di poi”. Dalla prefazione di Michele Serra.

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