Lo scaffale Disney nel 2020

Lo scaffale Disney nel 2020

Eccoci qui, dopo l’intro di una settimana fa si parte ufficialmente con Lo Spazio Disney!

Come anticipavo, inauguro il blog con un’analisi a più ampio raggio rispetto a quella che sarà la norma: invece di parlare nello specifico degli albi più recenti (materia del post che pubblicherò la prossima settimana per le uscite di settembre), illustrerò il panorama complessivo di quanto si può attualmente trovare sugli scaffali di edicola e fumetteria, per quanto riguarda il materiale Disney-Panini.
Questo permetterà anche a chi non è molto “sul pezzo” di avere una visione complessiva delle testate disneyane correnti, e a me di non doverle contestualizzare ogni volta che le citerò in un post per spiegarne caratteristiche e linea editoriale.

A tal proposito consiglio anche la lettura di un articolo che ho scritto a quattro mani con l’amico Davide Del Gusto per il sito del Papersera, pubblicato a inizio agosto e legato a questo macro-argomento, a cui mi sono in parte ispirato nella presentazione delle serie.

L’edicola disneyana

Tra i periodici “canonici” da edicola si contano:

  • Topolino (settimanale)
  • Paperino (mensile)
  • Zio Paperone (mensile)
  • Paperinik (mensile)
  • Disney Big (mensile)
  • I Grandi Classici Disney (mensile)
  • I Classici Disney (bimestrale)
  • Paperfantasy (bimestrale)
  • Le più grandi avventure (bimestrale)
  • PK² Giant (bimestrale), ristampa della seconda serie di PK
  • Papersera (trimestrale)
  • Il manuale delle Giovani Marmotte (miniserie mensile)
  • Disney Definitive Collection (aperiodico)
  • Topolino Fuoriserie (aperiodico)
  • DuckTales (aperiodico)

Vediamo di capire, in sintesi, come sono impostate le singole pubblicazioni.

Scaffale_Disney_2020_Topo_3378Topolino è la testata ammiraglia della scuderia disneyana e ha sempre mantenuto questa posizione attraverso più di settant’anni di vita editoriale.
Dall’autunno 2018 il direttore è Alex Bertani, che ha voluto impostare fin da subito la propria visione del giornale e delle storie a fumetti, un’impronta che negli ultimi mesi sta finalmente emergendo in maniera netta, superato l’iniziale periodo di necessaria transizione dalla precedente direzione, targata Valentina De Poli.
Il Topolino di Bertani dimostra di dare grande importanza a sceneggiatori e disegnatori, spesso valorizzati in interviste e citazioni all’interno dell’editoriale in apertura di ogni numero. I fumetti sono più che mai il cardine attorno al quale ruota Topolino, Bertani ha raccolto questa spinta inaugurata proprio da De Poli e l’ha in qualche modo potenziata, occupandosi in prima linea di mettere sul tavolo spunti per nuove saghe, di coinvolgere nuovi fumettisti investendo su di loro, e di introdurre anche piccole novità a livello di “legami” tra le varie storie, con alcuni esperimenti di quella che potremmo definire “micro-continuity” proposta secondo percorsi inusuali e a volte stimolanti.
Si tende a un settimanale dinamico, che cerca di fidelizzare i lettori tramite un gran numero di storie a puntate che si snodano anche per quattro o cinque numeri consecutivi e valorizzando in maniera contemporanea i personaggi più giovani del cast, come Qui Quo Qua e Tip&Tap; si è lavorato anche sul colpo d’occhio, cercando di offrire un’omogeneità di approccio e di disegno per le copertine.
Proprio con settembre il marketing ha impostato una campagna stampa per rimettere il settimanale sotto i riflettori, con uno spot televisivo e radiofonico, una cover sbrilluccicosa e due varianti per fumetteria e shop online, puntando per esplicita ammissione sui personaggi e le loro avventure invece che su gadget o altro di accessorio.
Certamente Topolino mantiene i problemi propri di una rivista antologica, che per di più deve produrre una media di cinque storie a settimana seguendo una determinata e stringente policy, ma rimane l’unico contenitore di storie esclusivamente nuove. Se vuoi avere sott’occhio l’attuale situazione in cui versa il fumetto Disney, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, non puoi prescindere dal “Topo”.

