I fumetti Disney di settembre 2020

I fumetti Disney di settembre 2020

Bentornati su Lo Spazio Disney!
Dopo alcuni post “di riscaldamento” il blog acquisisce la sua struttura principale, quella di appuntamento fisso in cui fare il punto delle uscite Disney del mese secondo il mio personalissimo punto di vista.
Here we go!

L’edicola di settembre

Per quanto riguarda lo scaffale del vostro giornalaio di riferimento, non ho granché da segnalare. I sommari di Zio Paperone, Paperino e affini di questo mese non contengono storie di particolare rilievo per le quali consigliarne l’acquisto a chi non le avesse mai lette.

Le due segnalazioni da edicola che sottopongo alla vostra attenzione sono I Grandi Classici Disney #57 e Cronache dal Papersera #4, due serie che bene o male valgono sempre il loro prezzo.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Grandi_Classici_57Per quanto riguarda I Grandi Classici siamo di fronte in realtà a un numero un po’ meno ispirato rispetto a quelli dei mesi scorsi. Diciamo che manca la storia di punta effettivamente imperdibile, di solito presente in apertura di albo o all’interno della sezione tematica.
Ciononostante, ritengo che le chicche non manchino nemmeno in quest’occasione: Topolino e il giornalismo di campagna, per esempio, non è nulla di indimenticabile e ha conosciuto negli anni già diverse ristampe, ma è un’onesta storia scritta dal veterano Carlo Panaro con un buon piglio e che gode peraltro dei disegni di un Giovan Battista Carpi che, se pur in fase vagamente calante per via dell’età, mantiene un tratto affascinante e sottile, con alcune trovate grafiche eccezionali.
Paperino e la gara dei grattacieli di Jerry Siegel e Guido Scala è un’avventura costruita a gag che riesce a divertire con un dinamismo comico non indifferente, venato di quella follia che lo sceneggiatore ha spesso dimostrato nella sua produzione disneyana, con esiti solitamente più impattanti ma che anche qui, pur in misura minore, non mancano. I disegni di Scala, specie nel ritrarre le espressioni di Paperino, contribuiscono non poco alla riuscita dell’atmosfera urbana ma “estrema” dell’avventura.
Passando alle “Storie Superstar” (dedicate questo mese agli animali preistorici) spicca indubbiamente Paperino e la carica dei dinosauri, classicone di Carl Barks del 1957 dotato di un intreccio appassionante e di un disegno che trova il suo apice nel ritrarre la giungla con i suoi sfondi e animali, oltre che nella roboante quadrupla della penultima pagina.
Cito anche Zio Paperone e il giocattosauro perché rappresenta una buona prova di Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano: non è tra le storie più ricordate tra quelle realizzate dai due autori in coppia, ma si configura come una lettura veloce, dinamica e soddisfacente.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Papersera_8Passando a Papersera, valgono le considerazioni di carattere generale espresse la settimana scorsa nella mia “guida” alle testate disneyane.
Anche questo albo settembrino contiene un mix equilibrato di storie americane degli anni Settanta e brasiliane degli anni Ottanta e Novanta, come sempre tutte brevi e ambientate nella redazione del quotidiano in cui lavorano Paperino e Paperoga. Tra quelle più divertenti nomino Zio Paperone e i fiocchi d’avena, Zio Paperone e la conquista del mercato, Zio Paperone e il becco nuovo e l’inedita Un’inchiesta piena di magia.
Degno di nota l’articolo extra scritto dal curatore della serie, Francesco Gerbaldo: ben quattro pagine per parlare del Manual de Peninha, pubblicato in Brasile nel 1973.
Si trattava di un manuale illustrato di giornalismo (analogo nel concept a quello celeberrimo e tutto italiano delle Giovani Marmotte) contenente tante indicazioni e curiosità su questa professione con corredo di diversi disegni disneyani, spesso con Paperoga protagonista, e chiaramente ispirato dal ciclo di storie del Papersera.
Un approfondimento che ho apprezzato particolarmente perché attesta una volta di più quanto questo progetto goda di una cura che va oltre la semplice selezione di storie da ripubblicare, e che già si può cogliere dal recupero di avventure mai tradotte finora per l’Italia.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Definitive_DD5Per amor di cronaca segnalo anche che a settembre è uscito il n. 150 di Disney Big.
Di questi tempi è un traguardo significativo per una testata da edicola, celebrato anche dalla copertina di Corrado Mastantuono. Oltre a questo, però, tra le storie contenute non c’è nulla di particolare da consigliare al lettore saltuario.

