Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni.
3 piani – La storia segreta dell’uomo gigante è un fumetto di Matt Kindt, specializzato in noir come Mind MGMT, forse il suo lavoro più famoso. In questo fumetto abbandona spie (beh, non del tutto…) e toni pulp per raccontare la strana storia di Craig Pressgang dalla sua infanzia fino alla sua scomparsa dal mondo (morto, nascosto, non si sa).
Quello che ha di particolare Craig è la sua statura, il suo crescere inarrestabile che lo porta a diventare enorme, alto quanto un albero, un palazzo. Una storia che Kindt decide di raccontare con il tono della malinconia, prima attraverso la voce narrante della madre vedova di guerra, costretta a crescere nell’assenza del suo amato un figlio che presto sente distante, straniero, poi della fidanzata e futura moglie Jo, che mano a mano vede il marito diventare troppo grande per poter comunicare con lei, per poter ascoltare, parlare, amare, infine della figlia che, adulta, decide di andare a cercare suo padre che si è ritirato dalla società e vive nascosto al mondo.
Kindt, con i suoi disegni un po’ grezzi e rigidi, confeziona un racconto che viaggia sempre su toni tristi, dismessi, tragici. Accompagnata dalle didascalie delle tre narratrici, Craig non appare mai il protagonista della storia, quanto una specie di bizzarra forza della natura con cui madre prima, moglie e infine figlia poi si trovano a dover fare i conti, con la consapevolezza che non potranno mai comprenderla fino in fondo e che la osservano mentre scivola verso la sua inarrestabile fine.
Segnalo la recensione di Davide Grilli per Lo Spazio Bianco:
Di spie, cospirazioni e solitudine: Matt Kindt e i suoi fumetti disegnati male
