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#57 – Wildstorm: Michael Cray vol. 1

22 Marzo 2020
Da Deathblow a Michael Cray, una delle ultime incarnazioni dell'universo Wildstorm. Meglio il ricordo della prima rispetto alla lettura della seconda.

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.

L’Image fu uno dei miei primi approcci organici al fumetto supereroistico. Spaventato da anni di storie, quando uscirono in Italia gli albi Star Comics che proponevano il neonato universo creato da McFarlane, Lee, Liefeld e compagnia fu l’occasione per entrare dentro alle dinamiche del genere con personaggi nuovi di zecca e autori dallo spiccato gusto per lo spettacolo. Le serie principali erano delle affascinanti baracconate, però c’era anche tutta una selva di miniserie di secondo piano che spesso nascondevano piccoli gioiellini. Deathblow di Brandon Choi e Jim Lee, per i disegni i bianco, nero e rosso di Tim Sale era una deviazione su un ambito più maturo e duro rispetto al resto, almeno ai miei occhi adolescenti. Forse a rileggerlo oggi sarà invecchiato, ma allora mi colpì molto la storia di questo mercenario alle prese con un male che lo sta uccidendo.

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Qualche anno fa a Warren Ellis è stato assegnato il compito di reinventare l’universo Wildstorm all’interno di quello DC Comics. Questa serie è però affidata a Bryan Hill, che svolte il compito in maniera diligente, accompagnato dai disegni di N. Steven Harris. Cray viene coinvolto da un’organizzazione non ben definita per eliminare personaggi pericolosi per l’ordine pubblico, tutti versioni distorte dei supereroi DC. Lo svolgimento è piuttosto ordinario, per quanto costruito con professionalità e in maniera scorrevole. I disegni di Harris seguono lo stesso schema, funzionali, a volte sbracano e fanno storcere il naso, altre volte funzionano quanto devono.

Insomma, alla fine lettura affrontabile anche se ammetto che non mi ha fatto impazzire. D’altra parte prima di questa avevo provato a leggere The Shadow/Batman, miniserie del 2018, e l’ho abbandonata dopo una manciata di pagine sconfitto da dialoghi didascalici e pure poco fluidi in italiano.

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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