Scaffale_Disney_2020_Zio_Paperone_56Paperino, Zio Paperone e Paperinik si occupano di ristampare una selezione di storie con protagonista il titolare di testata, quasi sempre “pescate” dalla produzione degli ultimi vent’anni, introdotte da un’avventura inedita di una ventina di pagine circa (o, se d’importazione estera, anche sulla trentina).
Se stai già collezionando quella specifica serie o sei particolarmente appassionato del personaggio, si configurano come un acquisto valido; per il resto si tratta di uscite miscellanea dove può anche capitare la storia buona, ma all’interno di un contenitore poco interessante in senso assoluto e con il solo vantaggio dell’essere un tascabile pratico ed economico.

Vuoi leggere tanto a un prezzo contenuto? Disney Big è il mensile che fa per te: punta tutto sulla quantità, offrendo un alto numero di pagine ma con una selezione di storie non sempre all’altezza perché assolutamente randomica. Rispetto ad altre serie, si spazia maggiormente sui periodi di provenienza delle storie riproposte, permettendo quindi di trovare anche qualche avventura più datata, ma si tratta sempre di sommari “un tanto al chilo”.

Paperfantasy è il magazine dedicato alle trame di impianto fantastico o fantascientifico, ospitato bimestralmente nella collana-ombrello Tutto Disney ma con autonoma numerazione. Negli ultimi numeri, compreso quello agostano, si dedica a riproporre la serie Q-Galaxy di Stefano Ambrosio, onestamente dimenticabile secondo me, ma il fumetto Disney ha spesso offerto molte buone storie di questo genere narrativo: se ne sei appassionato, potresti dare una chance a un albo o due.
Ogni numero ha una paginetta introduttiva a cura di Marco Iafrate che ne anticipa il contenuto commentando e contestualizzando alcune delle storie presenti.

I Classici Disney è una testata storica, rilanciata però un anno e mezzo fa con nuova numerazione e con la ripresa di una vecchia formula editoriale: numeri tematici nei quali le storie riproposte sono unite assieme da una cosiddetta frame-story inedita che, legando insieme le singole avventure con qualche stratagemma, vorrebbe dare l’impressione fittizia di una narrazione unitaria. Approccio che personalmente ho sempre detestato, perché non ha mai aggiunto niente di valido agli albi risultando di fatto solamente pretestuoso e gratuito, e che non risolve l’annoso problema da cui era afflitta la testata già da prima del restart: una selezione quasi sempre deludente, dettata dalla combo della foliazione ristretta e dagli anni da cui I Classici attingono, che porta a un’offerta di storie spesso poco interessanti.

Scaffale_Disney_2020_Grandi_Classici_56Discorso diverso per I Grandi Classici Disney: la collana, curata dagli attenti esperti e filologi Lidia Cannatella e Luca Boschi, rappresenta il fiore all’occhiello delle uscite disneyane da edicola, concentrandosi sulla riproposizione di pietre miliari del fumetto Disney e sulla riscoperta di piccole perle dimenticate. Ogni mese la cosiddetta “Sezione Superstar” si occupa inoltre di sviluppare una determinate tematica selezionando coerentemente storie di un certo spessore o valore.
Che tu sia un appassionato di lungo corso o un lettore curioso e attento che vuole approfondire la storia del fumetto Disney, I Grandi Classici sono una testata di riferimento.

Il manuale delle Giovani Marmotte è una miniserie pensata per l’estate 2020, articolata inizialmente in quattro volumi a cui se ne stanno aggiungendo altri a seguito del positivo riscontro: è forse utile ricordare – corsi e ricorsi storici – che già negli anni Novanta esisteva una testata dedicata al corpo scoutistico in cui militano Qui Quo Qua.
Il progetto si è rivelato interessante sia per l’invito ai lettori a ritrovare un contatto con la natura, con tanto di rubriche apposite sul tema che denotano attenzione verso il prodotto, sia per la volontà di presentare un gran numero di storie prodotte per il mercato nordeuropeo e che vedono la luce in Italia per la prima volta in questa sede. Una testata in qualche modo “ibrida” che prova ad intercettare i più giovani con tante idee sulla vita all’aria aperta ma anche l’appassionato disneyano con la proposta di storie inedite (anche se non sempre qualitativamente rilevanti, ma utili per osservare un approccio – soprattutto nei disegni – differente dal modello italiano).