Infine… fan di DoubleDuck in ascolto, gioite! È uscito il nuovo numero della Definitive Collection, il quinto dedicato alla versione 007 di Paperino (ovviamente, come da diverso tempo, non ci sono altri contenuti extra oltre alle storie, ma tra queste segnalo almeno Agente Zero di Francesco Artibani, piuttosto importante per la serie e ben scritta). Un passo in più verso il completamento della saga all’interno di questa collana.
E all’interno vengono anticipate le future uscite: il prossimo aprile sarà il turno del settimo volume di Fantomius, la serie di Marco Gervasio dedicata al ladro gentiluomo degli anni Venti che ispirò Paperinik, e a giugno toccherà ancora a DoubleDuck. Gli aficionados della testata e delle suddette saghe dovranno quindi aspettare un po’ di mesi per i prossimi albi.

La fumetteria di settembre

Dopo diversi mesi di stop pressoché totale delle esclusive per fumetterie, torna a muoversi qualcosa in questo canale di vendita: ben tre Disney De Luxe!

Spazio_Disney_Settembre_2020_Deluxe2Vengono innanzitutto ristampati i De Luxe di Dracula di Bram Topker (storia di Bruno Enna, Fabio Celoni e Mirka Andolfo) e di PK: Droidi (storia di Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone), entrambi esauriti nella loro prima stampa e ora riproposti in una riedizione con nuovo disegno di copertina.

Dracula è una gran bella parodia dell’immortale classico della letteratura di Bram Stoker, rivisto in ottica disneyana dall’acume di Enna e graziato dai fantastici disegni di Celoni. È stata ristampata davvero tante volte, ma se ancora non l’avete letta e non avete voglia di andare a cercare precedenti volumi, questa è l’occasione giusta per godervela e inserirla nella vostra collezione.

Droidi rappresenta l’ultima storia del rilancio di PK su Topolino, prima che la serie dedicata alla versione hi-tech e maggiormente supereroistica di Paperinik conoscesse una nuova incarnazione direttamente su Topolino Fuoriserie.
Ciononostante, è abbastanza slegata da eventi di continuity degli episodi precedenti ed è quindi apprezzabile anche a sé stante, con i suoi deliziosi echi alla Blade Runner e le fantascientifiche matite digitali di Sciarrone.
Devo purtroppo segnalare un difetto in questa edizione: in una vignetta spariscono goffamente due balloon presenti invece nella prima pubblicazione sul settimanale, rimanendo però le “freccine” che porterebbero alle nuvolette di testo, problema evidentemente nato lavorando su livelli in fase di impaginazione.
Il fatto è ancora più grave se si pensa che questo incidente di percorso era già presente nella prima versione in De Luxe, un anno fa, e tra pagine social e forum specializzati in fumetto Disney venne fatto notare a più riprese. “Rumore” che non è bastato a far sì che il pasticcio venisse risolto in occasione di questa ristampa, realizzata evidentemente 1:1 senza troppi interventi (cover inedita a parte), considerando che anche i contenuti extra sono i medesimi visti lo scorso novembre.
Peccato.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Deluxe1La terza Disney De Luxe ospita invece una storia alla sua prima ristampa dopo l’esordio su Topolino quasi due anni fa: Orgoglio e pregiudizio, adattamento dell’omonimo romanzo di Jane Austen ad opera di Teresa Radice e Stefano Turconi, qui alla loro ultima prova disneyana (finora?).
L’opera originale era chiaramente nelle corde narrative di Radice, che fa della poesia la sua cifra stilistica, e permette di osservare in maniera peculiare i personaggi principali del cast dei Paperi nei panni dei protagonisti del libro, andando a formare anche nuovi intrecci relazionali tra di loro sulle orme della trama originaria. La storia è intensa e raffinata, anche grazie agli ispiratissimi disegni di Turconi, che ricorre a tratteggi per ricordare le incisioni d’epoca e a omaggi all’arte del periodo storico di riferimento, dimostrando la consueta cura nella rappresentazione degli abiti e nell’aspetto dei personaggi. Vignette davvero strepitose.
Consigliato quindi l’acquisto di questo volume: sicuramente per chi si è perso la storia al suo primo passaggio sul “Topo”, ma anche per chi l’avesse già letta allora e volesse godere delle tavole in formato maggiore, che nel passaggio sul pocket apparivano in effetti un po’ compresse e non permettevano di godere appieno del tratto del disegnatore.

Per quanto riguarda i contenuti extra, invece, c’è veramente poco da segnalare: una mezza pagina introduttiva firmata dall’editor Stefano Petruccelli, qualche matita con le indicazioni di colore del disegnatore e un paio di facciate dedicate alla copertina del volume, la prima per permettere a Stefano Turconi di spiegare i criteri di cui tiene conto nella realizzazione di una cover e la seconda per mostrare quattro bozzetti di prove scartate.
Insomma, tutto molto scarno; oserei dire che era più interessante il dietro le quinte presente sul Topolino che anticipava la pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio di quanto contenuto in quella che dovrebbe essere l’edizione definitiva della storia! Anche perché in quel caso gli autori almeno parlavano del loro approccio alla materia, delle scelte fatte, della documentazione raccolta e quant’altro, mentre qui l’unico approfondimento si concentra sulla sola copertina.
È un peccato, ma è anche vero che questa povertà di contributi è in continuità con le ultime uscite della testata, che a questo punto potrebbe davvero essere soppiantata – e non semplicemente affiancata – dall’annunciata Topolino Extra (ne parlo in fondo al post), che di fatto ha la stessa mission editoriale. Vedremo se sarà così o se ci sarà un futuro per le De Luxe.

Il “Topo” di settembre

Come promesso, prima di chiudere vado ad occuparmi delle storie più interessanti e “chiacchierate” pubblicate su Topolino nel corso del mese.

Spazio_Disney_Settembre_2020_PaperbridgeSpicca senza dubbio Paperbridge di Marco Gervasio (nn. 3379-3383), saga articolata in cinque episodi e che ha quindi accompagnato il settimanale per gran parte di settembre.
L’autore romano imposta il progetto – ambientato in un college inglese nei primi del Novecento – senza ricorrere a nessun personaggio conosciuto, ad eccezione del protagonista. In questo modo Gervasio ha modo di giocare con le tematiche adolescenziali e scolastiche, ma anche con i misteri che gravano attorno a questo istituto e con la sua continuity narrativa.
Il protagonista è infatti un giovane John Quackett (qui soprannominato amichevolmente Quacky), vera identità del ladro gentiluomo Fantomius che da anni il disegnatore ha sviluppato in una lunga serie di avventure, “ereditato” dall’idea originaria di Guido Martina che lo creò come ispiratore del primissimo Paperinik (che infatti ne riprende in parte il costume).