Scaffale_Disney_2020_paperseraPapersera è un piccolo miracolo editoriale, di cui ho parlato in alcune recensioni sul sito (in occasione del #1, del #5 e del #6).
Una testata modesta, venduta a pochi euro, partita come miniserie di quattro numeri e continuamente rinnovata fino a proseguire “a oltranza”, nonostante contenga materiale datato e con un tipo di disegno che almeno teoricamente non avrebbe dovuto avere troppo appeal presso il grande pubblico odierno, ma che invece ha trovato il modo di funzionare. Onore al merito a Francesco Gerbaldo, che cura il progetto con passione e che ha rinfocolato l’interesse attorno al ciclo su Paperino e Paperoga reporter per il quotidiano di Zio Paperone.
Le brevi storie che lo compongono sono ben lontane dall’essere fondamentali nel fumetto Disney, ma sono spesso genuinamente divertenti e offrono un bello spaccato del fumetto umoristico statunitense e brasiliano tra gli anni Settanta e Ottanta. La presenza di almeno due storie inedite a numero, mai tradotte prima d’ora in Italia, impreziosisce poi il progetto per i cultori.

Le più grandi avventure è invece un’idea strana: un bimestrale che si concentra su un tema diverso in ogni numero e lo sviscera attraverso alcune storie legate a tale argomento. Inutile dire che il titolo è pretestuoso, perché quasi mai quanto proposto rappresenta il meglio del fumetto disneyano.
Non è tanto questo che critico alla rivista, quanto il suo essere sostanzialmente un clone, nella teoria e nei fatti, dei tanti volumi one-shot tematici che da quasi tre decenni affollano le edicole e tutt’ora piuttosto floridi.

Esplosi a metà anni Novanta, questo tipo di albi si configurano all’interno di collane-ombrello (Speciale Disney, Disney Team, Disney Special Event, Super Disney ecc) e di uscita in uscita propongono un titolo diverso, legato spesso e volentieri a eventi sportivi, di attualità, di costume e di spettacolo.
Con Panini questo processo si è ampliato, creando addirittura sotto-serie all’interno di queste collane, legate a un personaggio in occasione del suo anniversario o ad altri pretesti: cito solamente a titolo di esempio The best of Paperopoli/Topolinia e Le grandi sfide (incentrato sulle contrapposizioni tra personaggi, come Paperone-Amelia o Topolino-Gambadilegno).

Scaffale_Disney_2020_Topolino_Writers_MartinaMerita invece due parole una serie molto particolare di volumi, che vanno informalmente sotto il nome di Special Edition ma che rientrano di fatto sotto l’etichetta Speciale Disney.
Si tratta di una collana aperiodica incentrata sugli autori, che nel corso degli anni ha mutato titolo e approccio diverse volte, andando col tempo a perdere un po’ della smalto iniziale. Dalla presenza di diverse pagine di editoriali e interviste si è passati a soli due brevi contributi, con indici molto meno centrati rispetto alle prime otto-dodici uscite.
L’incarnazione più recente del progetto si concentra su alcuni scrittori storici di Topolino, iniziando la scorsa primavera con Giorgio Pezzin e arrivando lo scorso luglio a Guido Martina, primo sceneggiatore Disney italiano. L’intento è pregevole come agli inizi, ma la cura editoriale è appiattita a una breve introduzione e a una scarna postfazione e la selezione di storie – in quest’ultimo caso – appare come migliorabile, con una prima parte pur buona ma una seconda decisamente più claudicante.
È “l’effetto compromesso” a cui sottostanno le (ormai pochissime) testate per collezionisti che sopravvivono in edicola e che non sono state dirottate per il solo canale delle fumetterie.