Sarò onesto: non sempre apprezzo le storie di Gervasio, in cui negli ultimi tempi colgo spesso grande attenzione ad un personale worldbuilding a discapito della riuscita delle singole avventure.
Ma ho trovato Paperbridge una lettura in gran parte piacevole e scorrevole, che guadagna dal suo essere lontana da personaggi e setting noti ritrovando una dimensione narrativa abbastanza stuzzicante.
Ho riscontrato però qualche ingenuità di troppo, soprattutto quando si tratta di tirare le fila della trama nell’ultimo episodio, abbassando così il tiro rispetto allo spirito iniziale: mi riferisco per esempio allo svelamento dell’identità di un personaggio mascherato, per nulla preparato negli episodi precedenti e quindi depotenziato in quanto colpo di scena, ma anche alla spiegazione un po’ affrettata sulla giacca da aviatore di Quacky e al codice cifrato con cui è scritto il diario dell’avversario, con una chiave di decriptazione banalissima ma che mette in crisi il protagonista e il suo amico.
Sono imperfezioni che, dal mio punto di vista, “sporcano” l’insieme della vicenda, ed è un peccato perché avvengono nel finale – la parte più “critica” di un lungo racconto – e perché altrimenti Paperbridge sarebbe stata formalmente molto migliore per me, grazie in particolare alle efficaci atmosfere da college ricco di segreti che su di me hanno sempre forte appeal. Carine anche alcune situazioni nello specifico, anche se ravviso un po’ di ripetitività nella dinamiche del rapporto tra Quacky e la giovane Beth, che girano fin troppo a vuoto.
Nota a parte per le citazioni a Guido Martina: che abbondino nella serie di Fantomius lo posso anche comprendere, ma in questo caso penso che non sarebbero state così necessarie. Diventano quasi ingombranti e sono un continuo “dar di gomito” al lettore navigato. Avrei trovato più giustificati riferimenti particolari al futuro del ladro gentiluomo più che a Paperinik, in questo caso, ma forse il progetto di Gervasio è molto più totalizzante in tal senso e non metto becco sulle sue scelte. Non sono però molto convinto dell’efficacia dell’approccio, stavolta, come mi lascia perplesso il cliffhanger che rimanda alla futura seconda stagione del serial; ma di quest’ultimo colpo di scena si potrà riparlare con cognizione di causa solo alla ripresa di Paperbridge.
Ho apprezzato abbastanza i disegni, che troppo spesso ho trovato statici e legnosi nelle storie dell’artista, sensazioni che ho avuto anche in questo caso ma che vengono mitigate da una certa cura nella rappresentazione degli abiti d’epoca e di alcuni sguardi (specie delle papere). Merito anche dalla colorazione seppiata, funzionale e coerente con la “fantomatica” saga.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Topo_3382Altro ciclo di storie ai nastri di partenza è Minni prêt-à-porter (nn. 3382-3383), di cui al momento in cui scrivo sono usciti due episodi su tre. Sceneggiata da Valentina Camerini, vede ai disegni Giada Perissinotto e Marco Mazzarello ed è incentrata sulle vicende di Minni all’interno di una boutique di moda, affiancata da due amiche create per l’occasione.
Il mio giudizio all’idea è assai positivo: la metà femminile del cast disneyano è troppo spesso in ombra, con poche opportunità per Paperina, Minni e le altre di uscire dal ruolo di comprimarie. I tentativi di dar loro risalto in maniera indipendente dai rispettivi compagni non hanno sempre sortito effetti veramente interessanti, ma dare alla fidanzata di Topolino un ruolo professionale potrebbe costituire una formula vincente. Certo, se fosse stato qualcosa di meno stereotipato e smaccatamente (forzatamente?) femminile l’avrei apprezzato anche di più. In tal senso mi viene in mente Paperspot, quel ciclo di avventure con Paperina copywriter, che collocava la protagonista in una dimensione lavorativa (quella pubblicitaria) più originale di quello che si vede di solito su Topolino e che la valorizzava particolarmente.
Il primo episodio fa da pilot e funziona in quanto tale, anche a fronte di una trama piuttosto esile. Buona però la caratterizzazione dei personaggi e anche i disegni di Perissinotto, che lavora con grande attenzione sugli outfit.
Mi spiace che la copertina del numero in cui è ospitato non c’entri nulla né con la trama né con il tono della storia, anche per via della presenza di Topolino che in quest’occasione avrebbe invece dovuto farsi da parte.
Il secondo episodio, complice l’essere la prima metà di una trama più ampia, appare per ora abbastanza vago e inconcludente. Abbastanza riuscito il momento amarcord in cui Minni e la sua amica ricordano un aneddoto della loro giovinezza, ma nulla più.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Topo_3381Topolino giramondo è un ciclo di storie ideato da Giuseppe Zironi, spesso affiancato da Gabriele Panini nelle sceneggiature, incentrato sui viaggi intorno al mondo che Mickey compie per i suoi reportage giornalistici.
L’idea appare fresca perché dà molto spazio ai paesaggi, alle atmosfere e in definitiva all’esperienza del viaggio in sé, piuttosto che alla narrazione di eventi precisi.
Il ritorno del bluesman (n. 3381) fa parzialmente eccezione, perché una trama un po’ articolata nei suoi due tempi la presenta. Ma viene usata intelligentemente al servizio dei panorami propri della Louisiana, non stonando quindi con lo spirito della serie e anzi contribuendo alla malinconica poetica del blues grazie alla storia del musicista che Topolino incontra e aiuta.
In un concept del genere i disegni ricoprono un’importanza primaria nella riuscita della storia… e Zironi lo sa, realizzando matite ispirate tanto negli sfondi quanto nel suo bel Topolino. Ci sono tavole veramente intense in questa avventura, ricche di dettagli e con una griglia che si “piega” al ritmo narrativo in scioltezza.
Peccato che, in un passaggio tra la realizzazione dei colori e la pubblicazione, i volti dei personaggi secondari vengano “sbiancati” da neri quali erano nelle intenzioni originarie degli autori, in un’operazione poco comprensibile e certamente non positiva, pur non inficiando la riuscita della storia.

Spazio_Disney_Settembre_2020_Topolino-originiUn ciclo invece molto meno valido, per me, è quello di Topolino: le origini, nato la scorsa primavera e dedicato a raccontare una giovinezza alternativa per Mickey Mouse. Se anche riuscissi ad accantonare – con fatica, lo ammetto – il giudizio sull’idea sacrilega di attualizzare gli anni giovanili del personaggio, resterebbero comunque delle avventure modeste. Non tanto per i cliché messi in scena, tra lavoretti per sbarcare il lunario, difficoltà nel trovare alloggio e ambizioni frustrate, ma per il modo con cui questi temi vengono trattati e per alcune dinamiche narrative presenti.
Anche l’ultimo episodio pubblicato, Una sudatissima promozione (n. 3382), non fa eccezione: Giorgio Fontana inserisce in poco spazio una miriade di spunti senza riuscire a trattarli in maniera completa, così banalizzandoli, e gestendo goffamente anche la linea narrativa principale che vede i tentativi di Topolino di raggiungere per tempo la casa di una cantante che dovrebbe intervistare per il quotidiano dove fa praticantato. Un’escalation di imprevisti che vorrebbe essere divertente ma che appare invece semplicemente eccessiva e poco coinvolgente, peraltro con una risoluzione piuttosto puerile. Ravviso poca cura e unitarietà nel progetto, con singole storie in cui viene inserito di tutto un po’, un approccio in controtendenza con quanto visto su altre serie interne al settimanale. Poca chiarezza nella direzione e nell’impostazione.

Infine, non posso trascurare una piccola gemma come lo sono quasi sempre le brevi storie di Enrico Faccini con Paperoga protagonista: La gallinocinèsi (n. 3382) è una bomba comica dove c’è un perfetto bilanciamento tra umorismo visivo e umorismo verbale, grazie alla trovata tanto folle quanto geniale delle galline levitanti in seguito a uno strano e temporaneo potere del cugino di Paperino. Imperdibile e divertentissima.

Chiudo questa sezione soffermandomi sull’annuncio fatto dal direttore Alex Bertani sull’editoriale di Topolino #3381, dove svela il progetto di una nuova testata in arrivo per dicembre: Topolino Extra, anticipato anche sull’ultimo numero di Anteprima e del quale ho perciò potuto parlare all’inizio della live su La soffitta di camera mia di un paio di settimane fa, che potete recuperare qui.
Questo nuovo prodotto si pone l’obiettivo di ristampare saghe e cicli svolti su più numeri del pocket, con la particolarità di essere sempre progetti voluti e patrocinati da Bertani stesso (quindi storie pubblicate da un anno a questa parte, più o meno).
Bimestrale cartonato a € 12,90, con numerose pagine di extra tra interviste e bozzetti.
Sulla carta un progetto simile a De Luxe e Definitive Collection, ma la particolarità dell’essere tutte opere nate nell’attuale contesto produttivo potrebbe distinguerla sufficientemente, specie se la cura dei volumi sarà quella promessa.
Vedremo fra poco più di due mesi.

Per questo, di mese, invece è tutto.
L’appuntamento è per la prima puntata della rubrica Lo Spazio Disney LIVE: martedì 13 ottobre alle ore 21.00 sintonizzatevi quindi sul canale Twitch di Lo Spazio Bianco per un’oretta abbondante di chiacchiere disneyane. Adesso è presto per rivelarvi quale sarà l’argomento che tratterò e l’ospite che mi accompagnerà, ma pochi giorni prima della diretta li annuncerò senz’altro sui social.

A presto!