Scaffale_Disney_2020_DefinitiveRientra in questo scenario anche la Definitive Collection, che si occupa di pubblicare in una serie di albi non consecutivi alcuni cicli disneyani degli ultimi anni; dopo il fallimento della sua prima incarnazione, che aveva portato alla chiusura della testata, è stata fatta risorgere con una foliazione e un prezzo maggiorati e con una periodicità molto larga e non precisa, nell’intento di portare a termine le saghe rimaste aperte. La tiratura è stata probabilmente abbassata rispetto al passato, dal momento che non è così facile o scontato trovare la testata in edicola, mentre è in fumetteria che rimane maggiormente presente.

Topolino Fuoriserie offre invece storie inedite realizzate appositamente per questo formato, un cartonato alla francese di una cinquantina di pagine. Finora si è occupata delle nuove avventure di PK (versione hi-tech e fantascientifica di Paperinik), ad opera di Roberto Gagnor, Alberto Lavoradori e Roberto Vian, e del fantasy di Wizards of Mickey a cura di Matteo Venerus e Emmanuele Baccinelli, con l’intento di dare risalto a questi progetti fuori dal contesto di Topolino.
Sulla carta un’ottima idea, peccato che finora abbia portato a storie che sarebbero comunque state benissimo anche sul settimanale (sia per foliazione che per tono narrativo), con l’unico esito – almeno per l’utente finale – di non poter scegliere se accontentarsi di una prima pubblicazione sul pocket o se puntare alla versione lussuosa.

Formato analogo anche per DuckTales, contenitore di storie brevi ispirate all’omonima serie animata, realizzate in America e tradotte per l’Italia direttamente in questa serie dedicata, di cui finora è uscito solo il primo volume nella scorsa primavera con un secondo previsto per ottobre.

Anche in questi due casi non tutte le edicole possono vantare di ricevere il periodico, che trova invece come collocazione ideale le librerie del fumetto, realtà che vado subito ad approfondire nel prossimo paragrafo.

La fumetteria disneyana

L’altra metà della luna nel panorama delle pubblicazioni Disney-Panini è il mercato delle fumetterie.
Sei un lettore attento? Un collezionista esigente? Un fumettofilo accanito? Sei cresciuto negli anni Novanta con gli articoli di Luca Boschi e Alberto Becattini su Zio Paperone e I Maestri Disney?
Allora probabilmente è a questa sezione che ti sentirai più affine!

Panini, forte della sua conoscenza del mercato fumettistico, ha capito abbastanza presto che, pur rivolgendosi di base a bambini, ragazzini e casual readers, il fumetto disneyano gode anche di un pubblico più “raffinato”, di veri e propri cultori che, come accade per i comics Marvel e DC, sono ben contenti di poter comprare edizioni lussuose e volumi cartonati che valorizzino le migliori storie, vecchie e nuove; prodotti ricercati, adattissimi da presentare nelle fiere di settore ma anche – appunto – da distribuire nei negozi specializzati.
Un terreno pressoché vergine e che dopo la “bolla” a cavallo tra i ‘90 e i ‘00 non era stato mai realmente sfruttato da Disney Italia.

Attualmente le collane da fumetteria in corso d’opera sono:

  • Disney De Luxe
  • Disney Super De Luxe
  • Disney d’autore
  • Gli archivi di Topolino
  • Don Rosa Library De Luxe
  • Donald Duck, le origini – Le strisce quotidiane complete di Al Taliaferro
  • Mickey Mouse – Le strisce quotidiane complete di Floyd Gottfredson (annunciato)

Scaffale_Disney_2020_De_LuxeDisney De Luxe e Super De Luxe sono cartonati di grande formato in carta patinata, dedicati alla riproposta di storie apparse su Topolino a puntate pochi mesi prima: agli inizi erano quasi sempre le parodie di romanzi o film e le storie del rilancio di PK, che venivano qui ristampate in un contesto di grande pregio consentendo anche di godere meglio i disegni, spesso di grandi artisti, ma con il tempo la formula si è ampliata anche ad altre tipologie, “sporcando” a mio avviso l’impostazione del progetto. Contestualmente, anche i contenuti extra (interviste, bozzetti, dietro le quinte) che caratterizzavano le prime uscite sono andati presto ad assottigliarsi.
Rappresenta comunque un buon modo per valorizzare storie di un certo tipo dopo il loro debutto su Topolino, sul quale potevano apparire sacrificate.
La versione Super si muove sullo stesso solco, ma con dimensioni ancora maggiori e attingendo a storie più datate e più corte; presenta inoltre una sovracoperta che può diventare un poster.

Disney d’autore punta i riflettori su alcuni grandi nomi contemporanei al lavoro su Topolino, dedicando due numeri consecutivi per ciascuno di loro: per ora vi sono stati ospitati Silvia Ziche, Paolo Mottura e Casty, che contribuiscono ai volumi con indicazioni sulla scelta delle storie e con dichiarazioni personali, schizzi di studio e curiosità.
Giocoforza non si trovano qui le loro opere più lunghe e complesse, ma la selezione porta comunque alla luce prove interessanti, magari anche giovanili, e uno spaccato sul lavoro dell’artista di turno in eleganti edizioni cartonate, dotate anche di un cofanetto in cui conservarle.

Scaffale_Disney_2020_archivi-TopoGli archivi di Topolino si pone come un progetto ambizioso: ristampare in robusti tomi le storie contenute nei numeri dei primi anni del pocket disneyano così com’erano, con contorno di numerosi articoli e approfondimenti atti a contestualizzare il materiale riproposto.
I due volumi usciti finora hanno affrontato il 1949 e il 1950.
Se sei un appassionato “duro e puro” e amante delle atmosfere vintage, questo progetto fa al caso tuo.

Infine, un aspetto degno di nota è quello che accomuna la Don Rosa Library, la collana sul Paperino di Al Taliaferro e quella sul Topolino di Floyd Gottfredson (che partirà da novembre).
La predisposizione alle omnie di autori disneyani, in Italia, è stata tardiva e sdoganata di fatto solo nel 2008 con La grande dinastia dei paperi, che pubblicava in maniera ordinata l’intera produzione di Carl Barks. Ma era un’iniziativa da edicola e in collaborazione con il Corriere della Sera, quindi molto popolare (così come sarebbero state negli anni successivi quelle dedicate a Gottfredson e a Romano Scarpa), mentre in America editori come Fantagraphics e IDW pubblicavano cartonati da libreria.
Ora, pressoché contemporaneamente, Panini porta avanti ben tre progetti di questo tipo, traducendo in italiano proprio quelle versioni d’oltreoceano e offrendo quindi in modo “definitivo” il corpus di questi tre grandi autori. Iniziative da accogliere senz’altro positivamente, ma non certo per tutte le tasche; è inoltre da notare come, per Taliaferro e Gottfredson, si parli di un numero di volumi totale piuttosto alto, peraltro da spalmare cum grano salis nel corso dell’anno (considerazione che riguarda anche l’edizione americana, naturalmente).

Scaffale_Disney_2020_TaliaferroRiscoperta filologica del “glorioso passato”, interesse verso gli autori fondamentali e attenzione alle saghe nate già come instant-classic e pronte per essere rilanciate in edizioni ad hoc: potrebbe essere questa stilizzazione l’estrema sintesi dello scaffale Disney di una qualunque fumetteria, insieme ad altri prodotti estemporanei come i volumi sulle copertine, i portfolii dei disegnatori e il materiale da edicola.
Si tratta di una realtà che fino a dieci anni fa ci si poteva appena sognare e che ora è una consuetudine che solo il Covid-19 ha in parte frenato.
Una manna se sei un appassionato sfegatato, ma la grande rincorsa ad offrire sempre di più e il costante aumento dei prezzi (spesso accompagnato, di contro, da un impoverimento dei prodotti) costringe a mio avviso il lettore ad adoperare uno sguardo attento sulle proposte, discernendo quelle veramente valide e operando inevitabili scelte (chiaramente un discorso valido anche per altri universi narrativi ed editori): scelte per le quali cercherò di dare una mano, nel mio piccolo, tramite questo blog.

Sono stato fin troppo logorroico, ma spero di aver offerto un quadro abbastanza puntuale dell’attuale offerta disneyana a fumetti.
Dal prossimo post dovrei riuscire ad essere più contenuto, limitandomi a illustrare quel che di interessante è uscito nel corso del singolo mese.

L’appuntamento è quindi per la prossima settimana, non mancate! 😉